L’Italia è il paese dei mille comuni, dei mille campanili, dei mille dialetti. Ogni regione, per certi versi ogni città rappresenta una realtà a sé, con le proprie tradizioni, il proprio stile, la propria cultura. Questo ha portato, soprattutto nel passato, ad un acceso campanilismo. Città vicine si sono odiate e fatte la guerra per secoli, e solo la mobilità lavorativa degli ultimi decenni ha in parte attenuato queste antiche tendenze.

Se un tempo i confronti tra città si misuravano sul campo di battaglia, oggi tutto è, per fortuna, meno cruento. Ci si sfida a colpi di prestigio delle rispettive università, di bellezza del centro storico, di manifestazioni culturali. E di numeri, ovviamente. Ogni anno vengono elaborate statistiche per indicare le città con la miglior qualità della vita, quelle meno inquinate e quelle più felici.


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La statistica più semplice è, però, da sempre quella relativa al numero di abitanti. Ad esempio, è più popolata Roma o Milano? E dietro alle due “capitali” – ufficiale ed economica –, quali altre città si fanno la lotta? Ecco i dati ufficiali dell’Istat relativi al gennaio 2015 e ai residenti nel Comune, con anche qualche nota e curiosità demografica sulle nostre cinque principali metropoli.

 

Roma

2.872.021 abitanti

Roma, la città più popolosa (e visitata) d'ItaliaA dominare la classifica è la città eterna, Roma, capitale non solo di diritto ma anche nei numeri. I residenti nel Comune sono quasi 2.900.000, dei quali 1.362.000 maschi e 1.510.000 femmine. Un dato che segna un’inversione di tendenza rispetto a quanto fatto registrare all’inizio del decennio. Nel 2011 e 2012, infatti, il conto della popolazione aveva segnato un netto calo, in controtendenza col trend positivo degli anni precedenti. Dal 2013, però, il grafico mostra un’impennata, passando dal 2012 al 2013 ad un saldo attivo di +224.500 abitanti. Un aumento che non dipende dalle nascite (solo 24.000 nel 2014, al di sotto dei 27.000 decessi) ma dai trasferimenti.

La fascia d’età più rappresentata è quella di chi ha tra i 40 e i 49 anni (più del 17% del totale, all’incirca la stessa tendenza del dato nazionale). Nascono più maschi che femmine, ma dopo i 35 anni le donne superano numericamente gli uomini, a causa di una superiore mortalità tra i maschi.

Tra gli stranieri dominano rumeni e filippini

Infine, la quota di cittadini stranieri residenti a Roma è oggi la più alta di tutti i tempi: sono attualmente 363.563, cioè il 12,7% di tutti gli abitanti. La comunità più consistente è quella rumena, con 88.000 persone, quasi un quarto del totale. Seguono i filippini (40.500, molto più presenti che non nel resto della nazione), i bengalesi (28.500), i cinesi (16.100), i peruviani (14.300), gli ucraini (13.700), i polacchi (12.700), gli egiziani (10.300).

Sotto quota 10.000 invece troviamo gli indiani (9.100), i cingalesi (8.800), i moldavi (8.600), gli ecuadoregni (8.400), gli albanesi (7.200), i marocchini (5.200), i nigeriani (4.200), gli spagnoli e gli eritrei (4.000). Infine quote significative anche per i francesi (3.800), i brasiliani (3.600), i colombiani (2.700), i bosniaci (2.600), i britannici (2.500) e i tedeschi (2.400). Rispetto alla media italiana, quindi, c’è una presenza molto più forte di cittadini provenienti dai paesi dell’Europa occidentale, che decidono di trasferirsi a Roma affascinati dalle sue bellezze. E come dar loro torto?

 

Milano

1.337.155 abitanti

Piazza del Duomo a Milano con la facciata della cattedrale e l'ingresso di Galleria Vittorio Emanuele IIAl secondo posto della classifica si piazza Milano, che con 1.300.000 abitanti non arriva nemmeno alla metà dei residenti di Roma. Anche nel caso del capoluogo lombardo si è registrato un vistoso calo tra 2011 e 2012, seguito da una forte crescita negli ultimi due anni. I maschi sono in tutto 637.000, cioè il 47,7%, mentre le femmine 700.000, cioè il 52,3%. Interessante, qui, anche il numero di famiglie: sono in tutto 721.443, con una media di 1,84 componenti per nucleo familiare. La media italiana, invece, è notevolmente più alta (2,34), segno che nella città meneghina è elevato il numero di nuclei formati da una sola persona.


