Le cinque famiglie più ricche del mondo

Alla scoperta delle cinque casate più ricche del mondo

Certo, esistono gli uomini che si sono fatti da soli, i personaggi alla Bill Gates o alla Steve Jobs che hanno creato un impero dal nulla grazie semplicemente al loro talento. Però, diciamoci la verità: diventare ricchi è molto più facile quando si ha una abbiente famiglia alle spalle. Figurarsi quando si è eredi di una dinastia tra le più benestanti della storia dell’umanità.

Rothschild, Rockefeller, Vanderbilt e i loro eredi

I libri di storia sono pieni dei nomi di queste ricchissime famiglie. I Rothschild, i Rockefeller, i Vanderbilt, nel caso italiano gli Agnelli, sono quelli che più hanno influenzato Ottocento e Novecento, ma potremmo anche retrocedere nel tempo trovando altri esempi simili. Famiglie che, magari grazie all’intraprendenza di un loro esponente, di colpo si arricchiscono e poi conservano ed espandono il patrimonio di generazione in generazione.

Quali sono però, oggi, le famiglie più ricche del mondo? Per stabilirlo abbiamo usato i dati della classifica del patrimonio netto stilata da Forbes, che certo non tengono conto delle infinite ramificazioni delle famiglie più antiche come i Rothschild, dei quali è ormai difficile stilare un dato unico, ma che ci forniscono comunque una panoramica interessante. Ecco le cinque dinastie attualmente sul tetto del mondo.


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I Walton

Jim, Alice, S. Robson e Lukas, a capo di Walmart

Alice, Jim e S. Robson Walton, i fratelli più ricchi del mondoBasta contare i quattro Walton attualmente più ricchi del mondo (nell’ordine, Jim, Alice, Rob e Lukas) per arrivare alla cifra di più di 100 miliardi di dollari di patrimonio. Una quantità di denaro esorbitante, se si considera che Bill Gates, attualmente il singolo in testa alla classifica, non va oltre i 76 miliardi. La famiglia americana che occupa il primo gradino della nostra graduatoria è però molto ramificata e conta ormai circa una decina di eredi, il cui patrimonio totale si aggira attorno ai 150 miliardi.

Un’azienda da due milioni di dipendenti

Da dove deriva tale ricchezza? Essenzialmente dalla catena Walmart, la multinazionale della vendita al dettaglio fondata dal capostipite, Sam Walton, nel 1962. L’azienda è la più grande del mondo nel settore della grande distribuzione, ma è anche in generale l’impresa più redditizia del pianeta e quella col maggior numero di dipendenti. Il fatturato del 2015 è stato infatti di 485 miliardi di dollari e i lavoratori stipendiati da Walmart sono più di 2 milioni. Insomma, quasi uno stato più che un’azienda singola.

Sam, il fondatore, è morto nel 1992, seguito tre anni più tardi dal fratello Bud. Oltre ai figli Rob, Alice, Jim e Kaylee, guadagnano dall’azienda anche le nipoti Ann e Nancy e la nuora Christy. Infine, da poco si occupano degli affari anche i rappresentanti della terza generazione, come Lukas Walton, Josh Kroenke, Whitney Kroenke e Elizabeth Laurie.

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I Koch

Il patrimonio controverso di Charles e David

Charles e David Koch, controversi imprenditori americaniSe quella dei Walton sembra essere la storia di un capitalismo sì familiare, ma legato anche alle grandi capacità imprenditoriali dei suoi membri, e quindi da un certo punto di vista encomiabile, molto più discusso è il ruolo della famiglia Koch. Charles e David sono infatti i magnati che controllano le Koch Industries, il secondo gruppo industriale degli Stati Uniti, e vantano insieme un patrimonio che supera gli 85 miliardi di dollari. Ma sui giornali, negli ultimi anni, non sono finiti tanto per i successi economici, quanto per il loro appoggio dato a forze politiche della destra anche radicale.

Affari imbarazzanti

Non sono però solo le simpatie politiche dei due fratelli a destare preoccupazione. Negli ultimi anni sono emersi infatti numerosi illeciti, che non ne hanno intaccato più di tanto il patrimonio ma di certo ne hanno compromesso l’immagine. I fratelli, o almeno le loro aziende, sono stati accusati di pagare tangenti in Francia e di aver commerciato con l’Iran durante l’embargo internazionale, tra le altre cose.

D’altronde, gli interessi economici del gruppo sono molti. I fratelli hanno cominciato sul finire degli anni ’60, grazie a una piccola compagnia petrolifera lasciata loro in eredità dal padre. Da lì è iniziata la scalata verso l’impero attuale, che coinvolge ampi settori dell’industria chimica e tessile e della raffinazione del petrolio.

