I 19 migliori film d’animazione giapponesi

I migliori film d'animazione giapponesi, a partire da La città incantata

Nonostante il suo grande maestro Hayao Miyazaki abbia diradato negli ultimi anni i suoi lavori, il cinema d’animazione giapponese è ancora molto vivo e anzi sta vivendo da tempo un periodo d’oro. Molte sono infatti le pellicole degne di nota e non poche quelle che addirittura possono essere considerate dei veri e propri capolavori, ormai conosciuti e studiati anche in Occidente. Ma quali sono i film d’animazione giapponesi più belli e importanti di sempre?

Abbiamo cercato di rispondere a questa domanda, soprattutto per venire incontro alla curiosità di chi magari di film di questo tipo ne conosce pochi, ma vuole saperne di più. E abbiamo così selezionato ben 19 pellicole, tutte più o meno recenti e di facile reperibilità, che un appassionato di anime, ma anche di cinema in generale, non può perdere.

 

1. La città incantata (2001)

È sempre difficile stabilire quale sia il lavoro più riuscito di un grande artista. Di sicuro, però, nel caso di Hayao Miyazaki si può ragionevolmente dire che la sua opera di maggior successo è stata La città incantata, film del 2001 che si aggiudicò anche l’Oscar per il miglior film d’animazione, oltre che l’Orso d’oro a Berlino.

Liberamente ispirato ad un romanzo giapponese, il film segue le vicissitudini della bambina Chihiro, che per puro caso si addentra in una sorta di cittadella incantata, popolata da diversi spiriti, gli yo-kai.

La città incantata

Qui i suoi genitori vengono trasformati in maiali e la piccola, per salvarli e salvarsi, deve vedersela con una strega cattiva, vivendo diverse disavventure piene di fantasia ma anche a tratti paurose, con atmosfere quasi horror.

Metafora dei riti di iniziazione o più in generale dei percorsi di maturazione, il film è stato sceneggiato dallo stesso Miyazaki, mentre la realizzazione grafica è stata frutto del sempre ottimo lavoro del suo Studio Ghibli.

Un successo su tutti i fronti

Il risultato è stato acclamato dalla critica di tutto il mondo, che si è espressa già nei primi anni Duemila in modo unanime a favore di una pellicola che è considerata praticamente da tutti una delle migliori del decennio, e forse dell’intera storia del cinema.

Non si tratta però solo di un film che piace agli esperti. La città incantata ha fatto il pieno di incassi in tutto il mondo, tanto che è ancora oggi il film giapponese col miglior risultato al botteghino internazionale della storia.

La città incantata di Miyazaki

In patria, poi, batté perfino Titanic. D’altra parte la storia, che si concentra su una bambina, presenta diversi livelli di lettura, rendendola adatta sia al pubblico dei più piccoli che, forse anche maggiormente, al pubblico degli adulti.

 

2. Your Name. (2016)

Contrariamente a quanto a volte i meno esperti possono pensare, il cinema d’animazione giapponese non si può ridurre al solo Hayao Miyazaki.

Certo, quest’ultimo è il maestro assoluto ed indiscutibile del genere, però nel corso degli anni, anche sulla scorta dell’esempio di Miyazaki, si sono sviluppati altri grandi talenti. Uno di questi è quello di Makoto Shinkai, creatore e regista di Your Name.

La locandina di Your Name.

La pellicola si concentra su una coppia di ragazzi: lui è un liceale di Tokyo che lavora part-time in un ristorante italiano; lei è invece una ragazza di un paesino di montagna lì vicino, poco popolare a scuola ed un po’ impacciata.

A muovere la storia è il fatto che ad un certo punto, pur non conoscendosi, l’uno si risveglia nel corpo dell’altra, secondo un meccanismo già ben collaudato in molti film anche americani.

Un collegamento tra due anime

La differenza con la tradizionale storia dello scambio dei corpi qui sta nel fatto che lo scambio appunto non è permanente ma va e viene, così che i protagonisti continuino a vivere un po’ la loro stessa vita, un po’ quella dell’altro.

