Forse è il momento di ricominciare a scrivere lettere a mano

Non sono pochi gli articoli comparsi in queste settimane sui principali quotidiani mondiali incentrati sul tema della lettera scritta a mano. In un’epoca in cui si comunica sempre più velocemente tramite WhatsApp o vari altri programmi di messaggistica istantanea, queste settimane di lockdown e distanziamento sociale hanno riattivato in molti il fascino per la parola scritta a penna e su carta e inviata in questo modo agli amici.

Ne ha parlato in un recente articolo sul New York Times anche la giovane scrittrice Jordan Salama, che ha descritto come sia stato un suo amico per primo nei giorni scorsi a inviarle una missiva vera e propria. Questo ha riattivato in lei la voglia di scrivere a varie altre persone in giro per il mondo.

Scrivere lettere a mano
Lo scrivere a mano permette di riflettere più a fondo su quello che si vuole dire e anche di leggere con maggiore attenzione quello che gli altri ci raccontano. Inoltre sembra avere anche un fascino particolare, quasi ci si trasformasse in letterati del passato intenti a lasciare una cronaca delle proprie esperienze.

In questo senso la Salama cita, tra i vari riferimenti letterari, anche John Keats che scriveva lettere al largo di Napoli nel 1820, durante una quarantena, o, allo stesso modo, Florentino Ariza che in L’amore ai tempi del colera di Gabriel García Márquez scrive centinaia di lettere d’amore.

Insomma, la scrittura con carta e penna può essere un buon modo per stemperare i problemi dell’isolamento sociale, anche e soprattutto tra i giovani, come sembrano suggerire pure alcuni sondaggi condotti in America. Per il momento a noi in Italia forse non serve per l’allentamento del lockdown, ma è sempre bene tenere la porta aperta a queste possibilità.