Probabilmente vi sarà capitato spesso di scorgerlo nelle edicole, in mezzo ad albi dedicati a Tex o a Dylan Dog. Molti di voi ne avranno anche letto qualche storia, mentre alcuni altri ne avranno pure conservato gli albi, a mo’ di collezione. Stiamo parlando di Martin Mystère, uno dei personaggi storici del fumetto italiano, ormai in edicola da più di 35 anni. Anche per questa longevità [1] abbiamo deciso di dedicare proprio a lui questo nuovo articolo del nostro sito, cercando di ricapitolarne velocemente le gesta e di presentare soprattutto i protagonisti delle sue avventure.

Pubblicato a partire dal 1982 dalla Sergio Bonelli Editore, il fumetto è stato creato da Alfredo Castelli, vulcanico sceneggiatore all’epoca trentacinquenne. Il fumettista si era fatto le ossa degli anni precedenti, lavorando su una notevole quantità di pubblicazioni e generi. Era però emersa in tutte le testate una certa sua predilezione per il mistero.

Martin Mystère si allacciava proprio a questo interesse, visto che, come il nome suggerisce, i misteri in quella testata erano e sono ancora oggi all’ordine del giorno. Non si tratta però di enigmi polizieschi o di gialli. Il protagonista si trova invece ad indagare su questioni che riguardano la storia, l’archeologia, la scienza e il paranormale.

Da questo punto di vista si può dire anzi che la testata della Bonelli ha anticipato i tempi. Nei primi anni ’80, quando cominciò ad uscire, non esistevano ancora in televisione trasmissioni che indagavano in questa maniera tra gli enigmi della storia.

Lo stesso Indiana Jones, in un certo senso il capostipite del genere, era arrivato al cinema appena un anno prima, nel 1981, quando il fumetto di Castelli era già da tempo in lavorazione e quasi pronto per arrivare nelle edicole.

Oggi, invece, tutto ciò che è paranormale, inconsueto e apparentemente inspiegabile desta grandissimo interesse, sia tra gli scienziati, sia tra i teorici del complotto, che vedono in ogni fatto inspiegabile la prova di terribili macchinazioni.

Martin Mystère tutto questo lo racconta da ben prima che diventasse di moda. E lo ha fatto strizzando l’occhio – solo con intento narrativo e scherzoso – a chi ama le trame oscure, ma anche mostrando sempre una certa precisione e attenzione ai fatti.

Non è un caso che proprio questo albo sia considerato dagli storici del fumetto il primo del nuovo corso di casa Bonelli. La testata cioè che ha aperto la strada a pubblicazioni come quelle di Dylan Dog, di Nathan Never e, via via, di Orfani e Dragonero.

Ma quali sono le avventure che il detective dell’impossibile si è trovato ad affrontare in questi decenni? E quali sono soprattutto i personaggi che lo hanno accompagnato lungo tutta questa carriera? Ne abbiamo scelti cinque che ci sembrano i più importanti e rappresentativi. Eccoli.

 

1. Martin Mystère

Partiamo, com’è ovvio, dal protagonista della serie, Martin Mystère, o meglio il “Buon Vecchio Zio Marty“, come viene spesso bonariamente chiamato. Vero e proprio alter ego del suo creatore, e cioè di Alfredo Castelli, era in principio un vero e proprio avventuriero alla Indiana Jones.

Allan Quatermain ospitato sulle pagine del fumetto di Martin MystèreAnzi, a dire il vero era ispirato ad Allan Quatermain, nome dietro cui si celavano sia un antecedente letterario (il protagonista de Le miniere di Re Salomone, romanzo d’avventura di fine Ottocento di H. Rider Haggard), sia un altro personaggio creato da Castelli, ma con minor fortuna.

Inizialmente infatti il nostro protagonista era un tipo piuttosto dinamico. Non mancava, nelle prime avventure, di lanciarsi in spedizioni da una parte all’altra del globo, di fare immersioni subacquee, di scalare montagne e in generale di combattere contro diversi avversari e nemici.

Con l’andare del tempo però il personaggio si è fatto più calmo e riflessivo, intento a risolvere misteri più con la parola che con l’azione. E questo è stato dovuto, in un certo senso, anche al passare degli anni e all’aumentare dell’età.

Un personaggio che invecchia

Una delle cose più particolari che si notano quando si parla di Martin Mystère è non per nulla il fatto che il personaggio invecchia.

Contrariamente a tutti i suoi colleghi fatti di carta e inchiostro, questo eroe ha difatti una precisa data di nascita, che corrisponde tra l’altro a quella di Alfredo Castelli (con solo una differenza di qualche anno in più). Martin è infatti nato il 26 giugno 1942, e quindi attualmente viaggia spedito verso gli 80 anni.

