Le conosciamo dai film, dalle canzoni, dalle serie TV, però non sempre ci rendiamo conto di quanto grandi siano, né di come vivano i loro veri e reali abitanti. Stiamo parlando delle città degli Stati Uniti, grandi, ricche e popolose, ma anche piene di contraddizioni, come in ogni metropoli che si rispetti.

Qualche tempo fa vi abbiamo descritto i cinque stati in cui, secondo statistiche elaborate negli stessi USA, si vive meglio. Oggi vogliamo concentrarci sulle città, e in particolare su quelle più popolose.

Perché, se molti già sanno che New York City domina incontrastata la classifica, forse non tutti conoscono quale metropoli occupa la seconda, la terza, ma soprattutto la quarta e la quinta posizione. Los Angeles è più popolosa di Chicago? Boston occupa una posizione importante? E Dallas?

Cerchiamo di rispondere a tutti questi dubbi. Ecco quindi la lista, corredata da qualche informazione sulla popolazione locale, a partire dai gruppi etnici più numerosi.

 

1. New York

Più di otto milioni di abitanti nello stato di New York

Città amatissima e meravigliosa, New York non ha certo bisogno di presentazioni. Dal punto di vista demografico è formata da cinque borough (o distretti): Manhattan, Bronx, Queens, Brooklyn e Staten Island. Manhattan è sicuramente la zona più famosa, in cui sorgono quasi tutti i principali luoghi di interesse della città.

Popolata da 1 milione e 600mila abitanti, ha inoltre una densità di più di 18mila abitanti per chilometro quadrato che fa impallidire quasi tutte le altre città del mondo. Fate conto che a Milano gli abitanti sono poco più di 7mila per chilometro quadrato.

Ricca di grattacieli ma anche di gigantesche zone verdi come Central Park, vi trovano spazio i teatri di Broadway, le banche di Wall Street, i locali di Little Italy. Ma anche le tradizioni di Chinatown, la storia di Harlem, la ricchezza di Midtown e molte altre zone famose.

Gli altri borough

Il Bronx invece è l’unico distretto completamente sulla terraferma e si trova a nord di Manhattan. Solitamente associato, nell’immaginario collettivo, a storie di violenza, è in realtà un distretto variegato. Vi convivono minoranze etniche (afroamericani e sudamericani) ma anche quartieri piuttosto ricchi.

Brooklyn e Queens

Brooklyn e il Queens si trovano poi di fronte a Manhattan, a ovest della penisola. Sono quartieri residenziali (arrivano insieme a quasi 5 milioni di abitanti), molto rivalutati negli ultimi decenni. Oggi in grado di competere, sotto alcuni punti di vista, con le attrazioni di Manhattan.

Infine Staten Island è una vera e propria isola che si trova a sud rispetto agli altri borough, di fronte al New Jersey.

La città, come saprete, è una grande meta turistica, con più di 50 milioni di visitatori ogni anno. Un turismo che proviene dall’estero ma molto spesso anche dagli stessi Stati Uniti. New York, d’altronde, ospita eventi sportivi, i migliori spettacoli teatrali e alcune celebri parate.

Il sindaco attuale è il democratico Bill De Blasio. Si tratta del quarto sindaco italoamericano della storia di New York, che pare avere una certa simpatia per i nostri “cugini” americani. Prima di lui sulla sua poltrona c’erano stati infatti il celeberrimo Fiorello La Guardia [1], Vincent Impellitteri [2] e Rudolph Giuliani [3].

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2. Los Angeles

Quasi quattro milioni di abitanti in California

Nettamente staccata – le stime ufficiali la danno a 3.884.000 abitanti, meno della metà di New York – troviamo, al secondo posto, Los Angeles. Ovvero quella che da sempre rappresenta la città agli antipodi rispetto alla metropoli della costa est.

È posizionata sull’Oceano Pacifico, all’interno della ricca California. Ed è la città dei divi invece che degli intellettuali, del sole invece che del freddo, delle palme più che dei grattacieli.

Memorabile, in questo senso, la sequenza in cui Woody Allen, all’interno del suo capolavoro Io e Annie, vi si reca, diventando presto insofferente nei confronti della città.

Fondata dagli spagnoli sul finire del ‘700, passò agli Stati Uniti nel 1850 assieme a tutta la California. Si sviluppò però realmente solo a partire dal ‘900, quando vi fu scoperto il petrolio. Infatti negli anni ’20 la città arrivò a fornire fino a un quarto di tutto “l’oro nero” che veniva consumato nel mondo.

Le zone VIP e le questioni etniche

ltre al centro economico, molto famose sono anche alcune zone residenziali e VIP, spesso celebrate da film e serie TV. Non si possono non citare Hollywood, centro del cinema mondiale, Bel Air, Venice e le municipalità autonome, ma legatissime alla città, di Long Beach, Santa Monica, Pasadena, Beverly Hills e Malibu.

Nonostante la ricchezza di questi quartieri, molto elevate sono le tensioni etniche. A Los Angeles vive la più grande comunità di asiatici degli USA (quasi un milione e mezzo di cittadini). Sono però soprattutto gli ispanici ad essere cresciuti moltissimo negli ultimi decenni. Oggi arrivano al 46% della popolazione totale, cosa che di fatto rende Los Angeles una città bilingue.

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Infine l’11% della popolazione è afroamericana, comunità che nei decenni passati è stata anche protagonista di alcune eclatanti forme di rivolta e protesta [4].

 

3. Chicago

Due milioni e settecentomila abitanti in Illinois

Se oggi associamo la città di New York all’idea del grattacielo, non dobbiamo però dimenticare che questa particolare forma architettonica non è nata sulla costa est degli Stati Uniti. La sua origine è infatti nell’entroterra, a Chicago. Cioè nella città che ancora oggi detiene il record del palazzo più alto del paese con i 108 piani e i 442 metri della Willis Tower (ex Sears Tower).

