Premessa: non è assolutamente facile stabilire quale sia la religione più diffusa al mondo. In primo luogo, bisognerebbe decidere un criterio univoco, cosa complessa visto che ogni religione, quando si tratta di realizzare statistiche del genere, tende a voler scegliere il criterio che più la avvantaggia.

Ad esempio, l’estensione geografica più della popolazione. Oppure l’aderenza a una sola chiesa specifica più che non a una religione comune che si riconosce in alcuni punti chiave.

Oltretutto, anche una volta stabilito il criterio, non è sempre facile effettuare sondaggi o comunque ottenere delle stime attendibili.

Questo è comprensibile pensando alla naturale ritrosia che spesso, almeno in certe parti del mondo, si può manifestare nel discutere di questioni tutto sommato private e a volte incerte, che si modificano col tempo e con i fatti della vita.

Inoltre esistono zone e paesi in cui alcune fedi sono ancora oggi perseguitate. Pertanto manifestare apertamente le proprie credenze può risultare assai pericoloso. Per tutti questi motivi, i dati troppo precisi vanno presi un po’ con le molle.

La stima più affidabile

Ad ogni modo, una delle stime più valide è quella condotta da adherents.com1. Questa associazione ha messo insieme negli anni scorsi varie statistiche provenienti da diverse parti del mondo. Il tutto è stato elaborato in un report giudicato verosimile da molte organizzazioni internazionali, che ci permette di ragionarci un po’ sopra.

Allora, vediamo insieme qual è la religione più diffusa al mondo e quali sono le sue “inseguitrici”. Ne presenteremo, inoltre, le zone di maggior influenza, l’eventuale suddivisione in sotto-chiese e, rapidamente, le caratteristiche principali.

 

1. Cristianesimo

La religione più diffusa al mondo, con 2,4 miliardi di fedeli

Secolarizzazione, crisi dei valori, crescita dell’ateismo e scandali di natura finanziaria e sessuale non sembrano avere intaccato più di tanto la diffusione del cristianesimo. Il culto sviluppatosi nel I secolo rimane infatti la prima religione del pianeta. Ha oggi una “copertura”, se così vogliamo chiamarla, di circa un terzo della popolazione mondiale.

Fondata, per chi vi si riconosce, da Gesù Cristo e dai suoi apostoli pochi decenni dopo l’anno Zero, ha subito nel corso della storia vari scismi e riforme. Il Cattolicesimo – cioè quella parte che si sottomette alla Chiesa di Roma e trova la sua guida nel papa – rimane comunque la chiesa dominante.

La Basilica di San Pietro a Roma, centro del cattolicesimo (foto di Greg O'Beirne via Wikimedia Commons)
La Basilica di San Pietro a Roma, centro del cattolicesimo (foto di Greg O’Beirne via Wikimedia Commons)

Secondo le stime, conta 1,3 miliardi di fedeli, seguita dalle chiese protestanti ferme a circa mezzo miliardo. Poi vengono la chiesa ortodossa con 225 milioni di aderenti e poi altre varianti minori. Tra queste vale la pena di citare monofisismo, nestorianesimo, avventisti, spiritualisti, mormoni, testimoni di Geova.

Il cattolicesimo è la religione principale nell’Europa meridionale e centro-orientale (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Austria). È inoltre diffusissimo in tutto il Centro e Sud America e in alcuni paesi centro-africani.

1,3 miliardi di cattolici e 500 milioni di protestanti

Sotto l’etichetta dei “protestanti” si ritrovano luteranesimo, calvinismo, anglicanesimo, chiese battiste ed altre sigle minori. Appartengono a questa confessione i paesi dell’Europa settentrionale, del Nord America, del sud dell’Africa e dell’Oceania.

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Alcune di queste nazioni, come la Germania, il Canada o l’Australia, sono però in realtà divise in zone a maggioranza protestante ed altre a maggioranza cattolica. La stima del numero dei protestanti, come abbiamo detto, si aggira attorno al mezzo miliardo di individui.

Infine la chiesa ortodossa è dominante in Russia, nei paesi slavi e in Grecia.

