Le migliori colonne sonore di Ennio Morricone

Ennio Morricone

Ennio Morricone è stato uno dei più grandi compositori non solo del cinema italiano, ma addirittura del cinema mondiale. Venerato maestro, ha composto colonne sonore per più di cinquant’anni, prima dando la spinta al cinema italiano di qualità, poi anche a quello hollywoodiano.

Con le sue musiche ha accompagnato quasi 500 film, esordendo con un classico come Il federale di Luciano Salce, ma lavorando poi anche assieme a Lina Wertmüller, Bernardo Bertolucci, Marco Bellocchio, Pier Paolo Pasolini, Liliana Cavani, Gillo Pontecorvo, Elio Petri e moltissimi altri. Senza scordare Sergio Leone, ovviamente.

Poi sul finire degli anni ’70 il suo raggio d’azione si è allargato: ha iniziato a collaborare anche con registi americani, ottenendo presto anche là importanti riconoscimenti. Ma quali sono le colonne sonore migliori di Ennio Morricone? Ecco le nostre scelte.

 

1. C’era una volta il West (1968)

Come detto, Morricone aveva iniziato a lavorare molto presto per il cinema. Fu però l’incontro con Sergio Leone e coi suoi spaghetti western a dargli fama internazionale. Un incontro che cominciò nel 1964 con Per un pugno di dollari e proseguì poi nei capitoli successivi delle varie saghe.

Il primo grande capolavoro di questa fase, però, secondo noi è stato C’era una volta il West, primo capitolo della cosiddetta Trilogia del tempo cominciata nel 1968. Per quell’occasione Leone ebbe a disposizioni un budget di tutto rispetto fornito dalla Paramount.

Così nel cast figuravano Claudia Cardinale ma anche star internazionali come Henry Fonda e Charles Bronson. E tra i tecnici, oltre a Morricone, c’era Tonino Delli Colli, direttore della fotografia già più che affermato.

Una colonna sonora già pronta

Come spesso faceva, Leone chiese a Morricone di comporre le musiche prima dell’inizio delle riprese, seguendo le sue indicazioni. In questo modo la musica poteva venir suonata durante la lavorazione, dando una maggior coesione a tutto il girato e creando la giusta atmosfera.

La colonna sonora di C'era una volta il West di Ennio Morricone

Ovviamente il compositore si ispirò ai suoni del west, ma badò a creare anche una musica ossessiva, quasi stridula, enfatizzata anche dal suono dell’armonica, che ha un ruolo importante anche all’interno della trama del film.

Inoltre ogni personaggio principale – e cioè Jill, Frank e Cheyenne – aveva lungo tutto il film il suo leit-motiv, che ritornava a creare unitarietà.

 
L’album con la colonna sonora venne pubblicato nel 19721, inizialmente con 10 tracce, anche se nel 2005 ne è stata pubblicata una seconda versione con invece 27 brani. La versione originale vendette molto bene, arrivando alla cifra record – per una colonna sonora – di 10 milioni di copie vendute.

 

2. C’era una volta in America (1984)

Il sodalizio con Sergio Leone, come detto, continuò anche negli anni successivi e soprattutto toccò uno dei suoi apici con C’era una volta in America, l’ultimo film del regista, realizzato nel 1984 con capitali italiani e statunitensi.

Anche in questo caso Leone chiese all’amico compositore di realizzare le musiche prima dell’inizio delle riprese, così che i brani – seppur non ancora orchestrati – potessero essere riprodotti durante la lavorazione.

La colonna sonora di C'era una volta in America di Ennio Morricone

Morricone rispose da par suo, ovviamente adattando in questo caso il suo stile al nuovo genere cinematografico in cui Leone voleva muoversi. La storia, infatti, non era più ambientata nel Far West degli spaghetti western ma nella città di New York tra gli anni ’30 e gli anni ’60.

Così all’interno della colonna sonora trovarono spazio anche alcune composizioni non di Morricone, come un brano de La gazza ladra di Gioachino Rossini, il God Bless America di Irving Berlin e perfino la Yesterday dei Beatles, oltre a classici newyorkesi come Summertime di George Gershwin e Night and Day di Cole Porter.

 
La versione su CD, pubblicata nel 1995, si compone in tutto di 19 tracce, ma la più famosa è sicuramente il Deborah’s Theme o Tema di Deborah2.