Così finiscono per influenzarsi a vicenda, ma ad un certo punto il meccanismo si interrompe misteriosamente. Il ragazzo comincia ad indagare e scopre una sorta di paradosso temporale che lo porterà però a cercare di agire per risolvere una situazione assai pericolosa.

Una scena di Your Name.

La pellicola mescola i temi tipici dell’adolescenza, come i primi amori o la realizzazione dei propri sogni, con un po’ di fantascienza, dall’aria però particolarmente magica, e un percorso di conoscenza e consapevolezza di sé per entrambi i protagonisti.

Elementi tutti ben dosati e soprattutto ben animati, tanto che il film è stato acclamato dalla critica in tutto il mondo e ha fatto registrare ottimi incassi pure nel nostro paese.

 

3. Akira (1988)

Per molto tempo il cinema d’animazione giapponese è rimasto completamente ignoto agli occidentali.

Se, infatti, per scoprire gli anime televisivi si dovette aspettare la fine degli anni ’70, per scoprire i film ci volle quasi un ulteriore decennio, visto che i primi grandi successi provenienti dall’Estremo Oriente si registrarono attorno al 1988. Uno di essi, forse inizialmente il principale, fu Akira.

La celebre locandina di Akira

Realizzato da Katsuhiro Otomo, già autore del manga da cui il film fu tratto, la pellicola era ambientata in un futuro distopico, in una Neotokyo parzialmente distrutta da una terza guerra mondiale ed in preda a un caos politico e a bande rivali di motociclisti che si contendevano il territorio.

Una di queste bande era quella capeggiata da Kaneda che, nel tentativo di salvare il giovane Tetsuo, si trovava invischiato all’interno di un gruppo di terroristi che cercavano di impadronirsi di Akira, un essere dagli incredibili poteri psichici.

Un impatto culturale e visivo

Il film, splendidamente realizzato e fondato su una trama che ben cavalcava i tempi inquieti della politica anni ’80, ebbe, come detto, un grande successo in tutto il mondo, aiutando tutto il genere dell’animazione giapponese a venire finalmente considerato anche in Occidente.

Kaneda, il protagonista del manga Akira

Ancora oggi, l’impatto culturale e soprattutto visivo di quella pellicola rimane forte in tutto il mondo, tanto che Akira continua ad essere costantemente citato o omaggiato in altri film, serie TV e perfino videoclip musicali.

 

4. Una tomba per le lucciole (1988)

Anche Una tomba per le lucciole risale al 1988 ma ha avuto, al contrario di Akira, ben poco successo, almeno inizialmente, in Occidente, anche se è andato molto bene nel suo paese.

La pellicola, infatti, racconta una storia estremamente drammatica e tragica e all’epoca nessuno volle distribuirlo in Italia, considerando che dal Giappone si pensava arrivassero solo storie scanzonate (in quell’anno uscì Il mio vicino Totoro, di cui parliamo più avanti) o al limite d’azione.

La locandina di Una tomba per le lucciole

Col tempo però anche questo film è stato giustamente riscoperto. Regista e suo principale autore fu Isao Takahata, co-fondatore assieme a Miyazaki dello Studio Ghibli, che in effetti si occupò della realizzazione grafica del film. E il risultato fu come al solito ottimo.

Due fratelli durante la guerra

La storia era ambientata nel 1945, al termine della Seconda guerra mondiale. Protagonisti erano due piccoli bambini, fratelli rimasti orfani: il padre lavorava in marina, forse caduto in guerra; la madre rimaneva uccisa durante i bombardamenti degli americani.

Così i due dovevano cercare di sopravvivere e soprattutto affrontare la fame, che si faceva un problema via via sempre più insormontabile, a causa del razionamento del cibo ma anche dell’indifferenza della gente davanti ai due bimbi.

