Londra è una città magnifica sotto diversi punti di vista. Musei, locali, monumenti, folclore, modernità. E c’è ovviamente spazio anche per lo sport, sempre giocato ad altissimi livelli. Chi si inizia per la prima volta ad interessare di calcio inglese, però, rimane spesso stupito del fatto che manchi una squadra intitolata alla capitale britannica. Non c’è un London FC, mentre esistono un Real e un Atlético Madrid, una Roma, un Paris (seppur Saint-Germain), un’Hertha Berlino e così via.

Il nome dal quartiere

Questo non vuol dire, però, che manchino club calcistici a Londra. Tutt’altro: ce ne sono moltissimi. Anzi, è forse proprio per questo che nessuno ha mai assunto un nome atto a rappresentare l’intera metropoli. Tendenzialmente le squadre della capitale inglese prendono infatti il nome dal quartiere da cui provengono, con qualche eccezione che cercheremo di presentare anche in questo articolo.

Ad ogni modo, i team della più grande città europea sono molte e spesso importanti. Così come sono importanti, di conseguenza, i derby che giocano, che a volte risultano pure decisivi per le sorti del campionato o della FA Cup, la celebre Coppa d’Inghilterra. Scopriamo dunque insieme i cinque team di Londra che si sono aggiudicati, nella loro storia, più trofei.


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Arsenal

I Gunners del nord di Londra

L'ingresso dell'Emirates Stadium, il campo da gioco dell'Arsenal
L’ingresso dell’Emirates Stadium, il campo da gioco dell’Arsenal

A guardare il palmares dell’Arsenal, l’unico traguardo importante che manca è quello della Champions League. I ragazzi di Arsène Wenger, infatti, hanno in bacheca trofei di tutti i tipi, più di qualunque altra squadra londinese. I campionati sono 13, sparsi tra il primo titolo del 1931 e quello che è attualmente l’ultimo, del 2004 (con la squadra degli invincibili di Patrick Vieira, Thierry Henry e Dennis Bergkamp). Le Coppe d’Inghilterra sono invece 12, record condiviso col Manchester United. Le Coppe di Lega, infine, 2, mentre in campo internazionale si segnalano una Coppa delle Coppe e una Coppa delle Fiere.

La società fu fondata nel 1886 e dalla stagione 1919/20 ha sempre militato nella massima divisione inglese. È, per questo motivo, la squadra che da più tempo milita nella prima categoria, ma non in assoluto la più titolata: a livello nazionale, infatti, esistono due team che possono vantare più trofei, il Manchester United e il Liverpool. Con queste due compagini, tra l’altro, c’è un’accesa e storica rivalità, visto che i club si sono spesso fronteggiati per assicurarsi lo scudetto.

L’origine del nome

Il nome (e lo stemma col il cannone, da cui deriva il soprannome Gunners) deriva dal Royal Arsenal, l’arsenale reale: furono infatti gli operai di questa fabbrica di munizioni ed esplosivi a costituire il nucleo iniziale del team. Il primo quartiere fu, di conseguenza, quello di Woolwich, dove sorgeva l’arsenale, nella zona sud-est di Londra. Successivamente però la squadra si trasferì a nord, iniziando a giocare dal 1913 ad Highbury, sede dello storico stadio della squadra, demolito però nel 2006. Da allora l’Arsenal gioca nel nuovissimo Emirates Stadium.

Dal punto di vista delle rivalità cittadine, i nemici storici sono sicuramente i tifosi del Tottenham, contro i quali si disputa il cosiddetto North London Derby. Un duello che però vede l’Arsenal primeggiare non solo nei trofei, ma anche negli introiti, visto che Forbes stima che il club sia il secondo più ricco del paese dopo il Manchester United.

I grandi campioni

Tra i grandi campioni che hanno indossato la maglia rossa e bianca bisogna ricordare gli storici difensori Lee Dixon e Tony Adams, oltre al portiere David Seaman. Tra i francesi spiccano poi i già citati Vieira ed Henry, mentre andando più indietro nel tempo il giocatore più amato fu per lungo tempo Liam Brady, visto brevemente anche in Italia nei primi anni ’80. Tra gli allenatori, il record di panchine spetta al francese Wenger, in carica ininterrottamente dal 1996. Dietro a lui Bertie Mee, che guidò la squadra dal 1966 al 1976, e George Graham.

Infine, qualche nota di colore. Essendo la squadra più titolata di Londra, l’Arsenal è stato spesso citato in opere di narrativa, in film e in canzoni. Sicuramente chi ne he cantato la vicende in maniera indimenticabile è stato Nick Hornby, che ne ha raccontato la storia (in chiave molto personale) nel libro Febbre a 90°, poi trasformato in film. Da ricordare, però, che l’Arsenal viene citato anche in Baba O’Riley degli Who e, ironizzando sul suo difensivismo, nel film Full Monty.

