Le migliori canzoni sulla violenza sulle donne

Le migliori canzoni sulla violenza sulle donne

Quello della violenza sulle donne è purtroppo uno dei temi oggigiorno più attuali. Non perché, in realtà, in passato questo tremendo fenomeno non esistesse, ma perché finalmente si è cominciato a parlarne in maniera continuativa sia sui giornali che sui libri, cercando di intervenire in qualche modo su un problema millenario. Anche la musica ha cercato di fare la sua parte, per la verità non solo negli ultimi anni, con alcune bellissime canzoni sulla violenza sulle donne.

Abbiamo scelto per voi quelle che ci sembrano le più significative di questo particolare genere, sia italiane che straniere, e che le presentiamo qui di seguito. Si va da Carmen Consoli a Tori Amos, da Mia Martini a Lady Gaga. Sulle prime cinque, come al solito, spenderemo qualche parola in più, mentre sulle altre (ben 18) viaggeremo più veloci.

 

1. Carmen Consoli – La signora del quinto piano

Cominciamo con una cantante che spesso si è occupata dei diritti delle donne oltre che di altre importantissime tematiche sociali, la siciliana Carmen Consoli. Cominciamo da lei proprio perché in realtà è l’unica artista di cui, in questa lista, presenteremo ben due brani, uno qui, subito, e l’altro più avanti.

In breve
Racconta la violenza di un ex
Il tono è sarcastico
La potete ascoltare qui

Il primo è La signora del quinto piano, uscito qualche anno fa all’interno del disco L’abitudine di tornare. Un brano che racconta una storia drammatica e purtroppo abbastanza usuale, ma sceglie di farlo usando un tono tragicomico che rende evidente ancora di più l’assurdità della situazione.

La protagonista è infatti una signora che abita al quinto piano di una palazzina, ma che sembra essere costantemente perseguitata dall’ex, che la aspetta minaccioso ogni giorno davanti a casa armato di un martello. La donna si è anche rivolta alla questura, ma questa continua dire che non c’è ragione di avere paura.

La copertina di L'abitudine di tornare di Carmen Consoli
Come però spesso accade in queste situazioni, di ragioni ce n’erano eccome e la protagonista della canzone fa purtroppo una brutta fine, anche se aveva tentato di cautelarsi comprando addirittura un pitone. L’ex darà infatti seguito alle sue minacce e la questura si occuperà del caso solo a delitto avvenuto.

 

2. Tori Amos – Me and a Gun

Abbiamo detto in apertura che il tema della violenza sulle donne è molto attuale, se non altro perché fino a qualche anno fa era raro che questo argomento trovasse spazio nei film, nei libri o nelle canzoni. Una delle prime opere che iniziò ad intaccare quello che era sostanzialmente un muro di omertà fu Me and a Gun di Tori Amos.

In breve
Racconta uno stupro
È autobiografica
La potete ascoltare qui

La canzone uscì addirittura nel 1991, singolo d’esordio di una cantante allora sconosciuta che però avrebbe fatto rapidamente carriera. Era un pezzo estremamente delicato ed intimo, reso ancora più drammatico della scelta di eseguire la canzone a cappella, senza l’accompagnamento di alcuno strumento musicale.

Raccontava di uno stupro realmente accaduto alla stessa Amos quando aveva appena 21 anni a Los Angeles. Dopo l’esibizione in un locale del posto, un cliente le chiese infatti di dargli un passaggio e lei acconsentì. Si trovò però presto minacciata da un coltello, stuprata ed umiliata.

Tori Amos sulla copertina di After All These Years
Le cose però sarebbero potute andare anche peggio se la Amos non fosse riuscita fortunosamente a scappare e a mettersi in salvo. Quell’esperienza ovviamente la segnò profondamente e ispirò anche altre canzoni: già nel primo album, Little Earthquakes, era presente un’altra canzone sullo stesso argomento, Silent All These Years.

 

3. Mia Martini – Donna

La storia di Mia Martini è famosa, pur nella sua drammaticità. Cantante tra le più dotate della nostra scena pop, visse un grande periodo di successi negli anni ’70, ma poi scomparve letteralmente dalle scene per cause legate sia alle sue corde vocali, sia ad un tormentato rapporto sentimentale con Ivano Fossati.

