Moscow Mule, la ricetta e gli ingredienti del cocktail del momento

Il Moscow Mule, il cocktail del momento

Negli ultimi anni ha preso piuttosto piede, anche nel nostro paese, il Moscow Mule, uno dei cocktail più adatti soprattutto alle temperature estive. È infatti fresco, alcolico ma non eccessivo e soprattutto molto dissetante, in grado quindi di dare un po’ di ristoro quando la temperatura comincia a salire.

Nonostante dalle nostre parti possa sembrare quasi una novità, il Moscow Mule però ha una storia piuttosto lunga, che vale la pena di riscoprire. Oggi ve la vogliamo raccontare, assieme a qualche suggerimento per replicare questa preparazione, se volete, anche a casa. Ed eventualmente per crearne delle variazioni.

 

1. Gli ingredienti

Come in ogni ricetta, bisogna prima di tutto partire dagli ingredienti. Non si tratta di nulla di trascendentale, se non per un particolare – quasi un dettaglio – che potrebbe stupirvi e che pare dare davvero un tocco in più al nostro long drink.

Prima di tutto serve la vodka: per una persona ne bastano 4,5 cl. A questa dovete affiancare la ginger beer, in quantità più corposa: circa tre volte la quantità di vodka, quindi potete attestarvi sui 12 cl.

Infine bisogna procurarsi 0,5 cl di succo di lime e, possibilmente, anche una fetta sempre di lime (che può però essere sostituita, a seconda dei gusti, da una fetta di cetriolo).

L’ingrediente, se così vogliamo chiamarlo, più particolare è però il contenitore in cui il Moscow Mule va servito. Per rispettare la ricetta originale, infatti, non ci si può servire di un bicchiere qualsiasi, ma bisognerebbe procurarsi un bicchiere o un boccale di rame. Proprio il rame1, infatti, avrebbe la capacità di conferire un gusto particolarissimo alla bevanda.

 

2. La ricetta

Gli ingredienti sono quindi piuttosto pochi, e anche la ricetta, di conseguenza, è semplice ed immediata. Prima di tutto si prende la tazza di rame (o il contenitore che volete usare al suo posto) e la si riempie di ghiaccio.

A quel punto si versano dentro tutti gli altri ingredienti: la vodka, la ginger beer, il succo di lime. Bisogna poi ben miscelare il contenuto già dentro al bicchiere. In mancanza della coppa di rame, si può eventualmente riversare il tutto in un bicchiere vecchio stile e un po’ rustico, come di sicuro ne avete in casa, per dare un “tono” anche visivo al cocktail.

Alla fine, si guarnisce il tutto con la fetta di lime di cui vi abbiamo già parlato, o al limite con un cetriolo o anche dello zenzero fresco. Ovviamente la ricetta ufficiale, quella riconosciuta dall’IBA, prevede solo la fetta di lime, ma un piccolo strappo alla regola può essere concesso.

 

3. La sua storia

Contrariamente a quanto il nome possa far pensare, il Moscow Mule non è un long drink russo. Fu creato invece a New York attorno al 1941. Secondo la leggenda, in un locale della città americana capitarono, un bel giorno, sia John G. Martin, distributore negli USA della vodka Smirnoff, che Jack Morgan, che stava provando a lanciare la ginger beer.

Visto che gli affari non andavano benissimo a nessuno dei due, gli imprenditori ebbero l’idea di provare a mescolare i loro prodotti, aggiungendo un po’ di lime. Inizialmente chiamarono la loro invenzione “Little Moscow“. Nel dopoguerra però proprio questo nome “filo-russo” finì per non portare fortuna al drink, che finì quasi nel dimenticatoio.

Solo negli ultimi anni il Moscow Mule è ritornato in auge, ricominciando a diffondersi prima negli Stati Uniti e poi in Europa. Il suo successo è stato travolgente, complice il fatto che si adatta bene alla “movida” estiva e piace sia agli uomini che alle donne.

 

4. Da dove ha preso il nome

Abbiamo detto, nel punto precedente della nostra lista, che il nome originario del cocktail era quello di Little Moscow. La sua evoluzione fino al nome attuale è affidata alla leggenda, nel senso che le uniche fonti al riguardo sono dei racconti orali tramandati di bocca in bocca.

L’aneddoto che sta dietro a tutto questo però è affascinante e merita di essere raccontato. Secondo la leggenda, appunto, nello stesso locale e nella stessa data in cui veniva creato il long drink era presente una donna, che aveva sul groppone uno stock di tazze che non riusciva a smaltire. Su queste tazze era rappresentata l’effige di un mulo, “mule” in inglese.

Subito dopo la creazione, questa donna si sarebbe fatta avanti proponendo di farlo bere all’interno delle sue tazze. Da lì, nel giro di poco tempo il suggestivo nome – legato alla forma particolare della tazza in cui il cocktail va servito – si impose, aiutando la bevanda ad entrare nel mito.

 

5. Le varianti, a partire dal London Mule

Dopo aver visto la ricetta e la storia del Moscow Mule, dedichiamo l’ultimo punto della nostra lista per presentare alcune varianti. Perché la fama di questo drink è così forte nel mondo che si sono creati dei cocktail simili ispirati all’originale, che potrebbero in qualche caso piacervi ugualmente.

Il primo e più famoso è il London Mule, versione in cui al posto della vodka si utilizza il gin. Il gusto che ne risulta è più forte e deciso e quindi probabilmente questa variante potrebbe non piacere a tutti. Alcuni, sempre in questa versione “londinese”, utilizzano anche il ginger ale al posto della ginger beer.

Esiste poi il Kentucky Mule, chiamato anche Piuma di cavallo, in cui sempre al posto della vodka si mette il bourbon. Il Mexican Mule poi prevede invece l’uso della tequila, mentre il Jamaican Mule (o Cuban Mule, a seconda della tradizione) utilizza il rum. A voler esagerare, poi, ci sono pure l’Irish Mule (con whiskey irlandese) e il Glasgow Mule (col whiskey scozzese).

 

Note e approfondimenti

  • 1 Negli scorsi anni, negli Stati Uniti, c’è stato qualche allarmismo riguardo a questo genere di bicchiere dal punto di vista sanitario. Un allarmismo motivato in parte dai media, o almeno questo sostengono alcuni degli esperti che sono intervenuti sul tema, come si può leggere ad esempio qui.

 

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