Quando si compra una nuova auto, uno dei fattori che, purtroppo, bisogna tenere maggiormente in considerazione è quello dei consumi. Il prezzo del carburante infatti continua da anni ad aumentare, a ritmi a volte più sostenuti ed altre volte più blandi, e il costo quindi della benzina incide notevolmente sulle tasche delle famiglie. Per fortuna, però, da ormai molti anni le case produttrici hanno lanciato varie forme alternative di alimentazione: ci sono le auto ibride, quelle a GPL e così via. Oggi però vogliamo concentrarci in particolare sulle utilitarie a metano.

Questo gas è infatti molto economico, anche se non è presente in maniera uniforme a livello nazionale1. Ci sono regioni in cui i distributori di metano si ergono quasi ad ogni angolo ed altre in cui è sostanzialmente impossibile trovarne.

Toscana, Marche e Veneto sono indubbiamente le zone in cui il metano è più presente, ma un discreto numero di distributori si trova ormai pure in Campania, in Piemonte e in Lombardia. Questa forma di alimentazione d’altronde permette di tagliare i costi in maniera impressionante rispetto alla benzina.

Quali sono però le migliori auto che usano questo benedetto metano? Vi presentiamo i cinque modelli di utilitarie più interessanti del mercato e poi, in chiusura, vi diamo anche una panoramica di altre vetture (un po’ più grandi e un po’ più piccole di un’utilitaria) con la doppia alimentazione.

La foto di copertina è di Corvettec6r (via Wikimedia Commons)

 

1. Seat Ibiza

Una delle utilitarie più convincenti della nostra lista è la Seat Ibiza, auto che da poco ha introdotto la possibilità del metano. La versione disponibile a doppia alimentazione è la 1.0 TGI 5 porte, che garantisce buone performance anche quando si lascia la benzina per passare al gas.

Venduta, a seconda degli allestimenti e degli optional, ad un prezzo compreso tra i 16.000 e i 19.000 euro, la vettura si guida piacevolmente. Gli spazi all’interno sono più che abbondanti, considerata la fascia di mercato, e la tecnologia dà una mano consistente quando ci si trova su strade poco agevoli.

La Seat Ibiza
Inoltre – cosa non di poco conto – la bombola di metano non toglie troppo spazio al baule, che sorprende anzi per capienza. Insomma, l’auto sembra perfetta per una famiglia di 4 o anche 5 membri che voglia utilizzarla in città ma anche per le escursioni e per viaggi relativamente lunghi.

Quello che invece non convince del tutto sono gli interni, discreti ma non eccezionali a livello di materiali (anche se il design in parte “attutisce il colpo”). Buona e pratica, infine, la strumentazione che regola il passaggio dalla benzina al metano e viceversa.

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2. Fiat 500L

Alla stessa gamma di utilitarie appartiene anche la Fiat 500L, disponibile a metano nella versione 0.9 TwinAir Turbo Natural Power. Si tratta di un’auto che ha avuto negli ultimi anni un buon successo commerciale (è disponibile anche nella versione a GPL, se vi interessa) e ottime recensioni da parte delle riviste specializzate.

L’unico vero punto dolente è infatti il prezzo. Rispetto alle altre vetture, qui bisogna sborsare di più: i costi vanno da un minimo di 22.000 euro fino a sfiorare i 24.000, un buon 40% in più della concorrenza. Bisogna però anche ammettere che la Fiat non ha badato a spese nelle dotazioni di serie.

La Fiat 500L
Inoltre la 500L è bella anche da vedere, con un piglio giovanile e molto particolare. Dentro l’abitabilità è elevata, anche in quella zona posteriore che in altre vetture di questa tipologia è a volte un po’ sacrificata. Il bagagliaio, più piccolo della versione base per via della bombola, è comunque pratico e piuttosto ampio.

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Buona anche l’integrazione tra benzina e metano e la maneggevolezza della macchina, soprattutto in città. Rispetto ad altre versioni della stessa 500L, quella 0.9 offre comunque un motore meno brioso, che però permette di risparmiare ulteriormente nei consumi.