In breve
Segnò il grande ritorno della Martini
Parla di abusi fisici e psicologici
La potete ascoltare qui

Già questo basterebbe, forse, a stroncare una carriera, ma in più Mia Martini dovette subire anche l’emarginazione inflittale dal mondo dello spettacolo per una ignobile accusa di iettatrice. Un’accusa assurda da cui però la Martini fece una gran fatica ad uscire, dovendo lottare per ricostruirsi per breve tempo una fama e un pubblico.

Ci riuscì solo a partire dal 1989, sostanzialmente grazie a due canzoni: la prima era Almeno tu nell’universo, una delle più belle canzoni d’amore della nostra storia. La seconda fu Donna, un pezzo per l’epoca innovativo perché appunto parlava degli abusi che le donne subiscono, sia dal punto di vista fisico che psicologico.

Mia Martini alla fine degli anni '80
Il pezzo era stato scritto per lei dal cantautore napoletano Enzo Gragnaniello e la Martini lo presentò al Festivalbar, ottenendo ottimi riscontri. E quell’anno d’oro si concluse anche con la vittoria della Targa Tenco come miglior interprete femminile dell’anno.

 

4. Nick Cave e Kylie Minogue – Where the Wild Roses Grow

Altra canzone bellissima che affronta il tema della violenza sulle donne è Where the Wild Roses Grow, scritta da Nick Cave ed eseguita dal cantante australiano assieme alla sua band, i Bad Seeds, in duetto con Kylie Minogue. Il brano fu inciso nel 1995 ed ebbe un discreto successo in tutto il mondo.

In breve
È una canzone a due voci
Racconta l’omicidio dell’amata
La potete ascoltare qui

Il pezzo raccontava della triste storia di due giovani, con ognuna delle due voci che raccontava le vicende dal suo punto di vista. I due si innamoravano e si corteggiavano lungo alcune giornate, fino a quando lui non portava lei sulle sponde di un fiume dove crescevano le rose selvatiche.

Visto che per tutto il brano anche l’innamorata viene definita una rosa selvatica e visto anche che “tutte le cose belle devono morire”, il protagonista maschile finiva per ucciderla lì subito dopo averla baciata, in un delirio che purtroppo non è così raro incontrare anche nella cronaca di tutti giorni.

Un fotogramma del video di Where the Wild Roses Grow con Nick Cave e Kylie Minogue
Il pezzo fu pubblicato l’interno dell’album Murder Ballads di Nick Cave e dei Bad Seeds, mentre non venne inserito in nessun album di Kylie Minogue, se non nei suoi best successivi. Vi consigliamo di vedere anche il video, molto bello e diretto da Rocky Schenck, che si spira abbastanza platealmente al dipinto Ofelia di Millais.

 

5. Fiorella Mannoia – Nessuna conseguenza

In Italia anche Fiorella Mannoia è stata una delle interpreti che più frequentemente si è trovata a raccontare il mondo femminile. Spesso l’ha fatto esaltando semplicemente la forza delle donne, ma in alcuni brani ha anche messo a raffronto questa forza con quella che invece, molto più violenta, gli uomini tentano di esibire su di esse.

In breve
Parla delle pressioni psicologiche
Invita le donne alla forza
La potete ascoltare qui

Pensate ad esempio a Nessuna conseguenza, singolo estratto dall’album Combattente, uscito nel 2016, quello che conteneva anche la canzone Che sia benedetta che si classificò seconda al Festival di Sanremo. In questo pezzo la Mannoia si concentra non tanto sulla violenza fisica quanto su quella psicologica esercitata sulle donne.

Pubblicata emblematicamente il 25 novembre 2016, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulla donna dell’ONU, la canzone infatti ci presenta una donna che vorrebbe affrancarsi dal suo uomo, ma che viene costantemente umiliata e in un certo senso ridotta al silenzio da lui.