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2. Islam

1,5 miliardi di fedeli

Seconda religione per numero di fedeli è l’Islam, che coinvolge circa un miliardo e mezzo di persone in tutto il mondo. Fondata da Maometto nel VII secolo, questa fede si è diffusa soprattutto negli anni immediatamente successivi alla predicazione del profeta. E si è espansa dal Medio Oriente al nord Africa e in parte all’Europa.

Nonostante la crisi politica attraversata da molti degli stati musulmani nel corso degli ultimi secoli, la religione è rimasta molto diffusa e forte. Anzi, oggi le stime la considerano quella con il maggior incremento, cioè col maggior numero di persone che decidono di convertirvisi.

Pellegrini a La Mecca, luogo sacro dell'Islam e centro della seconda religione più diffusa al mondo (foto di Omar Chatriwala per Al Jazeera)
Pellegrini a La Mecca, luogo sacro dell’Islam e centro della seconda religione più diffusa al mondo (foto di Omar Chatriwala per Al Jazeera)

Anche l’Islam, comunque, non è un blocco unitario. La componente maggioritaria è quella dei sunniti. Da soli, essi coinvolgono circa 1,35 miliardi di fedeli.

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Sono localizzati soprattutto nell’Africa del nord, in Indonesia, in Pakistan e nei paesi dell’Asia centrale. Senza dimenticare il Vicino Oriente: Turchia, Siria, Giordania, Palestina, parte dell’Iraq e dell’Arabia Saudita.

Dopo i sunniti, gli sciiti

Gli sciiti, invece, sono circa 150 milioni. Sono componente fondamentale in Iran ma si ritrovano anche in zone di altri paesi (ad esempio al confine tra Arabia e Yemen, in Iraq e in Libano).

I sunniti si sono scissi dagli sciiti a metà del VII secolo per una disputa su chi dovesse guidare il mondo islamico. Oggi, però, questi ultimi si differenziano soprattutto per la considerazione che hanno per la figura degli Imam.

Una pagina del Corano
Una pagina del Corano

Questi sono storici leader della comunità che incarnavano sia l’autorità spirituale che quella temporale e che hanno guidato l’Islam sciita delle origini.

Infine vi sono pure delle fedi minoritarie come l’alevismo, diffuso soprattutto in Turchia.

 

3. Induismo

1 miliardo di fedeli

La terza religione secondo le statistiche ma la prima per antichità è l’induismo. Conta circa 1 miliardo di fedeli localizzati esclusivamente in Asia.

In realtà, grossa è la differenza con il cristianesimo e l’islamismo. Per quanto attraversate da scismi e divisioni, queste ultime sono infatti comunque religioni organizzate e contraddistinte da alcuni punti fermi molto rigidi (il libro sacro, la figura profetica di riferimento e così via).

L'Induismo è la terza religione più diffusa al mondo
L’Induismo è la terza religione più diffusa al mondo

L’induismo, invece, non è tanto una religione quanto un insieme di pratiche mistiche, di devozioni, qualcuno dice addirittura una cultura. Una cultura che si identifica di fatto con quella indiana. Non è un caso che più di 905 milioni di quel miliardo di fedeli indù viva tra l’India e il Nepal.

Il dharma e le divinità

Addirittura lo stesso termine induismo è un’invenzione occidentale, e precisamente degli ex colonizzatori britannici. Gli indiani, per riferirsi alla loro religione, utilizzano invece la parola Sanātanadharma, che significa “religione eterna”. In questa parola è contenuto il termine-chiave dharma. Esso indica una legge cosmica il cui concetto è rilevante non solo nella cultura indù ma anche in quella buddhista.

Parvati con il figlio Ganesha, dio dalla testa d'elefante
Parvati con il figlio Ganesha, dio dalla testa d’elefante

Le divinità preminenti sono Brahama, Vishnu e Shiva. Per questo anche la religione in sé si divide in vishnuismo, shivaismo e shakatismo (dalla dea Shakti, moglie di Shiva), a seconda di quale divinità si veneri.

L’Induismo non impone dogmi, ma, come vari altri antichi culti orientali, si configura più come una ricerca di significato sull’esistenza. Predica infatti l’amore verso tutto ciò che è vivente, mentre i sensi fanno cadere nel Maya, cioè nell’illusione.