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Nella città è inoltre particolarmente alto il numero di persone che ogni anno si trasferiscono da altri comuni: ormai da qualche anno sono più di 30.000 ogni 12 mesi, a cui si deve aggiungere chi arriva dall’estero (tra i 15.000 e i 20.000 ogni anno) e chi invece risulta nuovo cittadino in seguito a rettifiche amministrative. Ormai da molti anni, però, i decessi superano – e non di poco – le nascite, con un saldo negativo che nell’ultimo anno è stato di 1.088 unità.

Quasi il 20% di nati all’estero

I cittadini stranieri sono 248.034, anche in questo caso un numero ben più alto di quanto non fosse negli anni scorsi. In rapporto al totale della popolazione, siamo al 18,6% di stranieri, più del doppio della media nazionale. A differenza di quanto accade a Roma, qui le comunità più consistenti sono quattro, che da sole coprono circa la metà della popolazione straniera. Si tratta di filippini (42.200, il 17%), egiziani (32.500, il 13%), cinesi (28.400, l’11%) e peruviani (20.800, l’8%).

In generale, il continente più rappresentato è quello asiatico, con quote consistenti anche dallo Sri Lanka (16.000 persone) e dal Bangladesh (7.700). Dalle Americhe arrivano invece anche ecuadoregni (13.100) e salvadoregni (4.900), mentre tra gli africani bisogna segnalare i marocchini (7.200). Infine, un po’ meno rappresentate del solito le comunità europee: le più consistenti sono quella rumena (12.800), quella ucraina (7.700), quella albanese (5.000), quella moldava (3.200) e quella francese (2.600).

 

Napoli

978.399 abitanti

Il panorama di NapoliAl terzo posto della lista c’è Napoli, forte di 978.000 abitanti, in netto calo rispetto a qualche anno fa. Solo nel 2002, infatti, la città partenopea faceva registrare 1.008.000 residenti: in 12 anni si sono persi più di 30mila abitanti. Uno dei motivi, forse il principale, di questa tendenza, contraria tra l’altro a quanto avviene a Milano e a Roma, è il calo delle nascite. Fino al 2008, infatti, il numero dei nuovi nati superava tranquillamente quello dei decessi; negli ultimi sei anni invece il trend si è invertito. Nel 2014 ci sono stati infatti 9.803 morti e 8.110 nuovi nati.

Famiglie ancora numerose

Nonostante i bimbi siano meno che in passato, rimane alto il numero medio di componenti delle famiglie: 2,61, contro una media nazionale che è ferma a 2,34. Come in tutte le altre città, anche qui la fascia d’età più rappresentata è quella dei quarantenni, anche se è molto maggiore, in proporzione, il numero dei giovani. Ad esempio i ventenni, su base nazionale, sono il 10,5% della popolazione, ma a Napoli arrivano al 12,5%.

Molto meno rilevante, rispetto alle città che abbiamo visto finora, invece il numero degli stranieri. Se la media nazionale, come abbiamo visto, è dell’8,2% e a Milano si arriva a sfiorare addirittura il 19% della popolazione, a Napoli questo dato è fermo al 5,0%, quasi un quarto di quello milanese. La città campana non sembra essere infatti particolarmente ambita dai migranti, ad eccezione dei cingalesi (sono 12.300, il 25% del totale) e ucraini (8.200, il 17%).

Le altre comunità maggiormente rappresentate sono quella cinese (4.900 persone), rumena (2.200), filippina (1.900), pakistana (1.400), bengalese e polacca (1.300).

 

Torino

896.773 abitanti

La Mole Antonelliana di Torino, capolavoro dell'architettura italiana dell'OttocentoForte di quasi 900.000 residenti, Torino si pone al quarto posto della classifica. Qui la popolazione è relativamente stabile da qualche tempo: in certi anni cresce di qualche migliaio di unità, in certi anni cala di altrettanto. Le famiglie sono 441.224, in media composte da 2,01 persone: una via di mezzo tra la solitaria Milano e le più corpose famiglie del centro e sud Italia.

