Le 15 canzoni di Rino Gaetano più belle e famose

Le migliori canzoni di Rino Gaetano, qui durante la tournée con Riccardo Cocciante

Sono passati ormai quasi quarant’anni dalla prematura scomparsa di Rino Gaetano, uno dei cantautori più originali e innovativi della storia della nostra musica. Nonostante la sua carriera si sia interrotta ad appena 30 anni d’età, le pur poche canzoni di Rino Gaetano hanno lasciato un segno duraturo.

Anzi, col passare del tempo quei brani hanno rivelato tutta la loro modernità, tanto che non è esagerato affermare che Gaetano è più apprezzato oggi, svariati decenni dopo la sua morte, di quanto non lo sia stato in vita1. Abbiamo scelto così 15 canzoni che vi aiuteranno a scoprirlo e riscoprirlo.

 

1. Ma il cielo è sempre più blu

Ma il cielo è sempre più blu è la canzone-simbolo di tutta la produzione di Rino Gaetano. Uscì nel 1975 e non comparve inizialmente in un album, trovando collocazione per la prima volta solo nella raccolta Gianna e le altre…, uscita nel 1990.
Ma il cielo è sempre più blu, fiction su Rino Gaetano

Il brano, d’altra parte, racchiude tutta la filosofia dell’artista. Nelle strofe il cantante elenca una serie di ingiustizie, inframezzandole con battute piene di nonsense e sarcasmo, mentre nel ritornello alza il tono della voce e le note per esprimere una vena di ottimismo, visto che davanti a tutto questo il cielo continua ad essere sempre più blu.

 
Nella versione originale il pezzo durava addirittura 8 minuti e 23 secondi, ma nel singolo venne pubblicato diviso in due parti e ancora oggi spesso ne viene proposta solo la prima metà. All’interno c’era anche un verso – poi reintegrato in qualche versione successiva – che fu oggetto di censura: «Chi tira la bomba / chi nasconde la mano».

   

 

2. Gianna

Se Ma il cielo è sempre più blu è la canzone-simbolo, sicuramente Gianna fu quella che ebbe più successo. Venne presentata al Festival di Sanremo del 1978, classificandosi terza dietro ai Matia Bazar (con …e dirsi ciao) e ad una giovane Anna Oxa (con Un’emozione da poco).
Gianna

Questo piazzamento le diede una certa notorietà e permise a Rino Gaetano di farsi conoscere in tutta Italia. Il singolo che ne fu tratto divenne il tredicesimo più venduto dell’anno, arrivando momentaneamente anche alla prima posizione in classifica.

 
Gianna, anzi, finì per molto tempo per oscurare il resto della produzione dell’autore. D’altronde, nel brano erano presenti tutti gli elementi di nonsense tipici dello stile di Gaetano, ma presentati forse in maniera più accessibile, con anche strofe e ritornello molto accattivanti.

   

 

3. A mano a mano

A mano a mano è l’unico pezzo del nostro elenco non scritto da Rino Gaetano. Si tratta, infatti, di una cover, visto che l’autore è in realtà Riccardo Cocciante, anche se proprio la versione di Gaetano, soprattutto negli ultimi anni, è diventata estremamente popolare.

Il brano fu eseguito dal vivo durante una tournée che la RCA organizzò nel 1981. La casa discografica, infatti, decise di mandare in giro insieme per l’Italia lo stesso Cocciante, Gaetano e la band progressive dei New Perigeo. L’accostamento inusuale non riscosse in genere grande successo, ma questa canzone fece eccezione.

Un'immagine di Rino Gaetano
Il brano venne così registrato dal vivo e poi incluso nell’EP Q Concert, testimonianza di quel tour. Se riuscite a procurarvelo, tra l’altro, troverete anche una rara versione di Cocciante di uno dei pezzi più importanti della carriera di Rino Gaetano, quella Aida di cui parleremo nel prossimo punto.