 

3. Mission (1986)

Lasciamo ora il cinema di Sergio Leone ma rimaniamo negli anni ’80 con Mission, uno dei capolavori di Morricone e ancora oggi una delle sue colonne sonore più amate. Qui il meccanismo compositivo fu esattamente opposto a quello usato con Leone, visto che il compositore fu assunto a film già montato.

Il regista, l’inglese Roland Joffé, contattò il maestro infatti dopo aver praticamente già completato il film, convinto che gli mancasse ancora qualcosa. L’italiano inizialmente si negò, perché dopo aver visto la pellicola la giudicò già perfetta com’era; dopo le insistenze del regista, però, cedette.

La colonna sonora di Mission di Ennio Morricone

Nonostante queste premesse così particolari, il lavoro fu pressoché perfetto, anche perché Morricone riuscì a calare veramente la sua musica nel film. La pellicola era infatti ambientata nel 1750 e interpretata tra l’altro anche da Robert De Niro, già presente anche in C’era una volta in America; ma soprattutto parlava di diverse culture.

Al centro della trama, infatti, c’era la lotta di un piccolo gruppo di gesuiti per difendere una comunità di indios del Paraguay dall’avanzata di spagnoli e portoghesi. E così anche la musica di Morricone mescolava chitarre spagnole, ritmi etnici e cori della liturgia cattolica, in un connubio strano ma riuscito.

 
Falls e Gabriel’s Oboe sono i due brani più famosi di tutta la colonna sonora3, più volte ripresi nel corso degli anni anche in spot televisivi. D’altra parte il film vinse la Palma d’oro a Cannes e la musica di Morricone si aggiudicò un Golden Globe, un BAFTA e una nomination agli Oscar.

 

4. Nuovo Cinema Paradiso (1988)

Come detto, tra gli anni ’70 e ’80 Ennio Morricone iniziò a collaborare sempre più intensamente con l’America, senza però dimenticare il cinema italiano. Fino alla fine, infatti, il maestro continuò a preparare le musiche per svariati film prodotti nel nostro paese, sia diretti da registi con cui aveva già lavorato, sia da nuovi cineasti.

Con Giuseppe Tornatore, ad esempio, non aveva mai lavorato, anche perché quest’ultimo alla fine degli anni ’80 era ancora molto giovane e aveva diretto un solo film, Il camorrista. Nel 1988 però Tornatore riuscì ad avvalersi di Morricone per le musiche del suo nuovo lavoro, Nuovo Cinema Paradiso4.

La colonna sonora di Nuovo Cinema Paradiso di Ennio Morricone

Dal punto di vista musicale, il film è celebre soprattutto per la scena dei baci, verso la fine della pellicola, accompagnata dal Tema d’amore che comunque ricorre spesso. Quella scena altro non è che un lungo montaggio di alcuni dei più bei baci della storia del cinema, rimontati dal personaggio del proiezionista.

Il protagonista del film è infatti un bambino nella Sicilia del dopoguerra, un ragazzino innamorato del cinema che però non può mai vedere le scene di bacio nei vari film, visto che vengono censurate dal parroco del paese, gestore della sala di proiezione locale.

Una volta diventato adulto, però, il piccolo Totò ritorna in paese e così, tra le altre cose, può anche assistere a questa commovente scena, che – se avete visto il film – di sicuro non potete dimenticare. Le musiche di Morricone – scritte con l’aiuto del figlio Andrea – aiutano a creare un’atmosfera magica e anche per questo si aggiudicarono un BAFTA.

 

5. La leggenda del pianista sull’oceano (1998)

Giuseppe Tornatore è il regista di un altro capolavoro di Ennio Morricone, La leggenda del pianista sull’oceano, realizzato esattamente dieci anni dopo rispetto a Nuovo Cinema Paradiso, nel 1998, a partire da un monologo di Alessandro Baricco.

La storia è quella di un pianista che viene trovato, neonato, il 1° gennaio 1900 all’interno del transatlantico Virginian, crescendo all’interno della nave durante tutti i suoi viaggi e cominciando appunto a suonare il piano, fino a diventare il musicista ufficiale delle crociere.

La colonna sonora di La leggenda del pianista sull'Oceano di Ennio Morricone

La colonna sonora di Morricone5 fu scritta lungo diversi mesi e si compone di almeno trenta brani, alcuni anche frutto di importanti collaborazioni.

Ad esempio il Magic Waltz è stato composto da Amedeo Tommasi mentre Lost Boys Calling è stata scritta assieme a Roger Waters, importante ex componente dei Pink Floyd.

