La settima settimana di gravidanza è una delle più importanti di tutta la gestazione. È quella in cui forse per la prima volta in maniera compiuta ci si rende veramente conto di essere incinte, in cui si subiscono gioie e dolori della gravidanza. Quella in cui i genitori cominciano ad emozionarsi e gli amici a pensare a cosa regalare. E soprattutto quella in cui ci si reca dal ginecologo per i primi esami più approfonditi.

Per questi motivi, abbiamo deciso di dedicare a questa particolare settimana un veloce approfondimento. Prima di iniziare, però, un chiarimento, utile se siete alla prima esperienza in questo settore: ovvero cerchiamo di rispondere alla domanda classica su come si calcolano le settimane di gestazione.

Il conto viene fatto a partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione. Da lì si cominciano a contare le settimane, che in genere – in un parto a termine – sono circa 40 (corrispondenti ai classici 9 mesi). Non state quindi a scervellarvi cercando di capire quando è avvenuto il concepimento: basta appunto la data dell’ultima mestruazione.

 

1. Gli effetti dell’ormone Beta hCG

La prima cosa di cui ci si accorge, quando ci si avvicina appunto a questa fatidica settima settimana, sono gli effetti fisici e sull’umore della futura mamma. A questo punto dello sviluppo del nascituro, infatti, il corpo della madre viene investito da dosi massicce di un ormone, il Beta hCG, che ha effetti rilevanti.

Questo è il cosiddetto “ormone della gravidanza”, quello che appunto si comincia a produrre una volta che si è restate incinte. Il suo nome completo è Gonadotropina Corionica Umana ed è quello che viene rilevato anche dai test di gravidanza fai-da-te che si possono acquistare in farmacia.

La stanchezza e la voglia di rimanere a letto
Nelle prime settimane il valore di questo ormone raddoppia ogni due o tre giorni, per poi stabilizzarsi. Durante la settima settimana, però, ha normalmente la sua crescita massima, e questo comporta degli inevitabili effetti. Ci si può infatti sentire stanche, patire la pesantezza delle gambe, soffrire di insonnia.

In più c’è tutto il problema delle nausee, di cui parleremo a parte. Ma c’è anche qualche cambiamento fisico: ad esempio l’areola del seno tende ad ingrandirsi, mentre si possono verificare piccole perdite vaginali (di cui comunque è bene parlare col medico).

 

2. Lo sviluppo dell’embrione

E il bambino? Cosa gli accade durante questa settimana? Innanzitutto diciamo che a questo stadio del suo sviluppo è corretto chiamarlo ancora embrione (diventerà feto, per la terminologia medica, solo nel giro di qualche giorno). La dimensioni, d’altra parte, di questo piccolo oggettino che avete in pancia sono ancora molto minute.

L’embrione in questo momento misura infatti circa 1 o al massimo 2 centimetri. Sì, avete letto bene: centimetri. Ciononostante la formazione del futuro essere umano ha già preso avvio: si iniziano a sviluppare quelle che diverranno le gambe e le braccia ed è in via di formazione anche l’apparato genitale1.

Un'ecografia durante la sesta settimana (foto di Nevit Dilmen via Wikimedia Commons)
Un’ecografia durante la sesta settimana (foto di Nevit Dilmen via Wikimedia Commons)

Inoltre in quei pochi millimetri anche gli organi interni stanno cominciando, lentamente, a delinearsi. Il pancreas e i reni, per primi, cominciano a prendere forma, mentre spuntano anche le gemme dei denti e quelli che diventeranno gli occhi.

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Non pensate, però, di poter vedere tutto questo. La prima ecografia, come vedremo nel prossimo paragrafo, non è in grado di visualizzare quelli che sono solo abbozzi piccolissimi. Una cosa, però, è in grado in genere di farla: sentire il battito cardiaco.

 

3. La prima ecografia e il battito cardiaco

La settima settimana, come anticipato, è infatti importante anche per un altro motivo: è in genere quella in cui si svolge la prima ecografia, quella in cui per la prima volta si vede – su uno schermo, ancora indefinibile – la forma del futuro nascituro.