L’individuo deve perciò lasciarli per ricongiungersi col divino, spezzando anche la catena di reincarnazioni continue dell’anima che è determinata dai meriti e dalle colpe. Per liberarsi dalla vita materiale sono consigliate varie forme di meditazione, tra le quali la più celebre è lo yoga.

 

4. Buddhismo

576 milioni di fedeli

Rimaniamo in Oriente anche con la quarta e la quinta religione, la prima sorta proprio in India, la seconda invece originaria della Cina. Il Buddhismo nasce dagli insegnamenti del celebre Siddhārtha Gautama.

Una figura resa famosa in Occidente – per la verità non sempre in maniera fedele – dal successo e dall’influenza che il suo percorso spirituale ha avuto su alcune generazioni di giovani sia prima che dopo la Seconda guerra mondiale.

Statue del Buddha (foto di Oliver Spalt via Wikimedia Commons)
Statue del Buddha (foto di Oliver Spalt via Wikimedia Commons)

Diffusasi a partire dal VI secolo a.C., la religione è oggi dominante in alcune zone del sud-est asiatico. Tra queste ci sono la Birmania, la Thailandia, il Vietnam e la Cambogia, oltre che, com’è noto, al Tibet. Meno diffusa, ma comunque rilevante, è anche in Giappone (nella forma dello zen).

Se ne trovano piccoli gruppi di fedeli pure in paesi occidentali come la Francia, il Canada, gli Stati Uniti e l’Australia.

Il Buddha e le correnti

Decine sono comunque le correnti all’interno di una religione che, per certi versi, assomiglia più a un movimento che a una chiesa organizzata.

Il Buddha storico
Il Buddha storico
Il punto comune di tutte queste scuole e scismi è però l’insegnamento del Buddha. Egli, secondo la tradizione, era un ricco indiano che decise di abbandonare tutto per raggiungere l’illuminazione (o il Nirvana).

Lasciò quindi un insegnamento basato sulle cosiddette quattro nobili verità: la verità del dolore, la verità dell’origine del dolore, la verità della cessazione del dolore e la verità della via che porta alla cessazione del dolore.

Tra tutte le correnti, quella più diffusa è il Buddhismo Mahāyāna, praticato da circa 385 milioni di persone. I dati su questa religione, però, sono piuttosto incerti soprattutto per quanto riguarda la Cina. Gli osservatori ritengono quindi che il numero dei fedeli potrebbe essere anche sottostimato.

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5. Taoismo

400 milioni di fedeli

Concludiamo con il Taoismo, altra religione che non è in realtà una religione vera e propria ma, addirittura più dell’induismo e del buddhismo, un modo di essere e di pensare. Il culto è nato in Cina e lì è rimasto sostanzialmente fino ad oggi.

Il bagua o pakua taoista
Il bagua o pakua taoista
La parola Tao – a volte traslitterata anche come Dao – indica la via, il sentiero, la storia, il cammino. Il Tao è infatti spesso rappresentato con il celebre cerchio diviso in due metà. Esse rappresentano lo Yang, cioè la luce e l’elemento maschile, e lo Yin, l’oscurità e l’elemento femminile. Dalla diffusione di questi elementi deriva la vita dell’universo.

I fondatori, o meglio i due più influenti pensatori di questa fede, furono Lao-Tzu – che secondo le convenzioni più recenti andrebbe traslitterato in Laozi – e Chuang Tzu (Zhuangzi). Il movimento è però così ampio che qualche studioso ha proposto l’interpretazione che tutto ciò che in Cina non sia buddhismo né confucianesimo diventi automaticamente taoismo.

Dio è considerato una sorta di principio regolatore alla stessa maniera del logos dei filosofi presocratici. Concetto che lo avvicina quindi al dharma buddhista. Inoltre vengono condannati i desideri, ma queste cause d’infelicità vengono affrontate tramite il desiderio di non desiderare più.

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Infine, non ci sono precise regole di comportamento. Viene favorita invece la spontaneità, nella convinzione che esista però un meccanismo di autoregolazione che compensi le cose. Per questo si deve cercare l’azione-senza-azione mediante anche l’isolamento dalla vita sociale.