I due protagonisti di Una tomba per le lucciole

Lontano dai consueti canoni a cui siamo abituati quando parliamo di animazione giapponese, Una tomba per le lucciole è un film molto intenso e straziante, decisamente non adatto ai più piccoli anche se ha per protagonisti dei bambini.

 

5. Porco Rosso (1992)

Come al solito il nostro elenco presenta una cinquina iniziale, coi film secondo noi migliori, e una serie di altri titoli forse altrettanto validi. In questa prima parte della lista abbiamo pertanto cercato di mantenere una certa varietà di temi e di generi, ma non potevamo proprio evitare di inserire un secondo film di Miyazaki.

Ne avremmo potuti scegliere tanti (ed in effetti, anche nel resto della lista ne troverete parecchi) ma alla fine abbiamo optato per Porco Rosso, un’opera che ha un fascino tutto suo. È infatti forse il meno magico dei film di Miyazaki e per certi versi anche il meno cupo, ma vanta una bellezza originale.

La locandina di Porco Rosso

Realizzato nel 1992 dal consueto Studio Ghibli, il film ha per protagonista un italiano, Marco Pagot, asso dell’aeronautica che però durante la Prima guerra mondiale ha subito un incidente che ne ha sfigurato il volto, finendo per farlo assomigliare a un maiale.

Col suo idrovolante monoplano, Pagot, ribattezzato Porco Rosso, decide così di trasferirsi a vivere isolato lungo la costa dalmata, dove campa dando la caccia ad alcuni pirati dell’aria locali e riscuotendone le taglie.

Il duello con Curtis

La sua vita, ormai relativamente monotona, si complica quando i pirati ingaggiano un asso per contrastarlo, l’americano Donald Curtis. Questo lo porta ad un duello, per il quale migliora il proprio aereo grazie all’aiuto di una ragazzina milanese, Fio.

Tra goffi scontri, momenti comici ma anche una certa dose di romanticismo, il film racconta un’avventura tra cielo e mare in un mondo sospeso tra le due guerre mondiali, al di fuori, quasi, del ventennio fascista, che sembra sfilare altrove.

Una scena di Porco Rosso

In Italia il film non ha avuto grande fortuna al momento dell’uscita, tra case di distribuzione che rinunciavano a lanciarlo nei cinema e cambi di proprietà dei diritti. Col tempo però è stato finalmente rivalutato.

 

Altri 14 film d’animazione giapponesi, oltre ai 5 già segnalati

Come promesso, ecco altri 14 film d’animazione giapponesi che bisogna assolutamente vedere, soprattutto se avete già visto i cinque da cui siamo partiti.

 

Il mio vicino Totoro (1988)

Altro film di Hayao Miyazaki, Il mio vicino Totoro è uno dei più famosi della produzione sua e dello Studio Ghibli. Risale al 1988, ha vinto numerosi premi in tutto il mondo ed è così famoso che Totoro, il fantastico animale protagonista, costituisce ormai da tempo il logo dello studio.

Totoro, protagonista di un'inquietante teoria dei fan

Nausicaä della valle del vento (1984)

Rimaniamo su Miyazaki per questa pellicola del 1984, un capolavoro dell’animazione realizzato prima della fondazione dello Studio Ghibli (anche se viene comunque attribuito allo studio, visto che molti di quelli che vi collaborarono poi entrarono nella società). Se si eccettua il film d’esordio su Lupin III, questo fu il suo primo film “personale”.

Nausicaä della valle del vento

 

Ponyo sulla scogliera (2008)

Miyazaki, si sarà capito, è un regista estremamente originale. Ma Ponyo sulla scogliera è uno dei suoi film più strani, ancora più estraneo del solito ai soliti canoni (anche se molti temi ricorrenti qui tornano in scena). Datato 2008, è quello che forse riesce a parlare meglio (anche) ai più piccoli.

Ponyo sulla scogliera

Il castello errante di Howl (2004)

Il castello errante di Howl è datato invece 2004 ed è forse la quintessenza dello stile e dei temi di Miyazaki, vista l’ambientazione, i protagonisti e soprattutto il castello magico sospeso ancora una volta tra cielo e terra.

