Nell’attesa degli imminenti Mondiali di calcio che di certo movimenteranno l’estate, la stagione televisiva 2013/14 è sostanzialmente giunta al termine e quindi si possono tirare le somme dell’annata, soprattutto per quanto riguarda le serie tv americane, l’unico prodotto veramente e completamente esportabile del palinsesto USA.

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Tra nuovi ingressi in classifica e vecchie conferme, la tabella dei ratings – come li chiamano gli americani – mostra una panoramica molto interessante, anche per quanto riguarda l’aumento o la perdita di telespettatori, l’unico valore realmente fondamentale (oltre alla media generale) per capire se una serie sopravvivrà a lungo oppure no. E allora vediamo quali sono state le cinque serie tv più seguite negli USA nel 2013/14, procedendo dalla prima posizione fino alla quinta e usando come riferimento i dati della Nielsen, i più affidabili nel mercato statunitense, non solo per quanto riguarda la tv.

 

The Big Bang Theory

La lunga rincorsa alla vetta della classifica degli ascolti

Nonostante i dati siano in parte contrastanti (varie classifiche, infatti, danno medie di ascolto lievemente diverse, che però finiscono per cambiare l’ordine della graduatoria finale), pare che quest’anno The Big Bang Theory sia riuscita a scalzare NCIS dal primo posto tra le serie tv più seguite dagli americani.

I dati della Nielsen, infatti, evidenziano che la commedia sui nerd californiani di cui abbiamo avuto modo più volte di parlare – soprattutto per quanto riguarda il personaggio di Sheldon Cooper, partendo dalle sue magliette fino alle sue frasi più divertenti – abbia superato quella dei detective della marina, ex detentrice del titolo di serie più seguita, di duecentomila spettatori in media ad ogni episodio, molto poco se si considera che stiamo parlando di ascolti attorno ai 20 milioni di telespettatori, ma abbastanza per coronare una rincorsa durata vari anni.

Partita con una media di 8 milioni di spettatori, la sitcom già alla terza stagione era arrivata a quota 14; il cambio di serata – dal lunedì al mercoledì – ne ha fatto in un primo momento calare gli ascolti, ma già lo scorso anno aveva di nuovo recuperato e raggiunto la ragguardevole quota di 18,6 milioni di telespettatori e quest’anno è riuscita a fare ancora meglio, arrivando a 19,96.

L’episodio più visto dell’anno, e il più seguito in assoluto di tutta la serie, è stato il secondo della settima stagione, mandato in onda il 26 settembre: La verifica dell’inganno – già trasmesso anche in Italia da Joi su Mediaset Premium ad aprile – racconta del ritorno di Leonard dopo la spedizione iniziata nell’episodio finale della stagione precedente, un ritorno che però viene tenuto nascosto a Sheldon affinché lo stesso Leonard e Penny possano prendersi qualche momento tutto per loro; ovviamente, però, il coinquilino finirà per scoprire tutto.

 

NCIS

Comicità, giallo ed esercito: gli ingredienti per un successo duraturo

La serie tv che però ha dominato per anni le classifiche americane e che comunque quest’anno si è piazzata seconda solo per un’incollatura è NCIS – Unità anticrimine, il telefilm investigativo legato alla Marina degli Stati Uniti lanciato nel 2003 come spin-off del simile JAG – Avvocati in divisa.

E i risultati incassati in questi anni dalla serie di Donald P. Bellisario sono francamente sorprendenti: usando un canovaccio piuttosto tradizionale all’interno dei telefilm americani, il produttore è riuscito infatti a creare un prodotto fortissimo in patria ma fortissimo anche all’estero, visto che da sei anni consecutivi è nella top 5 di tutti i programmi più visti (compresi reality, show sportivi e quant’altro) e che, secondo i calcoli, è l’unico programma americano a superare quota 200 milioni di dollari guadagnati dalla cessione dei diritti in Europa.

Visto che anche gli stessi produttori non si aspettavano un successo del genere, negli ultimi tempi hanno provato loro stessi a trovare una motivazione agli alti ascolti: secondo loro, infatti, il punto di forza della serie sta nella coralità delle vicende narrate – il personaggio di Jethro Gibbs, interpretato dal veterano Mark Harmon, è sicuramente il protagonista, ma molto spazio è lasciato a tutti i suoi colleghi – e soprattutto nella combinazione di vari elementi propri di altre serie, visto che su una trama tipicamente gialla si inseriscono spunti comici (spesso affidati ai personaggi di Tony DiNozzo, Abby Sciuto e Tim McGee), indagini scientifiche “alla CSI” e attenzione alle forze armate.

Quest’anno la serie ha raccolto una media di 19,77 milioni di telespettatori ad episodio, partendo molto bene ad inizio anno e poi perdendo qualcosa nel corso della stagione; l’episodio più visto in assoluto è stato il dodicesimo, trasmesso il 7 gennaio negli Stati Uniti e in programmazione nelle prossime settimane su Rai 2: intitolato Kill Chain, vede Gibbs tornare a collaborare con la sua ex fidanzata, Hollis Mann, interpretata da Susanna Thompson.