Per questo, per i futuri papà e le future mamme, è un momento di grande emozione. Si viene ricevuti dal ginecologo, che fa accomodare la donna sul fatidico lettino; dopodiché si procede con l’ecografia, che in questa fase è ancora transvaginale, perché altrimenti non si riuscirebbe ancora ad avere un’immagine precisa.

Non illudetevi, però: sullo schermo non si vedrà granché. L’embrione è ancora in via di formazione ed è presto per riconoscere forme note. Quello che però in genere desta emozione è sentire il battito cardiaco: tramite l’ecografo, infatti, è possibile sentirlo e vederlo rappresentato graficamente, come nel video qui sopra.

Inoltre, durante quella visita il ginecologo osserva diversi parametri, anche per escludere eventuali gravidanze extrauterine. Poi cerca di ricostruire il quadro clinico della paziente, curando l’anamnesi e la storia clinica anche del padre e dei familiari, utile per prevedere eventuali patologie o problemi che potrebbero insorgere nei mesi successivi.

 

4. Gli esami che ti verranno prescritti

Questa prima importante visita dal ginecologo, inoltre, si conclude di solito in un modo classico: col medico che prescrive una serie di esami di routine alla sua paziente. Si tratta degli esami del sangue, delle urine e di quelli per l’immunità a patologie come rosolia, toxoplasmosi e citomegalovirus.

Un ecografoChe cosa sono questi esami, però, in concreto? Cerchiamo di vederci un po’ più chiaro. Gli esami del sangue e delle urine servono a monitorare i parametri generali della paziente e anche a valutare l’eventuale presenza di ipertensione o diabete, che potrebbero creare problemi durante la gravidanza.

La rosolia è invece una malattia infettiva che può insorgere durante l’infanzia, ma che ha effetti assai negativi sulle donne incinte. A seconda del momento in cui la gravida viene infettata, infatti, la malattia può trasmettersi al feto generando delle malformazioni. In genere le donne sono vaccinate fin dall’adolescenza, ma è meglio essere sicuri.

 
La toxoplasmosi si trasmette invece mangiando carni infette crude (per questo è meglio evitare i salumi) o con il contatto con le feci di un animale infetto (quindi attenzione a quelli domestici). Colpisce purtroppo 5 donne gravide su 1.000 e può portare anch’essa a malformazioni nel feto.

Infine il citomegalovirus provoca un’infezione in genere lieve, che però diventa problematica in gravidanza. Una delle principali cause di infezione è il contatto con saliva o urina di bambini piccoli, pertanto le madri che hanno già figli che frequentano gli asili e non sono coperte a livello immunitario devono stare particolarmente attente.

 

5. Il problema delle nausee mattutine

Concludiamo con un problema più prosaico, ma comunque rilevante per le donne incinte: le nausee mattutine. Come abbiamo detto, a causa dell’ormone Beta hCG, infatti, le donne gravide durante la settima settimana cominciano a patire in maniera sempre più forte il peso delle nausee.

In genere, come abbiamo appena fatto anche noi, si parla di nausee mattutine, ma il fastidio allo stomaco può in realtà attanagliare la donna in qualsiasi momento della giornata. Far scomparire queste nausee è impossibile, ma con qualche accorgimento se ne può almeno gestire l’intensità.

Riso
In primo luogo, ci sono dei farmaci che possono aiutare a ridurre l’acidità. Fatevi consigliare dal vostro ginecologo o al limite dal medico di base, che di esperienza, in questo settore, ne hanno ovviamente parecchia e sanno anche dare indicazioni molto precise sul dosaggio.

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Ci sono poi alcuni accorgimenti naturali che potrebbero tornarvi utili. Ad esempio, sembra avere effetti benefici l’infuso di zenzero, che vi consigliamo quantomeno di sperimentare. Poi i medici consigliano di fare molti spuntini e pochi “grandi” pasti, assumendo perlopiù cibo secco (crackers, pasta poco condita, riso, pane integrale)2.

 

Note e approfondimenti

  • 1 Attenzione, però: non è ancora possibile distinguere il sesso.
  • 2 Riguardo all’alimentazione in gravidanza, il Ministero della Salute poi ha preparato anche una pagina che dà qualche informazione più ampia; la trovate qui.

 

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