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Chelsea

La squadra londinese più forte degli ultimi anni

Stamford Bridge a Londra, lo stadio del Chelsea
Stamford Bridge a Londra, lo stadio del Chelsea

L’Arsenal combatte ancora oggi per le posizioni alte della classifica inglese, ma sono ormai più di 10 anni che non si aggiudica uno scudetto. Il Chelsea, al contrario, può vantare una storia meno gloriosa di quella dei cugini, ma nell’ultimo decennio ha sicuramente dominato le scene. Nel suo palmares figurano infatti 5 scudetti, 4 dei quali conquistati dal 2005 in poi. Le Coppe d’Inghilterra sono invece 7, solo una però conseguita prima del 1996. Inoltre in bacheca ci sono una Champions League e una Europa League, mentre tra gli anni ’70 e ’90 sono arrivate due Coppe delle Coppe.

La svolta nella storia dei blues è legata infatti a due proprietari. Il primo che merita una menzione – nel bene e nel male – è Ken Bates, che acquistò la squadra nei primi anni ’80. Dopo lunghe battaglie legali e cospicui investimenti riuscì a risanarne le finanze e a rilanciarla, facendo arrivare campioni come Ruud Gullit, Gianfranco Zola, Marcel Desailly e Gianluca Vialli. I suoi comportamenti eccessivi, però, gli alienarono le simpatie dei tifosi, che finirono anzi per contestarlo in più occasioni.

Da Bates ad Abramovich

Il secondo magnate da ricordare è il successore di Bates, il russo Roman Abramovich, che acquistò il club nel 2003. Questi investì subito parecchi soldi, facendo arrivare José Mourinho in panchina e mettendo in campo campioni come Petr Čech, Arjen Robben e Didier Drogba già nella prima stagione. Mourinho vinse due titoli consecutivi, una FA Cup e una League Cup, ma lasciò nel suo quarto anno. Venne sostituito da allenatori come Guus Hiddink, Carlo Ancelotti e Roberto Di Matteo, tutti e tre capaci di conquistare la FA Cup, anche se i due italiani hanno portato a casa anche uno scudetto e una Champions.

In tempi più recenti si è visto il ritorno di Mourinho, capace di riportare il Chelsea allo scudetto, ma adesso in panchina c’è il nostro Antonio Conte, che chiude una lunga lista di allenatori italiani, che conta anche il già citato Gianluca Vialli e Claudio Ranieri. Sul versante dei giocatori, invece, le bandiere del passato sono di sicuro Roy Bentley, Peter Bonetti e Dennis Wise, mentre in tempi più recenti sono stati molto amati Gianfranco Zola, Frank Lampard e John Terry.

Per quanto riguarda la storia del calcio londinese, bisogna prima di tutto tenere presente che lo stadio del Chelsea non sorge nell’omonimo quartiere, ma nel vicino distretto di Fulham. Questo ha portato soprattutto in passato ad un’accesa rivalità con la squadra che porta quel nome, oggi non più così sentita perché il Fulham non compete spesso per le posizioni di vertice. Ciononostante, fino agli anni ’90 la tifoseria del Chelsea era famosa per essere una delle più pericolose d’Inghilterra, fortemente caratterizzata dal fenomeno degli hooligan e vicina alle posizioni dell’estrema destra.

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Tottenham Hotspur

La squadra ebraica specialista delle FA Cup

White Hart Lane, campo da gioco ufficiale del Tottenham Hotspur
White Hart Lane, campo da gioco ufficiale del Tottenham Hotspur

Arsenal e Chelsea sono due club che costituiscono delle realtà internazionali. Oltre a ben figurare in ogni campionato inglese, arrivano quasi sempre fino alle fasi finali delle varie coppe europee e hanno tifosi sparsi in tutto il mondo. Le tre squadre di Londra che vedremo adesso, invece, sono meno famose, ma non per questo meno affascinanti. Anzi, proprio per il fatto che hanno vinto meno e che giocano, spesso, in stadi più piccoli, hanno attirato simpatie insospettabili di veri appassionati del calcio inglese, che le seguono con maggior passione di quanto si fa di solito con le compagini mainstream.