 
Inoltre anche l’esecuzione delle musiche presentò, all’epoca, degli interpreti importanti. Ad esempio in Playing Love, il principale tema d’amore, la tromba è quella di Cicci Santucci, storico jazzista italiano, mentre proprio in Lost Boys Calling la chitarra elettrica è quella di Eddie Van Halen.

 

Altre 12 colonne sonore, oltre alle 5 già segnalate

Le cinque che vi abbiamo presentato sono probabilmente le colonne sonore di Ennio Morricone più belle e riuscite. Il Maestro, però, ha dato grandi prove anche in molte altre occasioni. Qui di seguito vi presentiamo, velocemente, quelle più significative.

 

Per un pugno di dollari (1964)

Come abbiamo anticipato, Per un pugno di dollari è considerato il primo vero spaghetti western (anche se in realtà era già uscito qualche film ascrivibile a questo genere). Di sicuro fu la prima collaborazione tra Sergio Leone ed Ennio Morricone e non fu priva di attriti, visto che i due ancora non si conoscevano bene.

Le titubanze di Leone – a cui Morricone era stato consigliato da amici – si sciolsero quando il regista poté ascoltare il lavoro realizzato dal musicista. Lavoro che poi venne eseguito ottimamente, anche grazie al celebre fischio eseguito dal maestro Alessandro Alessandroni.

Per qualche dollaro in più (1965)

Morricone fu confermato alle musiche anche del secondo capitolo della Trilogia del dollaro, uscito l’anno successivo: Per qualche dollaro in più.

Il tocco speciale in questo film, almeno dal punto di vista musicale, è la scelta della trovata del carillon nella scena del duello. Il film ebbe un così grande successo che anche il disco con la colonna sonora uscì già nel 1965, ottenendo un grande successo di vendite.

 

Il buono, il brutto, il cattivo (1966)

Concludiamo la Trilogia del dollaro con l’ultimo, e forse più celebre, capitolo di quella saga, Il buono, il brutto, il cattivo, lanciato nei cinema nel 1966. Questo fu il primo film in cui Morricone scrisse la musica prima che venisse girato il film, e questo aiutò Leone a dirigere le scene in accordo con essa.

Celeberrimi in questo senso sono alcuni passaggi della pellicola e della colonna sonora, con la scena del cimitero introdotta da L’estasi dell’oro (brano poi ripreso perfino dai Ramones e dai Metallica nei loro concerti) e soprattutto il celebre Triello, in cui solo la musica e le inquadrature scandiscono la scena.

Metti, una sera a cena (1969)

Completamente diversa è l’atmosfera di Metti, una sera a cena, pellicola del 1969 diretta da Giuseppe Patroni Griffi a partire da una sua opera teatrale. Il film è un’indagine autoriale sulla borghesia colta e sulle sue disfunzioni che all’epoca ebbe un discreto successo.

Alla base di questo successo c’era sicuramente anche la colonna sonora di Morricone, sapientemente studiata nonostante il tema principale si basasse su tre sole note. L’arrangiamento, dal sapore di bossa nova, ebbe ottimi riscontri e ancora oggi viene riutilizzato e ristampato in diverse forme.

 

Giù la testa (1971)

Concludiamo i film di Sergio Leone con Giù la testa, il secondo capitolo della Trilogia del tempo, uscito nel 1971. Nonostante sia, forse, il western meno memorabile del regista romano, la musica di Morricone fu anche questa volta di altissimo livello.

A rimanere nella storia sono vari elementi: prima di tutto il tema principale, basato anche sul motivetto Sean Sean che ricorre più volte nel film; ma poi anche il tono tra l’epico e il malinconico che ben si addiceva alla storia raccontata da Leone, ambientata nel 1913 durante la rivoluzione messicana.

La cosa buffa (1972)

La cosa buffa è un film di cui pochi, oggi, hanno memoria in Italia. Fu diretto nel 1972 da Aldo Lado e presentava nel cast, nei ruoli principali, i giovani Ottavia Piccolo e Gianni Morandi, lui già famoso, lei ai primi ruoli importanti.

Se la storia, che aveva un vago sapore erotico, non è rimasta negli annali, meglio è andata per la colonna sonora composta da Ennio Morricone. Il tema principale del film, malinconico e sinfonico, è ancora oggi amato da diversi cultori e vale la pena di riascoltarlo.