Un'immagine del video di Nessuna conseguenza di Fiorella Mannoia
La donna della canzone, però, dopo aver a lungo e subito, trova finalmente il coraggio di prendere la propria strada e scoprire di potercela fare benissimo anche senza quell’uomo così asfissiante. Un invito insomma a tutte le donne a riconquistare, anche lottando, la propria autonomia, la propria indipendenza.

 

Altre 18 canzoni sulla violenza sulle donne, oltre alle 5 già segnalate

Queste cinque canzoni che abbiamo appena terminato di presentarvi sono a nostro modo di vedere le più significative riguardo alla violenza sulle donne. Ce ne sono però anche molte altre che meritano un ascolto e che potrebbero piacervi. Venne presentiamo ben 18 qui di seguito.

 

Gianna Nannini – Mai per amore

Mai per amore1 è un singolo di Gianna Nannini pubblicato nel 2011 ed estratto dall’album Io e te. Il brano ha avuto un tale successo da aver ispirato, l’anno dopo, addirittura una miniserie televisiva dallo stesso titolo, trasmessa da Raiuno e incentrata proprio sulla violenza contro le donne.

Christina Aguilera – Oh Mother

Torniamo sul versante americano con Oh Mother2, pezzo inciso da Christina Aguilera nel 2006 e pubblicato nell’album Back to Basics. Come il titolo suggerisce, il tema centrale qui sono le violenze che la madre della Aguilera subiva dal padre, violenze che purtroppo un tempo, soprattutto in certi ambienti, non erano affatto rare.

 

Lady Gaga – Til It Happens to You

Come dicevamo per Tori Amos, le canzoni che raccontano purtroppo un’esperienza di violenza realmente vissuta hanno spesso una carica di pathos molto più forte. Questo è vero anche per Til It Happens To You3, pezzo di Lady Gaga composto per accompagnare il documentario The Hunting Ground, uscito nel 2015. In esso Lady Gaga racconta le violenze subite a 19 anni.

Luca Barbarossa – L’amore rubato

Nel 1988 il tema dello stupro, di cui in Italia si parlava sempre molto poco, fu portato anche sul palcoscenico dell’Ariston, il teatro che ospita il Festival di Sanremo. A farlo fu Luca Barbarossa che presentò il brano L’amore rubato4, poi classificatosi terzo. Delicato e drammatico, il pezzo ricevete anche i complimenti in diretta di Dario Fo e Franca Rame.

 

Aerosmith – Janie’s Got a Gun

Nella lista di questo articolo sono presenti canzoni dalla diversissima sensibilità. Alcune sono tragiche, altre parzialmente sarcastiche. Ce ne sono però anche di rabbiose o comunque violente come Janie’s Got a Gun5 degli Aerosmith, grande successo sempre della fine degli anni ’80. Il pezzo infatti uscì nel 1989 all’interno dell’album Pump.

Sia – Little Black Sandals

Little Black Sandals6 di Sia non è una canzone molto nota in Italia, però è anche una delle più belle dedicate al tema della violenza sulle donne. Uscì nel 2008 all’interno dell’album Some People Have Real Problems, il quarto inciso dalla cantante australiana, e raccontava della fuga di una ragazza davanti a un tentativo di violenza.

 

Levante – Gesù Cristo sono io

Molto potente è anche il messaggio di Gesù Cristo sono io, bel brano di Levante accompagnato da un altrettanto bel video7. Il paragone con Gesù può sembrare forte, ma in realtà ci sta tutto perché l’io della canzone non è tanto Levante, quanto tutte le donne che si sono sacrificate per un uomo, umiliate per lui per avere in cambio solo una corona di spine.

Nada – Ballata triste

Ballata triste8 è una canzone non notissima, ma molto bella e sentita. È stata pubblica da Nada nel 2016, all’interno del disco L’amore devi seguirlo, e parla di femminicidio, oltre che più in generale di tutte le violenze sulle donne. Tra l’altro ha vinto anche il Premio Amnesty International per i diritti umani.

 

Ermal Meta – Vietato morire

Vietato morire9 è invece una canzone ben nota, se non altro perché fu presentata da Ermal Meta al Festival di Sanremo 2017, arrivando poi al terzo posto nella classifica finale. Narra dell’infanzia del cantante e della decisione della madre di lasciare un uomo violento.