Fondata nel 1882, la squadra di cui parliamo ora rappresenta il quartiere di Tottenham e gioca al White Hart Lane, stadio inaugurato addirittura nel 1899. L’impianto può contenere circa 36mila spettatori, ma nell’epoca d’oro, negli anni ’30, arrivò ad ospitarne anche più del doppio. Quei tempi furono segnati dalla presidenza di Charles Roberts, che guidò il club per quasi mezzo secolo, portando il Tottenham alla conquista di 2 FA Cup e un Charity Shield. Un altro periodo d’oro arrivò poi negli anni ’60, con tre Coppe d’Inghilterra e la Coppa delle Coppe. In bacheca oggi ci sono anche due Coppe UEFA e altre tre FA Cup.


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A livello di scudetti, il Tottenham si è imposto due volte, la prima nel 1951 e la seconda, appunto, nel 1961. Tra i giocatori più memorabili bisogna ricordare i leggendari Jimmy Dimmock e Arthur Grimsdell che giocavano negli anni ’20 e, nel dopoguerra, i difensori Phil Beal e Maurice Norman e i centrocampista Alan Mullery e Steve Perryman. Tra gli attaccanti, invece, meritano una menzione Jimmy Greaves, Gary Lineker e Teddy Sheringham.

Le imprese di Bill Nicholson

Per la panchina, il nome da ricordare è quello di Bill Nicholson, in carica come allenatore dal 1958 al 1974. Ex centrocampista, aveva tra l’altro passato tutta la carriera da giocatore (dal 1938 al 1955) proprio nelle fila degli Spurs, collezionando 314 partite e vincendo lo scudetto del ’51. Nel ruolo di trainer guidò la squadra al secondo titolo e alla conquista di 12 trofei internazionali.

Come dicevamo, la rivalità più accesa è quella con l’Arsenal, la cui sede sorge, come quella del Tottenham, proprio nel nord di Londra. A caratterizzare i tifosi degli Spurs, però, è in particolare la simbologia: la squadra ha infatti la sua base nel quartiere ebraico di Londra. Questo ha fatto sì che la tifoseria (composta ormai anche da cristiani e da componenti di altre fedi religiose) si sia spesso schierata contro i cori antisemiti che sono piuttosto frequenti anche nel campionato inglese.

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West Ham United

Hooligan e talenti

Una recente gara del West Ham United all'Olympic Stadium di Londra (foto di Egghead06 via Wikimedia Commons)
Una recente gara del West Ham United all’Olympic Stadium di Londra (foto di Egghead06 via Wikimedia Commons)

Il West Ham United non ha mai vinto alcun scudetto ed è sicuramente una squadra meno celebre al di fuori dell’Inghilterra di quanto non lo siano Chelsea o Arsenal. Dalla sua, però, il team che ha giocato per più di 100 anni ad Upton Park ha una tifoseria fedelissima e un forte seguito tra gli appassionati internazionali.

I motivi di questa stima sono molti. Da un lato, il settore giovanile degli Hammers è uno dei più floridi d’Inghilterra, tanto che uno dei soprannomi con cui la squadra è identificata è The Academy of Football. Dall’altro, il West Ham fornì il nucleo più importante della squadra nazionale inglese che vinse i Mondiali di calcio del 1966.

L’Inter City Firm

La storia del West Ham, però, non è segnata solo da amabili tifosi che stimano i colori bordeaux e azzurro. Fino agli anni ’80, infatti, la tifoseria degli Hammers era forse la più selvaggia d’Inghilterra, dominata dagli hooligans del gruppo Inter City Firm. La loro storia è stata narrata in documentari, libri e film, tra cui il più noto è la pellicola Hooligans del 2005, con Elijah Wood. Questo gruppo era celebre per come accompagnava la squadra in trasferta e soprattutto per la rivalità col Millwall, altra squadra londinese di cui non parleremo nella nostra cinquina.

La rivalità col Millwall, però, ci permette di spiegare anche l’origine del West Ham. La squadra fu infatti fondata nel 1895 come dopolavoro degli operai di un cantiere navale sul Tamigi. Per questo nel simbolo compaiono ancora oggi due martelli e i soprannomi fanno spesso riferimento al ferro o, appunto, agli attrezzi dei fabbri.

L’origine della rivalità col Millwall

La squadra si evolse poi passando al professionismo, ma restò legata all’ambiente portuale. Nel 1926, dopo un lungo braccio di ferro tra operai e costruttori, si arrivò a uno sciopero generale, sciopero che fu messo in atto dagli operai del nord di Londra (zona, appunto, West Ham) ma boicottato da quelli di Millwall. Così l’odio per i crumiri si tramutò automaticamente in odio per la squadra avversaria, dando vita a una delle più dure e sanguinose rivalità inglesi.