 

I giorni del cielo (1978)

I giorni del cielo è il primo capolavoro americano di Ennio Morricone. Venne realizzato nel 1978 per la regia di Terrence Malick, regista allora ancora giovane ma già noto per il suo estremo perfezionismo e per la qualità delle sue opere.

Per questa colonna sonora – che fruttò a Morricone la prima nomination agli Oscar – il Maestro si basò anche su Il carnevale degli animali del compositore francese Camille Saint-Saëns, riarrangiandolo ed introducendovi diverse variazioni. Inoltre vennero incorporati anche brani di Leo Kottke e Doug Kershaw.

Bianco, rosso e Verdone (1981)

Finora ci siamo soffermati soprattutto su film drammatici o western, in cui Morricone poteva mostrare il suo lato più audace o epico. Ma il compositore romano era abile anche a musicare le commedie, infondendo un tono farsesco nelle sue colonne sonore.

Lo si può ben vedere nella lunga e proficua collaborazione con Carlo Verdone, che cominciò grazie all’intermediazione proprio di Sergio Leone, produttore dei primi film del comico. Forse la colonna sonora più riuscita, in questo senso, fu quella di Bianco, rosso e Verdone del 1981, con la sua celebre marcetta popolare.

 

The Untouchables – Gli intoccabili (1987)

Per lungo tempo, l’unico premio che mancò nella bacheca di Ennio Morricone fu l’Oscar. Prima che gli venisse assegnato quello alla carriera nel 2007, infatti, il compositore aveva ottenuto cinque nomination, che però non si erano convertite nella statuetta.

Una di queste nomination arrivò nel 1987 con The Untouchables – Gli intoccabili, bella pellicola di Brian De Palma ispirata alla vicenda dell’arresto di Al Capone nella Chicago del proibizionismo. La musica di Morricone contribuì a dare ritmo a una pellicola intensa, che presentava alcune scene che sono già nella storia del cinema.

Bugsy (1991)

Anche Bugsy – uscito poco dopo, nel 1991 – raccontava la storia di alcuni gangster, questa volta però sulla costa ovest degli Stati Uniti e negli anni ’30 e ’40. Protagonista era Warren Beatty, attorno a cui recitavano anche Annette Bening, Harvey Keitel, Ben Kingsley ed Elliott Gould per la regia di Barry Levinson.

La musica di Morricone ripercorreva in un certo senso la storia del film, i suoi tratti malinconici e passionali. Bugsy infatti si innamorava di una donna che lo portava presto alla rovina, mentre nel frattempo contribuiva in un certo senso a fondare Las Vegas, la città dei sogni americana per eccellenza.

 

Malèna (2000)

Quando cominciava a collaborare con un regista, il più delle volte Morricone non lo lasciava più. O sarebbe meglio dire: il regista si trovava così bene che era lui stesso a volere il talento di Ennio Morricone anche in ogni suo film successivo.

Così è stato anche il rapporto con Giuseppe Tornatore, per il quale Morricone ha realizzato colonne sonore pure in anni recenti. Tra le tante, vale la pena di menzionare Malèna, film del 2000 con Monica Bellucci come protagonista. La colonna sonora ottenne il Nastro d’argento e una nomination sia agli Oscar che ai Golden Globe.

The Hateful Eight (2015)

Chiudiamo con una delle ultime colonne sonore di Ennio Morricone e sicuramente una delle più belle, tanto che con questo lavoro il maestro romano è riuscito ad aggiudicarsi anche l’agognato Oscar: The Hateful Eight di Quentin Tarantino.

Il regista è da sempre un ammiratore di Morricone (oltre che degli spaghetti western) e già in altri suoi film aveva utilizzato delle vecchie musiche del maestro o alcuni suoi brevi brani. Questo è stato il primo film in cui, però, è riuscito a convincerlo a realizzare l’intera colonna sonora e il risultato è stato maestoso.

 

E voi, quale colonna sonora di Ennio Morricone preferite?

Note e approfondimenti

  • 1 Qui potete ascoltarla in un concerto diretto nel 2007 dallo stesso Maestro.
  • 2 La potete riascoltare qui.
  • 3 Qui potete ascoltare il tema principale eseguito dall’orchestra e diretto dallo stesso Morricone.
  • 4 Le potete risentire qui.
  • 5 Qui diretta dallo stesso Morricone in concerto.

 

Abbiamo dimenticato delle belle colonne sonore di Ennio Morricone? Segnalacele nei commenti.

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