   

 

4. Aida

Aida fu il brano di traino del terzo disco di Rino Gaetano, uscito nel 1977. Ed è però ancora una volta anche un ottimo esempio dello stile dell’autore, apparentemente pieno di nonsense ma in realtà molto più profondo di quanto possa sembrare a prima vista.
La copertina di Aida

In questo caso siamo di fronte, per quanto riguarda il testo, a una sorta di panoramica della storia italiana, dal tempo del colonialismo fino quasi ai giorni nostri. E questa veloce carrellata viene raccontata attraverso la figura di Aida, una donna che ha vissuto sulla sua pelle i vari cambi di regime e di prospettiva.

 
Un nome tra l’altro scelto non a caso, visto che l’omonima opera di Giuseppe Verdi viene brevemente citata anche nella melodia del brano, in una sorta di omaggio a chi, almeno musicalmente parlando, ha contribuito proprio a quella storia d’Italia così sontuosa e allo stesso tempo così misera.

   

 

5. Mio fratello è figlio unico

Chiudiamo la prima parte del nostro percorso con un altro celebre brano della produzione di Rino Gaetano, Mio fratello è figlio unico. Un pezzo che è diventato famoso, oltre che per la sua bellezza, anche perché nel 2007 è stato prodotto un film dallo stesso titolo, diretto da Daniele Luchetti.
Mio fratello è figlio unico

Il film, però, racconta una storia che con la canzone di Rino c’entra in realtà molto poco. Nel brano, infatti, Gaetano gioca ancora con l’assurdo, parlando di un fratello che ha convinzioni apparentemente strampalate, ma in realtà anche condivisibili, a volte su temi alti, altre volte su questioni molto più banali.

 
Così, tra un commento su chi legge Freud e uno su un improbabile destino di Chinaglia al Frosinone, il pezzo prosegue con un ritmo blues travolgente e dissacrante. La canzone venne pubblicata nel 1976 ed era quella che apriva l’omonimo album, il secondo della carriera di Gaetano.

   

 

Altre 10 canzoni di Rino Gaetano, oltre alle 5 già segnalate

Queste cinque canzoni, che abbiamo appena finito di presentarvi, sono probabilmente le più famose di Rino Gaetano. Ce ne sono però anche altre che meritano assolutamente di essere recuperate e ascoltate. Qui di seguito ve ne proponiamo dieci.

 

Sfiorivano le viole

Anche Sfiorivano le viole è un brano del 1976, pubblicato all’interno dell’album Mio fratello è figlio unico. A differenza di altre canzoni, qui è più forte l’elemento romantico, anche se stemperato da una ironia sommessa.

Infatti, di fianco alla narrazione di un amore che sboccia tra due ragazzi, il cantautore introduce degli elementi completamente avulsi dalla storia e in buona parte assurdi, come Otto von Bismarck, Goffredo Mameli e perfino il marchese LaFayette.

Berta filava

Abbiamo già capito che le canzoni di Rino Gaetano erano pieni di giochi di parole ai limiti dell’assurdo. Così non era raro che il cantante calabrese prendesse in mano dei proverbi o dei modi di dire e li rovesciasse all’interno delle sue canzoni.

Questo è quanto avviene anche in Berta filava, che riprende il detto Ai tempi che Berta filava, capovolgendone il significato. Oltre a filare la lana, la Berta di Gaetano “filava” con Mario e Gino e “filava” dritta (e anche per questo la canzone, qualche anno fa, è stata usata per uno spot Fiat).

 

Ahi Maria

Ahi Maria mette momentaneamente da parte le inclinazioni blues per un accompagnamento più latineggiante, che andava tanto di moda a fine anni ’70. Anche qui, però, l’intento di Gaetano non è cavalcare l’onda, quanto sbeffeggiarla.

La canzone venne scritta e incisa nel 1979 e pubblicata all’interno del disco Resta vile maschio, dove vai? Uscì anche come lato B proprio di quell’omonima canzone, ma spesso nella fase di promozione dell’album il cantante suonava in giro per l’Italia proprio Ahi Maria, che aveva sicuramente una forte orecchiabilità.

Nuntereggae più

Un altro dei classici di Rino Gaetano, che avrebbe potuto benissimo figurare anche nella parte più alta della nostra lista, è Nuntereggae più, uscito nel 1978 all’interno di un album che conteneva anche Gianna, ma che Gaetano decise di intitolare proprio al pezzo di cui parliamo ora.