Oggi la situazione sugli spalti del West Ham è ben diversa, anche perché lo storico Upton Park non esiste più. Dal 2016 infatti la squadra londinese disputa le sue gare interne all’Olympic Stadium, costruito in occasione delle Olimpiadi di Londra del 2012. Fino agli anni Duemila, la società era famosa per non licenziare mai i propri allenatori: tra il 1902 e il 2001 si sedettero in panchina appena 8 manager, in media uno ogni 12 anni.

Uno dei mister più amati è stato Ron Greenwood, poi anche manager della Nazionale, mentre tra i giocatori non si possono dimenticare le leggende Billy Bonds, Bobby Moore, Geoff Hurst e Martin Peters. Un posto d’onore nella storia del club spetta però anche all’italiano Paolo Di Canio, autore di alcuni gol memorabili durante la sua permanenza in maglia Hammers, tra il 1999 e il 2003.

 

Fulham

E le altre squadre minori di Londra

Una partita tra Fulham e Juventus giocata nel 2010 a Craven Cottage (foto di Nick via Flickr)
Una partita tra Fulham e Juventus giocata nel 2010 a Craven Cottage (foto di Nick via Flickr)

Concludiamo con il Fulham, squadra che finora abbiamo evocato in varie occasioni ma di cui non abbiamo ancora parlato diffusamente. L’abbiamo scelta davanti ad altre formazioni londinesi perché la sua storia, per quanto povera di titoli, l’ha vista arrivare in più di un’occasione a un passo dalla vittoria. E, soprattutto, perché il Fulham è la più vecchia formazione di calcio di Londra ancora in attività, essendo stata fondata nel 1879. Con colori sociali bianco e neri, ha sede nel quartiere di Hammersmith & Fulham, dove sorge anche il suo stadio, il Craven Cottage, aperto nel 1896.

La squadra ha spesso vivacchiato, passando poco tempo nella massima divisione e lottando perlopiù per non retrocedere. Il momento più alto in campo inglese è arrivato però nel 1975, quando, in seguito ad alcuni acquisti prestigiosi, riuscì a raggiungere la finale di FA Cup. A giocare con la maglia del Fulham c’erano campioni a fine carriera come Alan Mullery e Bobby Moore (a cui si sarebbe aggiunto, l’anno dopo, George Best), ma la finale venne persa comunque contro i cugini del West Ham.

L’arrivo di Mohamed Al-Fayed

La vera svolta arrivò invece nel 1997, quando la squadra venne acquistata da Mohamed Al-Fayed, il proprietario dei grandi magazzini Harrods e padre del Dodi che morì in quello stesso anno assieme a Lady Diana. L’imprenditore egiziano investì molto denaro nella squadra, permettendole di diventare una presenza stabile in Premier.

Nel 2009, dopo anni di lavoro e crescita, arrivò anche la qualificazione all’Europa League, competizione in cui ha poi eliminato Juventus, Wolfsburg (neocampione di Germania) e Amburgo, accedendo alla finale. Qui però il Fulham è stato sconfitto ai tempi supplementari dall’Atlético Madrid, sconfitta che ha dato il via ad un periodo sfortunato per il club. Oggi la squadra, infatti, milita in Championship, la serie B inglese. È inoltre cambiata la proprietà, visto che il club è in mano al pakistano Shahid Khan, patron anche dei Jacksonville Jaguars in NFL.

Haynes e Robson

Tra i giocatori più rappresentativi della storia del Fulham bisogna ricordare il trequartista Johnny Haynes, amato dai tifosi anche per aver sempre voluto giocare a Craven Cottage rifiutando le offerte di squadre molto più famose. Inoltre dal settore giovanile emerse negli anni ’50 Bobby Robson, poi destinato anche a una maestosa carriera come allenatore. Dal punto di vista dei tifosi, infine, la rivalità più accesa è quella col Chelsea, che gioca letteralmente a due passi e con il quale il Fulham dà vita al West London Derby.

Prima di salutarci, vi diamo velocemente notizia delle altre squadre di Londra che, per ovvie ragioni di spazio, non possiamo qui approfondire. Oltre alle già citate Arsenal, Chelsea, Tottenham, West Ham e Fulham giocano infatti nella capitale britannica anche Queens Park Rangers, Crystal Palace, Charlton, Brentford, Wimbledon, Millwall, Barnet e Leyton Orient.

Lo stadio più grande, tra quelli di queste squadre, è il The Valley del Charlton, seguito da Selhurst Park del Crystal Palace e da The Den del Millwall. Inoltre è da notare che il QPR ha la sua sede sempre ad Hammersmith & Fulham, lo stesso quartiere del Chelsea e, appunto, del Fulham, che è quindi la zona di Londra col maggior numero di team.

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