Carmen Consoli – Mio zio

Avevamo promesso in apertura di lasciare spazio a due brani di Carmen Consoli e ora manteniamo la promessa con il secondo, Mio zio10, pezzo in cui la cantautrice siciliana si scagliava contro la violenza su minori e in particolare su bambine, a volte comminata da membri della stessa famiglia d’origine.

 

The Police – Every Breath You Take

Molti pensano, ingenuamente, che Every Breath You Take11, forse il pezzo più famoso dei Police, sia una bella ballata d’amore. Sicuramente la canzone è bella, ma l’amore – come ammesso più volte dallo stesso Sting – è qui piuttosto malato. La storia infatti è quella sostanzialmente di uno stalker, che fissa continuamente la donna perduta.

John Lennon & Yoko Ono – Woman Is the Nigger of the World

Tra i pezzi di John Lennon e Yoko Ono, Woman Is the Nigger of the World12 forse non è il più famoso, ma sicuramente è uno dei più provocatori, sia per il titolo, sia perché affermava senza mezzi termini che le donne erano schiave in tutte le culture. Uscì nel 1972, al culmine delle lotte femministe.

 

Julia Stone – Winter on the Weekend

Viene dall’Australia anche Winter on the Weekend13, canzone di Julia Stone uscita nel 2010 all’interno del disco The Memory Machine che parla ancora una volta di violenza e di abusi. Emblematico l’inizio: «He’s a dog, but he’s dressed up like a sheep». Ovvero: «È un cane, ma si è vestito da pecora».

Giorgieness – Controllo

Controllo14 è un altro bel brano italiano sul tema degli abusi sulle donne, scritto e cantato da Giorgieness, giovane cantautrice lombarda. Il pezzo è uscito nel 2017 all’interno dell’album Siamo tutti stanchi.

 

Alex Britti – Perché?

Si intitolava In nome dell’amore – Volume 1 l’album di Alex Britti del 2015 che conteneva Perché?15 La domanda del titolo è una sorta di grido collettivo alle donne vittime di violenza, perché denuncino chi infligge loro sofferenze fisiche o quantomeno si stacchino da quegli amori malati.

Brunori Sas – Colpo di pistola

Dario Brunori è uno dei cantautori più raffinati e profondi dell’ultima ondata. E lo dimostra anche Colpo di pistola16, canzone paradossale che parte come una ballata romantica, prima che si scopra che a parlare è un uomo violento che arriva ad uccidere la sua compagna. Così la canzone diventa un viaggio nell’assurdità di certe logiche.

 

Sergio Endrigo – Via Broletto 34

L’ultima canzone italiana del nostro elenco, Via Broletto 3417, è un classico d’altri tempi, visto che risale addirittura al 1962. A cantarla era Sergio Endrigo, con un piglio unico: e raccontava di un “gentiluomo” (o uno che almeno così si definiva) che finiva per uccidere la sua innamorata, in un femminicidio.

Florence + the Machine – What Kind of Man

Primo estratto dell’album How Big, How Blue, How Beautiful, What Kind of Man18 del 2015 fu, alla sua uscita, molto apprezzato per la sua musica e si guadagnò anche due candidature ai Grammy. Ma è interessante anche per il testo, in cui la cantante si chiede come possa un tal tipo d’uomo riuscire ad influenzare così una donna.

 

E voi, quale canzone sulla violenza sulle donne preferite?

Note e approfondimenti

  • 1 Che potete sentire qui.
  • 2 Ascoltabile qui.
  • 3 La potete sentire qui.
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  • 8 Qui il video.
  • 9 Il video può essere ascoltato qui.
  • 10 Qui potete ascoltarla eseguita al Concerto del 1° maggio del 2010.
  • 11 Qui il video originale.
  • 12 Potete sentirlo qui.
  • 13 Il video può essere visto qui.
  • 14 Che potete ascoltare qui.
  • 15 Qui il video.
  • 16 L’audio ufficiale è ascoltabile qui.
  • 17 Qui potete ascoltarla eseguita dal vivo da Endrigo nei primi anni ’80.
  • 18 L’audio originale è ascoltabile qui.

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