 

Il riassunto finale

ReligioneMilioni di seguaciCreata inZona di massima diffusioneSottoinsieme principale
Cristianesimo2.400PalestinaEuropa e AmericaCattolicesimo (1.300 milioni)
Islam1.500ArabiaMedio Oriente e AfricaSunnismo (1.350 milioni)
Induismo1.000IndiaIndia-
Buddhismo576IndiaSud-est asiaticoBuddhismo Mahāyāna (385 milioni)
Taoismo400CinaCina-

 

Le altre 5 religioni più diffuse, più una parola sull’ateismo

Oltre a queste prime cinque fedi, quali altre religioni sono tra le più diffuse del mondo? Ecco la classifica dalla sesta alla decima posizione, con una parola anche sull’ateismo e l’agnosticismo, che non rappresentano ovviamente una vera religione ma vanno tenuti in considerazione.

 

6. Religioni animiste

È difficile dare un’etichetta unitaria a questa fede, che affonda le radici nel tribalismo, nello sciamanesimo e in quelle che vengono chiamate religioni etniche. Di conseguenza, è anche difficile darne una stima.

Gli studiosi ritengono che, sommando tutte queste diverse componenti, si possa arrivare ad una cifra di circa 450 milioni di adepti. C’è da dire, però, che antichi culti animisti a volte convivono anche con le religioni tradizionali, come il cristianesimo stesso.

7. Altre religioni africane

Gli studiosi distinguono altre tradizioni religiose africane da quelle appena definite come animiste. Sono religioni che si fondano sulla tradizione culturale dei paesi sub-sahariani, come ad esempio sulla cultura Yoruba.

Questo popolo è presente soprattutto tra la Nigeria e il Benin e ha mantenuto intatte alcune tradizioni e fedi ben diverse da quelle del resto del continente. Con la tratta degli schiavi, poi, alcune di queste tradizioni si sono diffuse anche in America. Le stime parlano quindi di circa 100 milioni di fedeli.

 

8. Sikhismo

I Sikh bene o male li conoscete, perché da qualche anno sono cominciati ad approdare anche in Italia. Si tratta degli adepti di una religione indiana, diffusa soprattutto nella regione del Punjab e caratterizzata, nel suo aspetto più esteriore, dal turbante portato dai fedeli.

La religione è monoteista ed è relativamente recente, soprattutto se paragonata agli altri millenari culti nati tra la Cina e l’India. La sua fondazione risale infatti appena al XV secolo. Le stime anche in questo caso variano molto, tra i 15 e i 23 milioni di fedeli.

9. Spiritismo

È difficile distinguere tra quelle che abbiamo chiamato religioni animiste, religioni africane tradizionali e quello che qui ora definiamo Spiritismo. In realtà si tratta di numerose tradizioni diverse, che hanno però alcuni elementi in comune.

Gli studiosi tendono però a considerare, appunto, lo Spiritismo come una fede a sé, diffusa soprattutto nel centro e sud America ma anche in alcune zone d’Europa. Gli adepti arriverebbero a quota 15 milioni.

 

10. Ebraismo

Al decimo posto troviamo una delle religioni più antiche (e famose) del mondo, l’ebraismo. D’altronde, proprio da questo culto sono poi derivate le due che si contendono il primato nel mondo, il Cristianesimo e l’Islam.

Religione tradizionale del popolo ebraico, l’ebraismo è fondato sulla Bibbia, o meglio sull’Antico Testamento. Ovviamente è diffusissimo in Israele, ma si ritrova anche in altri Stati occidentali (ad esempio Stati Uniti o Francia), per via della presenza di varie comunità ebraiche. Si stimano circa 14 milioni di adepti.

E gli atei?

Non sono ovviamente classificabili come fedeli di una religione, ma gli atei e gli agnostici vanno comunque presi in considerazione quando si “danno i numeri” sulle religioni. Anche perché pure loro sono in grande aumento negli ultimi decenni, quantomeno nei paesi occidentali.

Anche qui è difficile fare stime accurate, anche perché a volte il limite tra l’agnosticismo (il dichiararsi ignoranti sulla questione su Dio) e alcune religioni è molto labile. Ad ogni modo, gli studiosi ritengono che il numero di atei e agnostici (o almeno che così si dichiarano) nel mondo possa oggi essere vicino alle 1,1 miliardi di unità.

 

Note e approfondimenti

  • 1 Il sito di riferimento lo trovate qui.

 

Segnala altri esempi tra le religioni più diffuse al mondo nei commenti.