Leggi anche: I cinque personaggi dei fumetti della Bonelli più amati

È ovvio che per un fumetto che si voglia definire realistico – e qui siamo davanti ad uno di questi – non è pensabile che un quasi ottantenne combatta a mani nude contro diversi nemici.

Quindi questa evoluzione è ben comprensibile, anche se finisce per lasciare un po’ interdetti i fan della serie. Nessuno sa infatti quanto a lungo Martin potrà continuare ad indagare ancora sui vari misteri.

La professione

A dire il vero, però, Mystère non è un detective di professione. Non ha infatti clienti, né percepisce onorari. Le sue indagini hanno molto più spesso la natura dell’hobby, mentre gli introiti gli arrivano da un lato dalla pubblicazione di numerosi libri tratti dalle sue ricerche, dall’altro da una trasmissione televisiva che presenta alla TV americana.

Martin Mystère alla sua prima apparizioneTutte cose, queste ultime, che l’hanno reso anche abbastanza famoso nel suo universo narrativo e che sicuramente gli permettono di indagare con una certa libertà d’azione quando si sposta in giro per il globo.

Mystère, però, non è solo un personaggio pubblico. È anche un raffinato studioso, tanto che può vantare nel suo curriculum numerosi titoli e specializzazioni. Ad esempio si è laureato in antropologia ad Harvard e si è specializzato in archeologia a Parigi, in storia dell’arte a Firenze e in cibernetica al MIT.

La sua cultura, non a caso, sembra sempre vastissima. Ed è in grado di spaziare agevolmente dalle civiltà più remote agli avvistamenti degli alieni più recenti, dalle leggende del passato ai più moderni ritrovati scientifici.

Casa a Washington Mews

Nonostante viaggi parecchio, Martin abita a New York, per la precisione a Washington Mews, un vicolo dalle parti di Washington Square. La strada esiste realmente ed è meta di pellegrinaggio per i fan della serie che si trovino in escursione nella Grande Mela.

La sua casa è sempre rappresentata piena di libri, ovviamente, ma il BVZM è molto affezionato anche al suo computer, un Macintosh, che usa da ben prima che i prodotti della Apple diventassero così popolari.

Accanto a lui ci sono inoltre, in casa, spesso due personaggi molto diversi tra loro ma ugualmente importanti: da un lato l’assistente Java, dall’altro la moglie Diana. Di loro parliamo nei prossimi paragrafi.

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2. Java

Nei fumetti Bonelli, almeno in quelli classici, c’è sempre una spalla. Di solito si tratta di un personaggio buffo, comico, che interagisce continuamente col protagonista, e così facendo gli consenti di scambiare idee e di comunicare il proprio pensiero ai lettori.

A volte, soprattutto nei fumetti più moderni, ha delle caratteristiche strane, ad esempio un’origine misteriosa. Pensate, per dire, al Groucho di Dylan Dog, sempre pronto a declamare battute ma della cui storia si sa relativamente poco.

La spalla di Martin Mystère è anch’essa originale, anche se non propriamente comica. Si tratta infatti di Java, che altri non è che uno degli ultimi esponenti della specie degli uomini di Neanderthal.

Ritenuti estinti dalla comunità scientifica, questi antenati dell’uomo sono in realtà sopravvissuti, almeno secondo il fumetto di Martin Mystère, e si sono rifugiati in una riparata zona della Mongolia.

Poche parole, tanto intuito

Martin è entrato in contatto con Java proprio durante uno dei suoi viaggi e, visto che quest’ultimo aveva perso drammaticamente moglie e figlio, ha deciso di prenderlo con sé, portandolo a New York. Java è divenuto quindi amico fedele e compagno di mille avventure, pur distinguendosi notevolmente da Martin.

Java, in un disegno di Franco Bignotti tratto dal numero 13 della serie di Martin MystèreIl detective dell’impossibile infatti è molto verboso, visto che si concede spesso discorsi che, per un fumetto moderno, possono sembrare quasi interminabili. Java invece è incapace di parlare, dato che il suo corpo non dispone di un apparato fonetico adeguato ad articolare le parole.

Ciononostante la spalla sa scrivere benissimo e si esprime con versi gutturali. Versi che Martin Mystère sa interpretare e tradurre in inglese corrente.

D’altra parte Java in realtà ha molto da dire. È assai perspicace ed intuitivo, ed esibisce dei sensi che potremmo definire potenziati, tipici della sua specie. Ha inoltre un’intelligenza piuttosto acuta, contrariamente a quanto di solito si pensa degli uomini di Neanderthal, e una sensibilità molto particolare.