 

NCIS: Los Angeles

Lo spin-off che rischia di superare il maestro

Il successo di NCIS non è però limitato solamente alla serie madre: come spesso accade in America, quando un format rende al di là dei personaggi che lo interpretano lo si riutilizza per vari spin-off. È successo con Law & Order, è successo con CSI ed è successo anche, più recentemente, con NCIS, che ha dato origine nel 2009 a NCIS: Los Angeles e dal quale verrà tratto, la propria stagione, NCIS: New Orleans, nuovo show già anticipato all’interno della serie madre con un doppio episodio la scorsa primavera e nel cast del quale figurerà anche Scott Bakula.

Il fatto è che solitamente questi spin-off raccolgono sì qualcosa, ma non riescono praticamente mai ad avvicinarsi al successo della serie da cui sono tratti, mentre NCIS: Los Angeles ha di nuovo superato ogni aspettativa dei suoi produttori, piazzandosi quest’anno al terzo posto della classifica con più di 16 milioni di spettatori di media, risultato entusiasmante seppure in calo rispetto a quello dello scorso anno, quando si era arrivati a 17,31 milioni.

Il successo di questa versione losangelina dei detective della Marina si deve da un lato alla buona commistione degli elementi già visti in NCIS, dall’altro alla presenza di un nutrito cast di attori di prim’ordine, dal Chris O’Donnell di Scent of a Woman e Batman & Robin all’LL Cool J, considerato – a ragione – uno dei padri del rap.

La puntata più vista della stagione è stata la season premiere, Pericolo nucleare, trasmessa da Rai 2 lo scorso marzo: in questo episodio si riprendeva la trama lasciata in sospeso abbastanza drammaticamente nella stagione precedente, coi detective impegnati a riprendersi da una serie di torture e pronti a lanciarsi nella ricerca di alcune armi nucleari rubate.

 

The Blacklist

L’esordiente che più ha convinto gli spettatori americani

Qualche settimana fa vi abbiamo presentato un sondaggio, uno di quelli che solitamente ospitiamo nella nostra pagina “Decidono i lettori”, in cui vi chiedevamo quale tra le nuove serie lanciate quest’anno negli Stati Uniti vi aveva convinto di più. A trionfare è stata la bella produzione HBO True Detective, ma al secondo posto s’è piazzato un telefilm che è stato di gran lunga il più visto tra gli esordienti di quest’anno: The Blacklist.

La serie, ben interpretata da James Spader e dalla giovane Megan Boone, deve gran parte del suo successo alla tensione che sa costruire di episodio in episodio, creando una sottotrama misteriosa basata sul rapporto tra i due protagonisti, l’uno un pericoloso criminale che decide spontaneamente di consegnarsi all’FBI a patto di poter collaborare con una agente in particolare, l’altra proprio questa giovane agente che ancora non capisce perché il delinquente abbia scelto proprio lei per interloquire e quale sia il suo vero scopo.

Partita col botto, riuscendo a racimolare più di 18 milioni di telespettatori tra tv normale e download già con l’episodio pilota, ha poi perso ovviamente qualcuno per strada ma si è mantenuta su una media molto alta, stimata attorno ai 15 milioni di audience.

L’episodio più visto è stato appunto il pilota, trasmesso il 23 settembre negli Stati Uniti ed il 6 dicembre in Italia (su Fox Crime), intitolato Resa incondizionata, in cui il ricercato Red Reddington entra all’improvviso al quartier generale dell’FBI per farsi arrestare ma, contemporaneamente, offre importanti informazioni su Ranko Zamani, un terrorista che era stato per lungo tempo creduto morto.

 

Person of Interest

La macchina che controlla tutti e prevede i crimini

Al quinto posto della classifica degli ascolti USA si piazza Person of Interest, in realtà in lieve calo dopo gli ottimi risultati dell’anno scorso; grazie ai suoi 14 milioni abbondanti di media, la serie è riuscita infatti a superare il poliziesco Blue Bloods e la nuova serie fantastica della ABC Resurrection, puntando tutto sul coinvolgimento corale dei suoi personaggi e sulla tensione che sempre accompagna le loro missioni.

Per chi non la conoscesse, la serie racconta infatti di un ricco genio dell’informatica, Harold Finch (interpretato dal Michael Emerson che già aveva impressionato molto favorevolmente anche in Lost), che assieme ad un ex agente della CIA (John Reese, ovvero James Caviezel) e ad una serie di collaboratori cerca di intervenire per impedire alcuni crimini predetti da una fantastica “macchina” del governo che però le autorità vogliono usare solo per le grandi minacce alla sicurezza nazionale, lasciando perdere tutti quei reati che ritengono “minori”.

L’episodio più visto di tutta l’annata è stato il quinto della terza stagione, da noi intitolato La conversazione e trasmesso il 2 marzo su Premium Crime, mentre in originale era stato mandato in onda il 22 ottobre: un episodio in cui si scopre qualche particolare inedito del passato di Sameen Shaw e ci si interroga sulla sua apparente mancanza di emozioni, mentre il confronto con la misteriosa organizzazione HR si fa più aspro.

 

Segnala altre serie molto seguite negli USA nel 2013/14 nei commenti.