Prima città per numero di abitanti (e per importanza) lontana dalle coste degli Stati Uniti, Chicago conta 2.700.000 residenti nella sua municipalità. È legata però anche ad un’area metropolitana – chiamata dagli americani Chicagoland – che supera i 9 milioni e mezzo di abitanti. E che si pone come il centro vitale non solo dell’Illinois ma di tutto il Midwest.

Incendi e ricostruzioni

Negli anni ’30 dell’Ottocento contava appena 350 abitanti, ma si sviluppò rapidamente nel corso di quel secolo. Tra il 1880 e il 1890 raddoppiò infatti la sua popolazione, passando da mezzo milione di abitanti a 1.099.000.

Inoltre, al volgere del ‘900 – dopo un disastroso incendio [5] – vide la luce il primo grattacielo. Lo sviluppo, da lì in poi, fu dettato dall’importanza commerciale (e poi economica e finanziaria) che la città seppe guadagnarsi.

La popolazione è straordinariamente variegata. L’etnia più presente è quella degli afroamericani, che superano di poco i bianchi (quasi il 33% i neri, quasi il 32% i bianchi). Ben rappresentate sono anche le comunità ispaniche ed asiatiche.

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4. Houston

Due milioni e duecentomila abitanti in Texas

Esaurite le città di cui forse già conoscevate la posizione in classifica, presentiamo quelle che occupano il quarto e il quinto posto. E vediamo se riusciamo a sorprendervi. Prima di tutto ci dobbiamo spostare in Texas, uno degli stati più popolosi dell’Unione.

Qui troviamo, al quarto posto, la città di Houston, che conta due milioni e duecentomila abitanti nell’area municipale. Cifra che però sale a 3 milioni e 400mila se si considera la contea e 5 milioni se si considera l’area metropolitana.

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Nello stesso stato, che è il secondo più popolato dopo la California, trovano spazio altre città molto grandi. Come ad esempio San Antonio (7° posto nel paese), Dallas (9°), Austin (11°), Fort Worth (16°) ed El Paso (19°).

La rapida crescita

Per quanto riguarda Houston, la città è in rapidissima crescita, se si tiene conto che all’inizio del ‘900 si trattava di una piccola comunità che non raggiungeva i 50mila abitanti.

Il periodo di maggior sviluppo sono stati gli anni ’50 e ’60, durante i quali – grazie anche agli investimenti nel settore aerospaziale [6] e al successo dell’estrazione petrolifera – la città quadruplicò i suoi abitanti. La tendenza è poi continuata negli anni Duemila, complice la grande crescita economica della metropoli e l’offerta di posti di lavoro [7].

Questa rapida crescita demografica ha portato anche degli sconvolgimenti dal punto di vista etnico. Se fino agli anni ’70 la città era abitata per tre quarti da bianchi americani e per un quarto da afroamericani, oggi i WASP sono appena un quarto della popolazione. Gli ispanici sono invece vicini al 50% del totale.

 

5. Philadelphia

Un milione e mezzo di abitanti in Pennsylvania

Al quinto posto, infine, troviamo Philadelphia, una delle più antiche città del paese e quella che per lungo tempo ne fu la capitale morale.

In essa furono redatte infatti la Dichiarazione d’Indipendenza nel 1776 e la Costituzione statunitense. Ancora oggi è considerata – assieme a Boston – la città-simbolo della Rivoluzione americana. Lì si trova, non a caso, forse il reperto più famoso di quell’epoca, la Campana della Libertà.

Ma Philadelphia non è una città che vive solo nel passato. Forti sono l’industria dell’acciaio e le multinazionali dei servizi. A rinverdire la fama della metropoli sono però stati anche alcuni film e serie TV e in particolare la saga di Rocky, con la celebre salita della scalinata del Museum of Art.

Dal punto di vista demografico, qui la situazione è molto più stabile rispetto alle altre città che abbiamo presentato finora. La popolazione della metropoli della Pennsylvania infatti cresce a ritmi molto molto bassi, e anche i gruppi etnici sono in equilibrio da molti anni.

Due sono essenzialmente le etnie. Da una parte i bianchi (con, al loro interno, una minoranza ispanica meno rilevante che altrove), che arrivano al 45% della popolazione residente. Dall’altra gli afroamericani, che superano il 43%.

Importanti tra i bianchi anche i gruppi di origine europea ben caratterizzati per usi e tradizioni. Gli irlandesi, ad esempio, sono quasi il 14%, gli italoamericani sfiorano il 10%.

 

 

Note e approfondimenti

[1] La Guardia è stato probabilmente il sindaco newyorkese più amato: rimase in carica per 11 anni, guadagnandosi la fama di amministratore integerrimo e incorruttibile. Anche in omaggio al suo stile e alla sua forza, i newyorkesi gli hanno dedicato il loro secondo aeroporto.
[2] Nato addirittura in Sicilia, e giunto negli States a pochi mesi di vita.
[3] In carica dal 1994 al 2001.
[4] La più famosa rivolta di Los Angeles è quella del 1992, iniziata quando un tribunale assolse alcuni poliziotti losangelini dall’accusa di aggressione contro il tassista nero Rodney King.
[5] Il cosiddetto Grande Incendio di Chicago è datato 1871, ma nel 1903 bruciò anche l’Iroquois Theatre, causando molte più vittime: addirittura 602.
[6] Qui ha sede la NASA («Houston, abbiamo un problema»).
[7] In questo articolo vi si dà una veloce panoramica del boom economico texano.

 

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