Per questi motivi la sua opinione è spesso assai rilevante per affrontare i misteri che i nostri eroi si trovano a dover risolvere.

Il fascino discreto dell’uomo di Neanderthal

Inoltre lungo tutta la serie gli sceneggiatori hanno spesso giocato sul suo fascino. L’aspetto, a dirla tutta, non è quello di un bell’uomo. Ha un corpo massiccio, una mascella molto ampia e tratti somatici che sembrano richiamare alla mente appunto gli uomini primitivi.

Le donne però nel fumetto sembrano non essere in grado di resistergli, quasi che il personaggio emani una sorta di fascino ancestrale. Java, d’altro canto, è pure stato sposato: in tempi recenti è infatti convolato a nozze con la fidanzata, Maria Ossowiecki, che però è deceduta poco tempo dopo le nozze.

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3. Diana Lombard

Dopo l’amico di una vita, vale la pena di menzionare l’eterna fidanzata, che in un fumetto classico non manca mai. In questo caso si tratta di Diana Lombard, personaggio che però in realtà nel corso degli anni è uscito dallo stereotipo della fidanzatina, crescendo sia in personalità, sia nel rapporto con lo stesso Martin.

Anche lei, come gli altri protagonisti della serie, ha una data di nascita e una biografia piuttosto definita. Intanto bisogna dire che è più giovane di Martin Mystère di ben 17 anni, cosa che in questi ultimi tempi le ha anche permesso invecchiare meglio, in un certo senso.

Fu anzi proprio per via di questa differenza d’età che i due si conobbero. Diana era infatti una studentessa dell’università di New York quando, alla fine degli anni ’70, incontrò per la prima volta il professor Mystère.

Le nozze segrete

Da allora è diventata la fidanzata ufficiale del BVZM. In questa veste lo ha accompagnato in varie avventure e con lui ha cominciato anche a convivere, pur mantenendo anche la propria autonoma casa newyorkese.

I due sono infine convolati a nozze nel dicembre del 1995, anche se in realtà i lettori del fumetto lo hanno scoperto solo nel 2002. Questo matrimonio, in origine segreto, è stato rivelato proprio in occasione di un albo che festeggiava i vent’anni di carriera del personaggio.

Martin e DianaDi mestiere, infine, Diana fa l’assistente sociale, lavorando soprattutto nel quartiere di Harlem, sempre a New York.

In ogni caso il suo ruolo è spesso stato decisivo soprattutto nelle avventure che suo marito viveva nell’ambito del paranormale. La donna infatti è spesso stata posseduta da entità soprannaturali, forse per via anche di poteri che a volte si manifestano in lei in maniera incontrollata.

La gelosia e la maturità

Dal punto di vista sentimentale rimane da dire che Diana è molto maturata nel corso degli anni. Inizialmente era infatti molto gelosa, anche per via del fatto che Martin aveva un buon successo con le donne e spesso, come vedremo, anche con ragazze piuttosto promiscue.

Con l’andare del tempo però il loro rapporto è cresciuto, e Diana è diventata una fedele e indispensabile compagna per Martin, oltre che il suo punto d’appoggio nelle indagini più difficoltose. Anche per questo, ha imparato ad apprezzarne i pregi e a sopportarne con più calma i non pochi difetti.

 

4. Sergej Orloff

Quando fu lanciata la sede di Martin Mystère, Alfredo Castelli e il creatore grafico Giancarlo Alessandrini si premurarono di plasmare, come spesso avviene in casi del genere, un intero universo narrativo. Bisognava cioè che fosse chiaro fin da subito in quale mondo Mystère si sarebbe trovato ad operare e contro chi si sarebbe dovuto scontrare.

In quei primi albi quindi ci si soffermò per molte pagine sulla caratterizzazione di Martin. Molto spazio fu però lasciato anche a Java e a Diana, i due vertici del triangolo centrale del fumetto.

Inoltre, come in ogni bonelliano, bisognava presentare un antagonista, un nemico talmente forte da caratterizzarsi come la nemesi dell’eroe. Questo ruolo venne assunto da Sergej Orloff, che appunto esordì nel secondo album della serie, nel 1982.

La nemesi di Mystère

In effetti, questo personaggio aveva tutte le carte in regola per essere la controparte malvagia di Martin Mystère. In primo luogo i due uomini avevano un’origine simile. Entrambi infatti avevano passato un lungo periodo di addestramento come allievi di Kut Humi, un maestro di Agarthi.

