L’Unione Europea sembra fare sul serio con il Green Deal

Nelle settimane scorse la Commissione Europea ha presentato un ambizioso piano per combattere il cambiamento climatico, intervenendo pesantemente sulle emissioni che l’Europa produce e che produrrà da qui fino al 2050. A metterci la faccia è stata Ursula von der Leyen, presidente della Commissione, ma ancora non è chiaro a nessuno se questo progetto riuscirà nel suo intento.

Il Green Deal europeo infatti si concretizzerà effettivamente solo nei prossimi mesi, con una serie di leggi che verranno varate dal Parlamento Europeo e di direttive del Consiglio e della Commissione. Per quest’ultimo organismo, il referente sarà il vicepresidente della Commissione, l’olandese Frans Timmermans.

Fabbriche e inquinamento, contro cui cerca di schierarsi il Green Deal europeo
In linea di massima il piano immagina stanziamenti per circa 1.000 miliardi di euro in 10 anni, necessari sia per ridurre le emissioni di gas serra, sia per favorire stili di vita ecosostenibili da parte della popolazione europea. Inoltre una parte dei fondi dovrebbe servire per salvaguardare specie animali e foreste.

Il punto chiave di queste politiche saranno gli obiettivi che l’Europa intenderà raggiungere. Tramite la legge sul clima, che dovrebbe essere varata nei prossimi mesi, l’Unione vorrebbe arrivare ad azzerare le emissioni nette entro il 2050, ma già nel 2030 vorrebbe ottenere risultati significativi.

Gli ostacoli principali a questo piano sono per il momento due: da un lato, i paesi dell’est Europa, che basano ancora fortemente la loro economia sui combustibili fossili; dall’altro il ruolo di Cina e soprattutto Stati Uniti, con questi ultimi ancora fuori dagli accordi di Parigi. In ogni caso già cercare di varare un piano ambizioso sembra un buon segnale.