 

3. Volkswagen Polo

Anche in Germania il metano è relativamente diffuso e per questo non è difficile imbattersi in auto tedesche che offrono questo sistema di alimentazione. L’utilitaria di riferimento in questo settore è la Volkswagen Polo, nella versione 1.0 TGI a 5 porte, il cui costo si aggira tra i 16.000 e i 20.000 euro.

L’auto è un classico, coi pregi e i difetti che questo comporta. In primo luogo la linea è abbastanza “normale“, senza guizzi, anche se nei vari restyling qualche elemento un pochino più aggressivo è stato aggiunto. Una normalità che può sfociare anche nella banalità all’interno, dove tutto è al suo posto ma manca forse un guizzo d’inventiva.

La Volkswagen Polo
A livello di prestazioni, l’auto fa il suo dovere. Tiene bene la strada, consuma abbastanza poco, si dimostra pratica e con un motore all’altezza della situazione. La Polo, insomma, si conferma più che adeguata sia in città che fuori, considerando anche che il bagagliaio risulta abbastanza capiente e l’abitabilità è buona.

Buona ed equilibrata anche la dotazione di optional, com’è lecito aspettarsi in casa Volkswagen. Negli interni stonano, però, i materiali un po’ economici che emergono qua e là, e che probabilmente hanno consentito al colosso tedesco di tenere bassi i prezzi.

 

4. Lancia Ypsilon

Al quarto posto della nostra lista presentiamo la Lancia Ypsilon, anch’essa disponibile in doppia alimentazione benzina e metano (la versione di riferimento è la 0.9 T. Air). Il costo è simile a quello della Seat Ibiza, visto che di serie viene venduta, a seconda degli allestimenti, tra i 17.000 e i 19.000 euro.

Il pregio principale dell’auto è che consuma poco, sia a benzina, sia soprattutto a metano, permettendo di conseguenza un notevole risparmio quando si passa al distributore. L’auto, d’altra parte, è leggera e maneggevole, si guida piacevolmente e permette di soddisfare diverse esigenze, compresa quella di trovare parcheggio in città.

La Lancia Ypsilon, un modello molto amato da ragazze e donne
Anche a livello di prestazioni non ci si può lamentare. Nonostante la cilindrata non altissima, l’auto si muove con una certa spigliatezza e non lascia insoddisfatti. Casomai una pecca può essere trovata nei freni, da molti non giudicati all’altezza della situazione.

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Quello che infine un po’ delude di questa Ypsilon è la dotazione di serie. Contrariamente a quanto ci si era abituati ad avere con le auto Lancia, in questo caso si è lavorato un po’ al risparmio, con finiture non eccelse e tante cose che oggi sono indispensabili (soprattutto per la sicurezza) derubricate ad optional a pagamento.

 

5. Fiat Punto

L’ultima utilitaria a metano che vi presentiamo è la Fiat Punto, che è disponibile nella versione 1.4 8V 5 porte Natural Power Street. Il prezzo è nella media del segmento, attorno ai 17.000 senza optional per un’auto forse non sorprendente ma di buona fattura.

Il vantaggio principale di questa vettura sta ovviamente nei costi. Sia col metano che con la benzina infatti la Punto consuma molto poco, cosa che risulterà utile a chi deve percorrere ogni giorno centinaia di chilometri. In compenso, c’è però anche il difetto: il motore è poco scattante.

La Fiat Punto, uno dei modelli più venduti degli ultimi anni
Nonostante la cilindrata non sia particolarmente bassa, infatti, la Punto non brilla per ripresa o scatto, e anche in autostrada non si può portarla a grandissime velocità. D’altronde, è pensata per un uso principalmente lavorativo e per solo qualche escursione ogni tanto.

Ad ogni modo l’auto si guida molto bene sia in città (anche con la funzione city che agisce sullo sterzo), sia fuori, presentando un’ottima tenuta di strada. Le chicche nell’allestimento non sono tantissime ma tutte funzionali e in generale quando la si guida si ha l’impressione di un buon compromesso.

 

Altre 4 utilitarie (o quasi) a metano, oltre alle 5 già segnalate

Come dicevamo in apertura, non sono solo le utilitarie a venir vendute con impianto a metano. Questa particolare forma di alimentazione si trova infatti anche su citycar (auto del cosiddetto segmento A) e su berline di medie dimensioni (quelle del segmento C).