In questo modo si può dire che in un certo senso il cantautore volesse dare maggior peso a questa canzone, che non a caso è quasi un manifesto della sua poetica. Una poetica ironica, irriverente, in cui il primo obiettivo è quello di demolire i miti, sia politici che culturali («Mike Bongiorno, Villaggio, Raffa e Guccini»).

 

Ti ti ti ti

Ti ti ti ti non è una delle canzoni più famose di Rino Gaetano, ma è allo stesso tempo una delle più apprezzate dei suoi fan più devoti. Uscì nell’ultimo album che lo sfortunato cantautore riuscì a pubblicare, E io ci sto, nel 1980.

Il pezzo è un pesantissimo atto d’accusa contro la politica e anticipa molti dei temi che in Italia sarebbero diventati dirompenti negli anni ’80 e nei primi anni ’90. Uno “j’accuse” inframezzato da un ritornello ancora una volta quasi onomatopeico e anche da un rivolgersi direttamente all’ascoltatore, come a spiegare l’intento della canzone.

Spendi spandi effendi

Abbiamo già parlato di Aida, ma nel 1977, a fare da contraltare a quel brano per certi versi impegnativo, Rino Gaetano diede alle stampe anche un pezzo almeno all’apparenza più disimpegnato, Spendi spandi effendi.

Quest’ultima canzone uscì, anzi, come lato B proprio del singolo di Aida e ne costituisce quindi fin dalle intenzioni iniziali la controparte. Tra i riferimenti alla benzina (che in epoca di austerity erano molto attuali), il pezzo comunque è anche un sarcastico ritratto dell’Italia spendacciona che si avviava verso gli anni ’80.

 

Sei ottavi

Neppure Sei ottavi è una delle canzoni più celebri delle produzione di Rino Gaetano, ma è così particolare e bella che merita sicuramente di essere inclusa nella nostra lista. Venne pubblicata all’interno di Aida, nel 1977.

Qui tutto era giocato, come al solito, sull’onda della dissacrazione. Il ritmo in sei ottavi e l’accompagnamento “medievaleggiante” farebbero pensare a una favola canora, ma ben presto ci si accorge che il tema del brano non è tanto un amore cavalleresco, quanto piuttosto la masturbazione femminile.

E cantava le canzoni

Nei testi di Rino Gaetano non manca quasi mai un riferimento alla povertà, al lavoro e allo sfruttamento, condizioni che purtroppo il cantante crotonese conosceva fin troppo bene, perché strettamente legate alla sua infanzia e alla sua terra natale.

E cantava le canzoni è un ideale omaggio proprio a quel mondo di emigranti che, sul finire degli anni ’70, ancora persisteva ma andava scomparendo. Il brano fu pubblicato nel 1978 all’interno dell’album Nuntereggae più.

 

Tu, forse non essenzialmente tu

Nel 1974 uscì Ingresso libero, il primo LP – come si diceva allora – di Rino Gaetano. E il primo brano del disco, in un certo senso la presentazione di questo nuovo cantautore, fu Tu, forse non essenzialmente tu, un pezzo in cui già si percepiva l’ironia di Gaetano, anche se forse ancora mascherata.

Rispetto alle canzoni che verranno realizzate negli anni successivi, qui il testo è ancora un po’ criptico, mentre l’arrangiamento è meno dirompente. Ad ogni modo, l’originale miscuglio di pop e di blues già è ben percepibile.

Ad esempio a me piace il sud

In Ingresso libero, tra l’altro proprio al secondo posto della tracklist, era presente un altro classico di Rino Gaetano, Ad esempio a me piace il sud, ulteriore omaggio al meridione italiano, ai suoi paesaggi e al suo stile di vita.

La canzone per certi versi era ancora acerba dal punto di vista musicale e forse anche da quello del testo, ma pure qui lo stile cominciava a vedersi e a riconoscersi. Il titolo, poi, costituiva a suo modo un colpo di genio.

 

E voi, quale canzone di Rino Gaetano preferite?

Note e approfondimenti

  • 1 Recentemente anche una rivista come Panorama ha cercato di spiegare il segreto di questo successo postumo, qui.

 

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