Lo studio della geografia (che riguarda l’aspetto della superficie terrestre) ci permette di conoscere le più svariate curiosità che hanno a che fare con la Terra, e di suscitare in noi la voglia di andarle magari a vedere. Ma è inutile oggi parlare della formazione di quest’ultima, e di tutte le conseguenze che ne sono scaturite, perché in questa sede vogliamo occuparci delle montagne, e di quelle più alte del continente europeo.

Le vette alte di solito affascinano perché in qualche modo ci fanno sentire più vicini alla natura e a Dio. In generale, l’idea di verticalità spaziale ha sempre avuto a che fare con il concetto di elevazione spirituale, dove la scalata al cielo è metafora di ricongiungimento con la divinità da conseguire attraverso la fatica – che sia fisica o spirituale – tanto dura da richiedere quasi la distruzione del proprio essere spirituale.

Le otto montagne
EUR 15,50 EUR 18,50
Generalmente spedito in 1-2 giorni lavorativi
Montagne
EUR 3,10 EUR 6,90
Generalmente spedito in 24 ore
Montagne. La quarta dimensione.
EUR 21,17 EUR 24,90
Generalmente spedito in 24 ore
Montagne di una vita
EUR 11,05 EUR 13,00
Generalmente spedito in 24 ore
Montagne sacre. Storia, mistero
EUR 15,30 EUR 18,00
Temporaneamente non disponibile. Se fai subito un ordine, effettueremo
Alpi Grigne. Con cartina
EUR 6,38 EUR 7,50
Generalmente spedito in 24 ore

Oggi poi c’è anche lo sport di mezzo. Infatti sono molti gli alpinisti che scalano le montagne più alte e per questo acquisiscono una certa fama. Ma vediamo quali sono le cinque vette più alte d’Europa: anticipiamo che tre di esse si trovano nel Caucaso, dividendo quasi l’Europa dall’Asia, mentre due si ergono nel nostro Belpaese, quindi per quanto ci riguarda facilmente raggiungibili non solo per scalarle (chi ne è capace) ma anche per ammirarne l’imponenza e respirarne l’aria buona.

 

Monte Elbrus

Il “cimitero degli scalatori”

Il Monte Elbrus, il più alto d'Europa, in una foto di Jialiang Gao via Wikimedia Commons
Il Monte Elbrus, il più alto d’Europa, in una foto di Jialiang Gao via Wikimedia Commons
Il monte Elbrus, con i 5.642 metri della cima ovest, non solo è la più alta montagna caucasica ma anche la più alta del continente europeo. Il nome significa “montagna a due teste” per via dei picchi gemelli che lo compongono, ovvero due cime quasi uguali per altezza: è situato nel Caucaso centrale, nella repubblica federata di Kabardino-Balkaria, mentre la forma conica rimanderebbe alla sua origine vulcanica.

Gli antichi chiamavano questo monte Strobilus e nella mitologia era considerato il luogo in cui era stato incatenato Prometeo. Il monte Elbrus è coperto da nevi eterne, esattamente 11 chilometri cubi di ghiaccio, che lo rendono una delle montagne potenzialmente più pericolose al mondo. Secondo gli esperti, infatti, ogni anno muoiono dalle 15 alle 30 persone circa nel tentativo di scalarlo. Sull’Elbrus, a un’altitudine di 4.200 metri, vi è infatti una rupe chiamata il “cimitero degli scalatori” o “cimitero senza croci”, tappezzata di targhette con i nomi di coloro che hanno perso la vita sulla sua cima. Ma c’è anche un altro pericolo: nonostante l’Elbrus sia considerato la cima di un vulcano spento, per via dello scioglimento rapido dei ghiacci e il rilevamento sotto di esso di un’attività vulcanica, molti esperti lo considerano potenzialmente attivo e prevedono un possibile risveglio già nel corso di questo secolo.