Divenuti amici, avevano appreso le stesse regole e imparato a maneggiare le arti mistiche, ricevendo in dono tra l’altro, alla fine dell’addestramento, la medesima arma, una fantascientifica pistola a raggi.

Sergej Orloff fa uno dei suoi tragici ingressi in scenaCome ogni cattivo classico, Orloff aveva però presto assunto un aspetto fisico terrificante. In seguito a un incendio aveva infatti perso un braccio, che aveva sostituito con una specie di arto artificiale, ed era stato costretto ad indossare una maschera per coprire le ustioni che avevano toccato una parte del viso.

Una volta cresciuti, Martin aveva iniziato ad indagare i segreti del passato per amore della conoscenza o comunque per il bene dell’umanità. Orloff, invece, aveva cominciato a farlo per proprio interesse personale, scontrandosi spesso con l’ex amico.

Le evoluzioni più recenti

Dopo i primi anni di lotte e battaglie, però, anche questo antagonismo si è fatto meno forte. D’altra parte il fumetto di Martin Mystère è nato cercando di fondere tra loro componenti classiche e innovative, facendo come abbiamo detto da tramite tra il vecchio fumetto bonelliano e il nuovo.

Leggi anche: Le cinque migliori serie lanciate dalla Bonelli negli ultimi dieci anni secondo i nostri lettori

Così, mentre Martin Mystère è via via diventato sempre meno avventuroso, anche Orloff è diventato un antagonista più moderno.

In primo luogo è ora un uomo d’affari. Risulta anzi molto apprezzato a livello pubblico, capace di gestire i propri business di nascosto e di mantenere una doppia faccia che di tanto in tanto ha messo in difficoltà lo stesso Mystère.

In secondo luogo, ha mostrato un’evoluzione caratteriale abbastanza netta, che l’ha portato anche a riavvicinarsi in un certo senso al vecchio nemico, con cui ha condiviso qualche avventura. Rimane a tutt’oggi un antagonista, ma a a tutto tondo, capace di macchinazioni ma anche di slanci di inaspettato umanità.

 

5. Angie

Concludiamo con un personaggio un po’ particolare, che si discosta da tutti quelli che abbiamo presentato finora. Un personaggio, tra l’altro, che non compare neppure così spesso nei fumetti di Martin Mystère, anche se si può dire che quando si vede entrare nelle pagine di un albo è in un certo senso un evento speciale.

Stiamo parlando di Angie, una ragazza che nelle storie del BVZM ha spesso il ruolo di catalizzatrice di catastrofi, imbrogli e scene comiche. Si tratta infatti di una giovane molto bella ma altrettanto svampita, che generalmente lavora come spogliarellista.

Vagamente ispirata al personaggio interpretato da Marilyn Monroe in film come A qualcuno piace caldo, Angie attira letteralmente i guai. Così, quando la sua strada si incrocia con quella dei nostri protagonisti è sempre sinonimo di avventura.

Il personaggio degli albi speciali

Ad esempio, è comparsa in quasi tutti gli special estivi della serie, tanto da essere diventata una presenza fissa di questi albi. Assieme a lei, spesso per vie traverse, arrivano però di norma anche due imbroglioni, che a volte la usano per mettere a segno i loro colpi e progetti.

Angie sulla copertina di un albo speciale a lei dedicato

Anche questi due personaggi sono molto interessanti, se non altro perché ispirati a persone realmente vissute. Si tratta infatti di Edward Kelly e John Dee, che hanno lo stesso nome – e per certi versi gli stessi atteggiamenti – di due noti alchimisti che si trovarono ad operare nell’Inghilterra del XVI secolo.

Inoltre, quasi ogni volta in cui entrano in scena Angie, Dee e Kelly, si può star sicuri che nella storia interverrà anche Altrove, una base segreta del governo americano in cui si studiano vari fenomeni paranormali. D’altra parte, Angie ha un certo successo tra i funzionari della struttura e in particolare presso il giovane Max Brody.

Ma Angie, molto bella e spesso scarsamente vestita, ha successo un po’ con tutti gli uomini che incrociano la sua strada, Martin compreso. Anche per questo, soprattutto nei primi tempi, Diana non la guardava certo con benevolenza.

 

 

Note e approfondimenti

[1] C’è da notare che Martin Mystère è anche uno dei pochi fumetti italiani, almeno in tempi recenti, ad essere stato adattato in un cartone animato televisivo. La serie, che in realtà ringiovanisce di molto il protagonista e ne cambia vari connotati, può essere tra l’altro rivista gratuitamente su RaiPlay cliccando qui.

 

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