L’IKEA nel 2020 produrrà più energia di quanta ne consumerà

È un periodo di grandi cambiamenti ma anche di grandi proteste. È notizia di pochi giorni fa, infatti, che milioni di persone sono scese in strada in tutto il mondo per manifestare, chiedendo alle loro nazioni di intervenire in maniera più drastica per affrontare il tema del cambiamento climatico. E le aziende, di sicuro, non possono stare a guardare, come ha dimostrato la recente mossa di IKEA.

Il colosso svedese dell’arredamento ha infatti colto la palla al balzo per far sapere di essere attiva sul versante ambientale già da molto tempo, e che i risultati cominciano ad arrivare. Negli ultimi dieci anni infatti il marchio ha investito in fonti di energia rinnovabili, impiantando centrali eoliche e pannelli solari in giro per il mondo.

L'interno di un negozio IKEA
Così, entro la fine di quest’anno IKEA produrrà più energia di quanta ne consumerà nei suoi negozi in giro per il mondo, un risultato che dovrebbe venir completamente certificato nel 2020. Ma l’azienda ha fatto sapere che ha anche piani molto precisi per il futuro.

Entro il 2025, ad esempio, vorrebbe mettere in vendita nei propri colossali negozi dei pannelli solari, che gli acquirenti potranno portarsi a casa ed installarsi da soli. Nel 2030 inoltre IKEA vorrebbe diventare “climaticamente in attivo“, cioè produrre meno emissioni di quelle che riesce a cancellare.

Il piano di investimenti, fanno sapere, finora è costato quasi 3 miliardi di dollari, ma l’azienda per fortuna non è l’unica a muoversi in questa direzione. E non lo fa solo per amore della natura: in questo momento mostrarsi “green” può essere una buona mossa anche dal punto di vista commerciale. Sperando che lo capiscano presto tutti.

   

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