 

Monte Dykh-Tau

Il più selvaggio e difficile da scalare

Il Monte Dykhtau in una foto di Shaman17 via Wikimedia Commons
Il Monte Dykhtau in una foto di Shaman17 via Wikimedia Commons
Sempre nel Caucaso si trova la seconda montagna più alta: il monte Dykh-Tau, di 5.205 metri, al confine con la Georgia. Di questa montagna le conoscenze sono minori perché è una delle più difficili da scalare. Questo paesaggio selvaggio ci fa comprendere cosa sono le montagne vere, non costellate di caffè alla moda e hotel di lusso. Anche se sulle piste non si sente il profumo della cioccolata, e i ristoranti non offrono vini barricati, anche se in compenso è qui il Caucaso autentico, ospitale, meraviglioso, che vive secondo le proprie regole dettate dalla natura incontaminata. In generale i monti del Caucaso non consentono le escursioni solitarie, perciò nessuno scia senza una guida: c’è il rischio di perdersi, di andare a finire contro un masso o di essere travolti da una slavina.

 

Monte Shkhara

Per la sua straordinaria bellezza, un paradiso in terra

Il Monte Shkhara, terzo d'Europa per altezza, in una foto di A. Muhranoff via Wikimedia Commons
Il Monte Shkhara, terzo d’Europa per altezza, in una foto di A. Muhranoff via Wikimedia Commons
Il terzo monte del Caucaso, e il più alto della Georgia, è il monte Shkhara, altrettanto significativo e imponente degli altri due visto che si eleva fino all’altezza di 5.068 metri. Attorniato da numerose torri medievali, il monte è famoso anche per la Chiesa della Vergine Maria (Lamaria), costruita nel XII secolo e dotata di una torre difensiva.

Molto suggestiva anche la leggenda che si lega a questi luoghi: secondo la tradizione, infatti, mentre Dio stava distribuendo le terre ai popoli del mondo, i georgiani erano seduti a una lunga tavola imbandita di pietanze e vino, a seguito di una grande festa. Egli disse loro che ormai tutte le terre erano state distribuite, ma i georgiani risposero che erano arrivati in ritardo perché avevano brindato in onore di Dio Onnipotente. Il Signore, felice di questa risposta, decise quindi di regalare a quel popolo allegro e festoso la parte di Terra che aveva riservato per sé, e questo spiegherebbe la straordinaria bellezza del monte e delle terre circostanti. Una terra molto simile al Paradiso, insomma, per i suoi monti immacolati, le verdi colline e le valli fertili.

 

Monte Bianco

Il re delle Alpi

Il Monte Bianco in una foto di Paolo Recalcati
Il Monte Bianco in una foto di Paolo Recalcati
Ci spostiamo ora nelle Alpi nord-occidentali, esattamente tra Valle d’Aosta e Alta Savoia, ovvero nelle Alpi Graie, dove sorge il Monte Bianco, che arriva a 4.810 metri di altezza ed è conosciuto anche come località mineralogica, visto che dalle sue pendici provengono una gran quantità di minerali pregiati, soprattutto quarzi di rocca e fluoriti rosa. Come testimonianza di un passato di sfruttamento delle risorse minerarie nel massiccio, sul versante italiano si trovano ancora due antiche miniere di galena argentifera e di blenda.


Leggi anche: Cinque tra i più importanti Parchi Nazionali in Italia

Questa montagna è caratterizzata da aspre pareti a strapiombo, ricadenti nel territorio comunale di Courmayeur, protagonisti di incidenti aerei che hanno causato la perdita di molte vite umane. Nella loro discesa verso il fondovalle, purtroppo i ghiacciai trascinano testimonianze di quelle tragedie restituendo parti di carlinghe, resti di motori e di eliche, spoglie umane, vestiario e documenti vari. Anche qui, poi, nel tempo si sono consumate tragiche esperienze di alpinisti morti a causa di incidenti.

Monte Bianco classico & plaisir
EUR 25,08 EUR 29,50
Generalmente spedito in 24 ore
Monte Bianco. Scoperta e conquista
EUR 4,36 EUR 9,90
Generalmente spedito in 1-2 giorni lavorativi
Monte Bianco: 1
EUR 10,12 EUR 13,50
Generalmente spedito in 24 ore
Il Tour del Monte Bianco:
EUR 12,99 EUR 12,99
Generalmente spedito in 24 ore
Monte Bianco: 2
EUR 10,12 EUR 13,50
Generalmente spedito in 24 ore
Carta escursionistica n. 85.
EUR 8,46 EUR 9,95
Generalmente spedito in 24 ore

Una delle leggende che aleggia intorno alla cima regina delle Alpi vuole che nel ventre del Monte Bianco si annidino gironi di creature malefiche che nel corso dei secoli sono state confinate lì da celebri santi. Spiriti maligni, diavoli, geni nefasti, senza mai trovare pace, proverebbero di continuo a sfondare le pareti della montagna nel tentativo di tornare a dominarla.