Il castello errante di Howl

 

La forma della voce (2016)

Mettiamo momentaneamente in pausa Miyazaki per La forma della voce, film relativamente recente diretto da Naoko Yamada a partire da un manga di Yoshitoki Ōima. La storia si concentra su un piccolo bullo e una bambina sorda e sulla loro evoluzione lungo gli anni.

La forma della voce

Kiki – Consegne a domicilio (1989)

Torniamo a Miyazaki con Kiki – Consegne a domicilio, datato 1989 e tratto da un romanzo scritto da Eiko Kadono pochi anni prima. Protagonista è Kiki, una giovane strega di 13 anni che parte per la città assieme al suo gatto e inizia a lavorare.

Kiki - Consegne a domicilio

 

Si alza il vento (2013)

Quando uscì, Miyazaki annunciò che Si alza il vento sarebbe stato il suo ultimo film (anche se poi è in parte ritornato sui suoi passi). Incentrato sul tema del volo, segue la vita di Jirō Horikoshi, progettista giapponese prima e durante la Seconda guerra mondiale.

Si alza il vento

Paprika – Sognando un sogno (2006)

Se amate Inception, il bel film di Christopher Nolan, dovete sapere che il tema dei sogni in cui si può entrare e che possono essere manipolati non era in realtà nuovo. Era già presente, nel 2006, in Paprika, interessante storia diretta da Satoshi Kon.

Paprika, anime di grande impatto

 

Principessa Mononoke (1997)

Noto anche come Princess Mononoke, il film di Hayao Miyazaki del 1997 è ambientato in un Giappone fantasy in cui l’avidità dell’uomo si scontra con la natura e le sue forze selvagge. Il film ebbe un grandissimo successo in madrepatria ma anche nel resto del mondo.

Principessa Mononoke

Laputa – Castello nel cielo (1986)

Laputa – Castello nel cielo è il primo film realmente realizzato dallo Studio Ghibli, ovviamente sempre sotto la direzione e il design di Hayao Miyazaki. Fu un successo che confermò il talento del regista e aprì la strada a tutti gli altri capolavori di cui parliamo in questa lista.

Laputa - Castello nel cielo

 

Ghost in the Shell (1995)

Uno dei pochi film non-Ghibli che meritano ancora di essere citati è sicuramente Ghost in the Shell, pellicola del 1995 diretta da Mamoru Oshii a partire dal manga di Masamune Shirow (e da poco rifatto pure in versione live action). Un film di fantascienza che, per stessa ammissione delle registe, ha avuto una diretta influenza su Matrix.

Ghost in the Shell

Arrietty – Il mondo segreto sotto il pavimento (2010)

Gli ultimi film del nostro elenco non sono frutto del talento di Hayao Miyazaki, almeno non direttamente, anche se in Arrietty c’è quantomeno il suo zampino. Miyazaki è infatti autore della sceneggiatura, mentre la regia segna l’esordio del suo animatore Hiromasa Yonebayashi.

Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento

 

I sospiri del mio cuore (1995)

Anche I sospiri del mio cuore è sceneggiato dal poliedrico Miyazaki e animato dallo Studio Ghibli, per la regia di Yoshifumi Kondō. Al centro della trama ci sono due giovani ragazzi che lottano per realizzare il loro sogno creativo.

I sospiri del mio cuore

La storia della principessa splendente (2013)

Abbiamo già parlato del grande Isao Takahata. L’ultimo film da lui diretto prima della recente scomparsa è stato La storia della principessa splendente, che non è andato benissimo al botteghino ma che è in realtà un piccolo capolavoro, frutto di molti anni di lavoro.

La storia della principessa splendente

 

E voi, quale film d’animazione giapponese preferite?

 

Abbiamo dimenticato qualcosa? Segnala altri film d’animazione giapponesi nei commenti.

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