Da sempre, il cane è considerato il miglior amico dell’uomo: fedele come gli esseri umani raramente sanno essere, affettuoso, generalmente ubbidiente. Anche i suoi difetti, perlopiù, vengono ricondotti al cattivo addestramento, alla mancanza di educazione o allo snaturamento delle sue caratteristiche, facendone quindi il più delle volte ricadere la colpa sul padrone.

Ma, oltre a tutti questi pregi, si può dire che i cani siano anche intelligenti? E, se sì, quali razze primeggiano in questo campo? La risposta non è certo semplice. Prima di tutto, non è chiaro cosa si intenda con “intelligenza”: è la capacità di interpretare gli ordini del padrone o di cavarsela in varie situazioni? È l’ingegno necessario a sopravvivere in ambienti difficili o la velocità di apprendimento di determinati ordini?

L'intelligenza dei cani
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Vari tentativi sono stati fatti, nel corso degli anni, per elaborare dei test di intelligenza per cani che comprendessero tutte queste voci, a partire dagli studi di Kathy Coon. Il libro che però più di tutti ha cercato di tracciare una graduatoria sulle razze di cani più intelligenti è L’intelligenza dei cani di Stanley Coren, professore di psicologia all’Università della British Columbia di Vancouver.

Basato sull’analisi di vari elementi (intelligenza istintiva, adattiva e lavorativa), il libro stila una classifica delle razze di cani più intelligenti, in grado di rispondere più in fretta ai comandi e di imparare nuove abilità più velocemente. Ecco le prime cinque.

 

Border Collie

Il cervello di un bambino

Uno studio condotto tra il 2007 e il 2010 dai ricercatori americani John Pilley e Alliston Reid ha dimostrato che il Border Collie è in grado di imparare il significato di più di 1.000 parole nell’arco di tre anni, tanto che i due studiosi di psicologia comportamentale hanno paragonato la sua massa cerebrale a quella di un bambino di due anni.

D’altro canto, tradizionalmente il Border Collie è considerato un cane intelligente e affidabile: rapido ad apprendere nuovi ordini (tanto è vero che grande attenzione va fatta in fase d’addestramento, in modo che non vengano acquisiti comportamenti sbagliati), è stato usato per secoli per la sorveglianza delle greggi, tanto è vero che il numero di esemplari si è moltiplicato nel corso soprattutto del XIII secolo, quando ci fu una grande espansione della produzione laniera in Gran Bretagna.

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Comparsa al confine tra Inghilterra e Scozia – border significa proprio confine in inglese –, l’origine della razza non è chiarissimo, anche se una tesi sostiene che sia stata importata dai Vichinghi e incrociata poi con cani da pastore autoctoni.

Oltre ai compiti legati alla pastorizia, nel corso degli anni questa razza ha dimostrato anche grande agilità che si esprime soprattutto nella capacità di cogliere al volo i frisbee e di seguire percorsi anche complessi di gara. Negli anni scorsi, infine, un Border Collie italiano, Shonik, è diventato celebre per la sua apparizione in numerosi spot televisivi e anche in una fiction.

 

Barbone

Il cane medaglia d’oro

Il simpatico e intelligente BarboneOggi non è raro che alcuni cani entrino nella leggenda, grazie a trasmissioni o fiction televisive. Più difficile era nei secoli passati, quando né la televisione né il cinema potevano tramandarne le gesta.

Una delle più celebri eccezioni, però, a questa regola è costituita da Moustache, importante barboncino napoleonico: la tradizione infatti vuole che questo cane si sia reso protagonista di due imprese leggendarie, prima salvando la propria compagnia da un attacco a sorpresa a Marengo, poi strappando la bandiera francese ai nemici ad Austerlitz. Per questo Moustache fu addirittura premiato con la medaglia d’onore.

Ma gli esempi di barboncini eroici sarebbero ancora numerosi, a dimostrare come questa razza di cani sia sempre stata considerata utile in guerra per la sua intelligenza; altri esempi simili sono l’utilizzo nella caccia alle anatre (il suo nome, nelle varie lingue, infatti è legato o alle anatre o all’acqua), nella ricerca dei tartufi e addirittura negli spettacoli circensi, sia per numeri d’abilità che d’intelligenza.