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Gli Ortega

Amancio e Sandra, all’ombra di Zara

Amancio Ortega, proprietario di Zara e uomo più ricco d'EuropaQuella degli Ortega è una dinastia ancora agli inizi dal punto di vista generazionale, ma già pienamente affermata da quello economico. Amancio Ortega è infatti il fondatore di Zara, la nota catena di abbigliamento, ma una parte (per la verità abbastanza piccola, ma non indifferente) del suo impero è in mano a sua figlia, Sandra Ortega Mera.

Da padre a figlia

Alla morte della madre di quest’ultima, avvenuta nel 2013, Sandra ha infatti ereditato il 7% dell’azienda di famiglia, salendo a un patrimonio netto che si aggira vicino ai 7 miliardi di dollari. Che, sommati ai quasi 70 del padre, portano la famiglia ispanica al terzo posto della nostra graduatoria. Oltre a controllare Zara, gli Ortega detengono i marchi di abbigliamento Bershka, Pull and Bear, Massimo Dutti e molti altri, acquisiti o fondati nel corso degli anni.

Come abbiamo già spiegato altrove, Amancio Ortega formò la sua fortuna praticamente dal nulla. Attorno al 1950, appena quattordicenne, cominciò a lavorare come fattorino in una sartoria. Una decina d’anni più tardi, coi risparmi, poté fondare la propria società di confezioni, la GOA, da cui sarebbe nata, negli anni ’70, Zara.

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I Mars

Forrest jr., Jacqueline e John, magnati dell’industria dolciaria

Jacqueline Badger Mars, proprietaria della MarsTorniamo in America con la famiglia Mars. Un nome che dovrebbe farvi suonare un campanello d’allarme: se conoscete i prodotti a stelle e strisce, non potete non associare quella sigla all’industria dolciaria. La Mars Inc. non produce infatti solo l’omonima barretta al cioccolato, ma anche una miriade di altri prodotti: basti citare la barretta Snickers, i confetti M&M’s, il Bounty, il Twix, vari marchi di cibo per animali (come Whiskas e Cesar) ed altro ancora.

L’invenzione della barretta al cioccolato

L’azienda fu fondata nel 1911 da Clarence Mars, anche se inizialmente era di dimensioni molto modeste e produceva solo caramelle. La svolta arrivò nel 1923, quando Clarence inventò la barretta Milky Way, che ebbe un successo clamoroso. Il capostipite morì pochi anni dopo, nel 1934, ma la sua eredità fu raccolta dal primogenito, Forrest, che visse per più di novant’anni e inventò le M&M’s. Oggi l’azienda è guidata da Forrest jr., nato nel 1931, da suo fratello John, classe 1935, e da loro sorella Jacqueline, nata nel 1939.


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Rilevante è però il ruolo anche di alcuni degli esponenti della quarta generazione dei Mars. Tra questi bisogna segnalare Victoria, attuale chairman dell’azienda, e Stephen Badger, che oltre agli affari di famiglia si occupa anche di filantropia e documentari.

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Gli Albrecht

Karl jr., Beate e Theo jr., re dei supermercati tedeschi

La catena di supermercati AldiAbbiamo aperto con una catena americana specializzata nella grande distribuzione, e concludiamo la nostra cinquina con il suo corrispettivo europeo. Karl e Theo Albrecht erano infatti due fratelli di umili origini (loro padre era un minatore) che nell’immediato dopoguerra rilevarono il piccolo negozio della madre, ad Essen, in Renania, e iniziarono ad ingrandirlo. Nel giro di pochi anni fondarono la catena Aldi, che è a tutt’oggi una delle più grandi d’Europa, diffusa in praticamente tutti i paesi principali (tranne che in Italia).

Il successo della catena Aldi

Già all’inizio del loro successo i fratelli decisero di spartirsi l’azienda, creando un’Aldi Nord ed un’Aldi Süd. Ognuno dei due rami si doveva occupare di diverse regioni tedesche, non facendo concorrenza all’altro. Su questo principio si è basata anche l’espansione all’estero, con paesi come la Francia, il Benelux, la Danimarca, la Polonia, la Spagna e il Portogallo che sono di competenza del ramo settentrionale e altri come Austria, Ungheria, Svizzera, Gran Bretagna e Irlanda che invece spettano a quello meridionale.

Theo e Karl sono morti rispettivamente nel 2010 e 2014, ma l’azienda è stata presa in mano dai loro figli, Theo jr. nel caso del primo e Karl jr. e Beate Heister per il secondo. I tre hanno oggi un patrimonio complessivo che si avvicina ai 50 miliardi di dollari.

 

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