Abbiamo deciso perciò di presentarvi due citycar e due berline che meritano di essere tenute in considerazione.

 

Fiat Panda

Anche la Fiat Panda è un grande classico della casa automobilistica torinese e, sebbene sia ritenuta più piccola di una utilitaria, offre una soluzione a metano che potrebbe interessare i nostri lettori. Si tratta della Panda 0.9 TwinAir Natural Power, di listino a 16.000-17.000 euro a seconda degli allestimenti.

Autonomia e scarsi consumi

Questo modello può infatti attirare chi vive in zone con buona presenza di distributori, perché l’auto consuma particolarmente poco pur mantenendo un certo brio a livello di prestazioni. Anche l’autonomia è sostanziosa. La solidità e la praticità della vettura poi sono giustamente celebri e rendono quest’auto un piccolo must.

I suoi limiti la vettura li fa vedere nelle dotazioni, un po’ spartane, e soprattutto nei viaggi più lunghi, in cui fa fatica a tenere alte velocità e le vibrazioni si fanno sentire. Se però pensate di usarla soprattutto in città, tutto questo può diventare secondario.

Skoda Citigo

L’altra citycar che ci pare valga la pena di segnalare è la Skoda Citigo, disponibile a metano in vari allestimenti. La prima cosa che salta all’occhio in positivo è il prezzo: potete portarvi infatti a casa questa vettura sborsando tra i 13.400 e i 15.400 euro, meno di quanto è richiesto per molte concorrenti.

Spaziosa e non cara

Bisogna però tenere presente che, se siete disposti a rinunciare al metano e a passare alla sola benzina o al GPL, potete trovare delle soluzioni più economiche sul mercato. Il vantaggio della Skoda è che è pratica e ben maneggevole, oltre ad offrire uno spazio più che discreto all’intero dell’abitacolo.

Quello che non convince sono però due cose: la linea e il motore. Lo stile della vettura infatti è molto netto, e quindi può piacere molto oppure addirittura infastidire. Il motore, d’altra parte, è poco adatto all’andatura fuori città, mancando di sprint e ripresa.

 

Volkswagen Golf

Dopo le citycar, passiamo alle berline. Anche in questo settore non mancano infatti le auto a metano, e se vi serve spazio e fate spesso dei viaggi è ovvio dare un’occhiata anche qui. L’unica pecca è che pure i prezzi, oltre che le dimensioni, tendono a lievitare.

La garanzia della Golf

Ad esempio la Volkswagen Golf offre diversi allestimenti bi-fuel con benzina e metano, tutti nella versione 1.4 TGI. Si tratta di un’auto di tutto rispetto, con finiture curate, buone prestazioni del motore e costi contenuti a livello di consumi, ma che di listino vi impegna in una spesa che varia dai 23.000 ai quasi 29.000 euro.

Insomma, non è una scelta per tutte le tasche, soprattutto quando si vuole comprare una vettura a metano con lo scopo di risparmiare. Certo la qualità non manca, soprattutto nell’eleganza razionale degli interni e nelle ottime performance – anche in termini di tenuta di strada – alla guida.

Opel Astra

Appartiene al segmento C anche la Opel Astra, che ha introdotto il metano da poco, nel 2017. La versione di riferimento è la 1.4 T 110 CV EcoM, che ci si può portare a casa ad un prezzo compreso tra i 24.000 euro e i 26.000 abbondanti a seconda degli allestimenti, in linea quindi col costo della Golf.

Originale e briosa

Dal canto suo, la Astra ha una linea aggressiva e originale, molto piacevole. Progettata per fare il suo dovere anche sui lunghi tragitti e a velocità abbastanza sostenute, non delude neppure nella versione a metano, con cui consente comunque di risparmiare parecchio a livello di carburante.

Gli unici difetti si trovano nella fruibilità quotidiana. La bombola, come spesso accade a queste vetture, riduce infatti le dimensioni del bagagliaio. Inoltre la visibilità posteriore è abbastanza limitata, ma questo per la particolare progettazione della vettura.

 

Note e approfondimenti

  • 1 Qui, se siete curiosi, trovate una mappa dei distributori di metano in Italia, con possibilità di filtrare i dati regione per regione.

 

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