Oggi è comunque considerato essenzialmente un cane da compagnia, per la sua affabilità e la capacità di stare coi bambini; portato al gioco, manifesta anche lì una certa dose di intelligenza, velata secondo gli esperti a volte anche da un pizzico di malizia.

 

Pastore tedesco

Poliziotto ed attore

I protagonisti di Un poliziotto a 4 zampeAl terzo posto della classifica stilata da Stanley Coren figura il cane forse più celebre sia per l’impiego in compiti di polizia e di esercito, sia per le apparizioni televisive: il pastore tedesco.

Comparsa per la prima volta alla fine dell’Ottocento, frutto di incroci tra diverse razze di pastori autoctoni germanici, la razza del pastore tedesco ebbe un rapidissimo successo fin dai primi anni del Novecento: fedele e ubbidiente, già nel 1906 iniziava ad essere utilizzato dalla polizia tedesca con ottimi risultati, diffondendosi poi rapidamente nel resto del mondo.

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La vera notorietà però arrivò grazie al cinema: il tedesco Strongheart, vissuto tra il 1917 e il 1929, recitò in vari film hollywoodiani ed ottenne anche una stella sulla Walk of Fame, ma fu soprattutto con Rin Tin Tin che il pastore tedesco divenne un eroe dei bambini.

Nato in Francia nel 1918 e morto a Hollywood quattordici anni più tardi, l’originale Rin Tin Tin recitò in una trentina di pellicole, dando origine a fumetti e soprattutto ispirando la serie tv degli anni ’50 (che fu trasmessa con grande successo anche in Italia), recitata da un discendente dello stesso Rin Tin Tin originale, Rin Tin Tin IV. Le doti “recitative” e, soprattutto, di obbedienza e di intelligenza, infine, si possono notare anche nella celebre serie de Il commissario Rex.

 

Golden Retriever

Un socievole buontempone

Se si guarda solo a obbedienza ai comando e facilità di addestramento, probabilmente il cane più intelligente della nostra graduatoria sarebbe il Golden Retriever, razza che recentemente si sta diffondendo anche in Italia.

Originata attorno alla metà dell’Ottocento da un incrocio tra i Retriever e lo Spaniel, questa razza è stata pensata fin dall’inizio per essere obbediente e forte, portata al riporto ma anche robusta.

Affabile, molto adatto a stare coi bambini, è un cane pacifico, che normalmente non reagisce a nessun attacco (e per questo è sconsigliato come cane da sorveglianza); inoltre, essendo giocoso ma anche pigro, è perfetto per la vita cittadina, vivendo bene anche in appartamento.

Molto socievoli, in grado, secondo alcuni studi, di fare anche da madri surrogate ad elementi di specie diverse, i Golden Retriever rispondono molto bene all’addestramento e vengono quindi utilizzati per i compiti più disparati: dalle forze dell’ordine nella ricerca degli esplosivi o degli stupefacenti, dalla protezione civile con mansioni di soccorso ma anche, recentemente, come cane guida di non vedenti.

 

Dobermann

Ubbidienza e devozione al padrone

La classifica dei cani più intelligenti si conclude con, al quinto posto, il Dobermann, cane che forse nell’immaginario collettivo risulta molto meno pacifico ed affabile di quelli presentati finora, ma in realtà, se ben educato, non è meno intelligente, soprattutto per il suo intuito e per la capacità di apprendere rapidamente gli ordini impartiti dal padrone.

Creato tramite l’incrocio di diverse razze – alcune delle quali ignote – attorno a metà Ottocento dal tedesco Friedrich Louis Dobermann, il cane doveva, nelle intenzioni del suo creatore, essere veloce, coraggioso e soprattutto devoto fino alla morte al suo padrone, visto anche che lo stesso signor Dobermann lo usava come accompagnatore nel suo giro come esattore delle tasse.

Le caratteristiche, infatti, sono tutte presenti nell’attuale Dobermann, cane sempre pronto a difendere l’essere umano a cui appartiene se necessario anche con la forza, ma contemporaneamente in grado di “leggere” in un certo senso le situazioni e attuare delle strategie di comportamento.

Oggi viene anch’esso utilizzato da protezione civile e polizia nella ricerca da un lato di feriti e dall’altro di stupefacenti ed esplosivi, ma in passato è stato frequentemente sfruttato anche in guerra, sia per missioni (i Marines lo chiamavano addirittura “devil dog”) che per sorveglianza a prigionieri e depositi.

 

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