Il grafico della ripartizione per fasce d’età e tra maschi e femmine a Torino rispecchia abbastanza fedelmente la media nazionale. Le uniche (lievi) differenze sono una minor presenza di giovani e una maggior presenza di donne divorziate, soprattutto tra i 45 e i 55 anni. Ogni anno da altri comuni arrivano tra le 15.000 e le 20.000 persone, ma sono altrettanti quelli che lasciano Torino per trasferirsi in altre città. Considerando poi che il numero delle nascite è inferiore al numero dei decessi di circa 2.000 unità ogni anno, il saldo è quindi tenuto in attivo dall’arrivo in città di persone straniere.

Gli immigrati dall’est Europa

Oggi gli stranieri residenti a Torino sono 137.963, il 15,4% del totale. Meno di quanto non avvenga a Milano, ma non così distante dal capoluogo lombardo. A differenza di altre città, però, qui è netta la predominanza europea e in particolare est-europea. Il vecchio continente copre infatti quasi il 53% degli immigrati, con una netta prevalenza dei rumeni (54.400, il 39,5%), seguiti – a distanza – da albanesi (6.100, il 4,5%) e moldavi (5.000, il 3,5%).

Dagli altri continenti, le componenti più importanti sono quelle marocchina (18.400, il 13%), peruviana (9.200, il 7%), cinese (7.700, il 5,5%), nigeriana (4.500, il 3%), egiziana (4.200, il 3%) e filippina (3.900, il 3%). Rispetto alla media nazionale, i romeni sono quasi il doppio, mentre gli albanesi sono circa la metà. Sopra alla media anche i marocchini e i peruviani, mentre per le altre nazionalità il dato è in linea con quello generale.

 

Palermo

678.492 abitanti

Il Teatro Politeama di PalermoAlla quinta posizione, infine, troviamo Palermo, il capoluogo della Sicilia. La popolazione della città è stata infatti a lungo in calo: basti pensare che negli ultimi 15 anni ogni 12 mesi c’era un saldo negativo di -0,5%, con la perdita cioè di 3-4.000 residenti all’anno. Tutto, però, si è invertito di recente: nel 2013 si è registrato un +23.500 abitanti che ha riequilibrato le cose, anche se deriva più da aggiustamenti dell’anagrafe che da nuovi ingressi. Da molti anni, comunque, sono più i palermitani che si trasferiscono altrove delle persone che, da altri comuni, fanno il loro ingresso nel capoluogo.

Una popolazione ancora giovane

Le nascite – che in controtendenza col resto d’Italia erano fino a qualche anno fa superiori ai decessi – sono calate negli ultimi tre anni. Ad ogni modo la popolazione giovanile è ancora in proporzione più alta che altrove. Elevato anche il numero medio di componenti per famiglia: 2,60, praticamente identico a quello di Napoli.

La più grande differenza con tutte le altre città che abbiamo citato finora è il numero di stranieri. Gli immigrati residenti a Palermo sono infatti solo 25.923, cioè il 3,8% della popolazione. Ben al di sotto del dato di Napoli, meno di un terzo di Roma, un quarto di Torino e un quinto di Milano. Insomma, sono pochi. La comunità più grossa è quella che proviene dal Bangladesh, con 5.800 persone (il 22%). Seguono Sri Lanka (3.700), Ghana (3.200), Romania (2.700), Filippine (1.900), Cina e Marocco (1.200).

Curiosi di sapere chi c’è dal sesto posto in giù? Ve li segnaliamo in velocità. Dopo Palermo troviamo Genova, con 592.507 abitanti. Poi Bologna (386.181), Firenze (381.037), Bari (327.361) e Catania (315.601). Dall’undicesimo al ventesimo posto troviamo poi Venezia (264.579, compresa ovviamente Mestre), Verona (260.125), Messina (240.414), Padova (211.210), Trieste (205.413), Taranto (202.016), Brescia (196.058), Prato (191.002), Parma (190.284) e Modena (185.148).

 

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