 

Monte Rosa

Colorato e maestoso

Il Monte Rosa in una foto di oargi via Flickr
Il Monte Rosa in una foto di oargi via Flickr
Per trovare il quinto monte più alto d’Europa continuiamo a rimanere sulle Alpi, ma stavolta in quelle Pennine (sul territorio italiano e svizzero). Con i suoi 4.634 metri d’altezza, il Monte Rosa si presenta ogni mattina prima dell’alba, colorato e maestoso, all’inizio di una nuova giornata serena: ecco perché si chiama Monte Rosa.

Intorno ad esso sono tante le leggende che sono scaturite; la prima narra che sulle pendici a sud si trovasse Felik, una grande e bella città i cui abitanti, ricchi grazie alla loro capacità di sfruttare anche un territorio ingeneroso ed alle loro attività commerciali, avevano perso la religiosità e il timore di Dio, ed erano dediti soltanto al mero godimento del loro benessere. Su predizione (o maledizione) di un anziano viandante arrivato a Felik, deriso e maltrattato dagli abitanti, sulla città iniziò a nevicare “neve rossa” sino a seppellire i suoi abitanti e poi a formare quello che oggi è chiamato Ghiacciaio del Felik.

Monte Rosa. Con cartina
EUR 6,38 EUR 7,50
Generalmente spedito in 24 ore
Monte Rosa
EUR 8,42 EUR 9,90
Generalmente spedito in 24 ore
Monte Rosa regina della alpi:
EUR 33,15 EUR 39,00
Generalmente spedito in 24 ore
Monte Rosa-Valle d'Aosta.
EUR 9,27 EUR 10,90
Generalmente spedito in 24 ore
Macugnaga, Monte Rosa
EUR 14,62 EUR 19,50
Generalmente spedito in 24 ore
L'angelo che scese a piedi
EUR 14,90 EUR 14,90
Generalmente spedito in 1-2 giorni lavorativi

Interessante e curiosa è anche un’altra leggenda che narra di una valle ricca di verdi pascoli, fitti boschi e tanta selvaggina che si trovava al di là dei ghiacciai del Monte Rosa; una valle di cui gli avi avevano decantato le lodi ai loro nipoti, ma che nessuno era più riuscito a raggiungere. Fu così che in una estate di fine ‘700 sette giovani iniziarono a scalare la montagna alla ricerca della “valle perduta”, giungendo, dopo due giorni di arrampicate, a una roccia emergente dalle nevi in prossimità della “roccia della scoperta”. Da essa i sette ragazzi videro sotto di loro una valle ricca di pascoli e di boschi. Convinti di avere trovato la “valle perduta”, ritornarono alla “roccia della scoperta”, armati di corde e scale, per tentare la discesa, ma non vi fu scala o corda che consentisse di scendere sul ghiacciaio sottostante e nella valle ritrovata.

Pare che a questa prima ascensione sul Monte Rosa si interessò anche l’Accademia delle Scienze di Torino tanto che l’avvenimento meritò a Gressoney (località di origine dei giovani) la prima apparizione sul Journal de Paris , che dedicò un articolo all’avventura dei sette ragazzi che, in questo modo, aprirono la strada ad alpinisti appassionati che negli anni si sono avventurati alla conquista del Monte Rosa.

 

Segnala altre montagne tra le più alte d’Europa nei commenti.

  • Andrea Andena

    Il Monte Rosa non si chiama così per via delle sue colorazioni (che in ogni caso sarebbero uguali a quelle dei monti vicini), ma è un toponimo che deriva dal patois valdostano rouése che a sua volta deriva dal latino rosia, che significa ghiacciato. Stesso motivo per cui (gli sciatori lo sanno bene) a Breuil Cervinia c’è il Plateau Rosa (pianoro ghiacciato).