Londra è una città magnifica e piena di cose interessanti da vedere, non lo scopriamo certo oggi. Ma uno dei fiori all’occhiello della capitale britannica sono i musei: in questi straordinari edifici, che spesso costituiscono essi stessi un pezzo di storia, vengono custodite alcune delle opere d’arte e dei reperti scientifici e tecnologici più importanti della storia dell’umanità. Inoltre, cosa non da poco, questi luoghi di cultura sono spesso gratuiti. Oggi vogliamo concentrarci proprio su uno di questi centri: il Museo di Storia Naturale di Londra.

Situato a South Kensington, nell’importante Exhibition Road, sorge vicino ad una serie di altri musei importantissimi, come il Victoria and Albert Museum, la Royal Albert Hall, il Goethe Institut e il Museo della Scienza. Ma tra tutti, è forse quello più riconoscibile e maestoso dall’esterno.

Costruito negli anni ’70 dell’Ottocento, l’edificio infatti venne realizzato per diventare la nuova sede della collezione di storia naturale del British Museum, che andava via via ingrandendosi e necessitava di nuovi spazi. Aperto nel 1881, il museo si è poi staccato definitivamente dal British, divenendo una realtà a sé stante.

E un museo tra i più belli e visitati del mondo, anche per il fatto che l’ingresso è gratuito (anche se è possibile lasciare un’offerta volontaria). D’altronde, vi trovano spazio 80 milioni di reperti, raccolti in cinque collezioni principali: botanica, entomologia, mineralogia, paleontologia e zoologia.

I visitatori superano così ogni anno la cifra di 5 milioni di persone. Se anche voi programmate di farci una capatina, sappiate che il percorso completo vi porterà via non meno di 3 ore. Pertanto, è bene che conosciate già come muovervi e dove puntare. E, soprattutto, quali sono le cose più interessanti da vedere.

Per quanto riguarda questa seconda cosa, vi aiutiamo noi. Ecco infatti le cinque cose imperdibili da notare all’interno del Museo di Storia Naturale londinese (sperando che, quando le visitate voi, nessuna di esse sia in restauro o in giro per il mondo).

 

1. La location

Un edificio maestoso che ricorda quelli di Harry Potter

La prima cosa che vale la pena di notare all’interno del Museo di Storia Naturale di Londra non ha nulla a che vedere con la natura. Quando vi giungerete davanti – e poi ancora di più quando entrerete nella hall principale – vi renderete infatti conto del fatto che una delle cose più belle del museo è il museo stesso, cioè la sua struttura architettonica.

Il concorso per disegnare il nuovo edificio fu indetto nel 1864, venendo vinto da un ingegnere civile, Francis Fowke. La sua morte poco successiva, però, fece passare tutto il progetto nelle mani di Alfred Waterhouse, architetto vittoriano affascinato dai revival di romanico e gotico.

La facciata del Museo di Storia Naturale (foto di Stephantom via Wikimedia Commons)
La facciata del Museo di Storia Naturale (foto di Stephantom via Wikimedia Commons)

Proprio le frequenti visite a siti artistici francesi ed europei lo convinsero della necessità di aggiungere svariati elementi romanici. Così, nel 1880, quando la struttura a South Kensington fu completata, l’edificio si presentava come una maestosa struttura con mattoni in terracotta, perfettamente in linea con l’atmosfera vittoriana.

Ai visitatori di oggi, il palazzo – e soprattutto i suoi interni, così austeri e maestosi – appare quasi come una struttura fantasy o, addirittura, come Hogwarts, la celebre scuola di magia che compare nei libri e nei film di Harry Potter. In quei film, comunque, non è stato usato, mentre è comparso da poco in Paddington e in Penny Dreadful.

 

2. Lo scheletro di balenottera azzurra

Dal luglio 2017, nella Hintze Hall

È una novità recente, ma ha subito destato l’attenzione di migliaia di visitatori: si tratta di uno scheletro di balenottera azzurra che è stata ribattezzata “Hope”, “Speranza”. Un nome che è stato scelto perché sia di buon auspicio per un futuro più sostenibile dal punto di vista ambientale per tutta l’umanità.

Lo scheletro è stato presentato al pubblico nel luglio del 2017, trovando collocazione nella Hintze Hall, che ha così subito la più grande “trasformazione” della sua storia, dopo ben 136 anni di onorato servizio. E questo reperto non può che lasciare a bocca aperta.

Lo scheletro di balenottera azzurra che pende dal soffitto del Museo di Storia Naturale di Londra (foto di Steveoc 86 via Wikimedia Commons)
Lo scheletro di balenottera azzurra che pende dal soffitto del Museo di Storia Naturale di Londra (foto di Steveoc 86 via Wikimedia Commons)

Sono prima di tutto le misure a sorprendere. Lo scheletro misura infatti più di 25 metri di lunghezza, ma in più lo si può straordinariamente osservare “dal basso”. Il reperto non è infatti adagiato a terra, come verrebbe naturale immaginarselo, ma sospeso in aria grazie ad una serie di cavi che lo fanno pendere nel bel mezzo della hall.

Leggi anche: I cinque musei più visitati al mondo

Il reperto è in possesso del museo da molti anni. La balenottera da cui deriva si arenò, infatti, in Irlanda nel 1891, e pochi anni dopo il suo scheletro fu acquistato dal Museo di Storia Naturale. È stato a lungo esposto in un’altra sala, dove però non era completamente visibile. Il nuovo posizionamento gli ha ridato quindi grande importanza e ha un indubbio impatto visivo.

 

3. Lo scheletro fossile di Diplodocus

Un reperto in tour

Il simbolo più famoso del Museo di Storia Naturale di Londra però è un altro: lo scheletro fossile di Diplodocus. Uno scheletro che però, se vi recherete nel museo nei prossimi mesi, non potrete vedere. Dippy – com’è soprannominato in Gran Bretagna – è infatti in tour.

Nel gennaio 2017 il celebre reperto è stato smontato e disassemblato per essere spedito in giro per il mondo. La balenottera di cui abbiamo appena finito di parlare, infatti, è stata posta al centro della hall principale del museo proprio per colmare il “vuoto” lasciato dal dinosauro.

Il Diplodocus del Museo di Storia Naturale di Londra (foto di Drow Male via Wikimedia Commons)
Il Diplodocus del Museo di Storia Naturale di Londra (foto di Drow Male via Wikimedia Commons)

Il fossile di dinosauro è stato quindi spedito all’estero, venendo esposto in varie località del Canada. Nel febbraio 2018, dopo un anno oltreoceano, è tornato in Gran Bretagna, iniziando un percorso che tocca il Dorset, Birmingham, l’Irlanda, la Scozia, il Galles e varie altre regioni.

Alla fine del 2020 lo scheletro – che fu posto all’interno del Museo nel 1905 e da allora non aveva mai lasciato le sue stanze – tornerà finalmente a Londra, anche se pare gli si troverà una nuova e speciale collocazione all’interno del museo.

Il dinosauro appartiene alla specie Diplodocus carnegii e fu rinvenuto durante degli scavi in America. Fu il primo della sua specie ad essere recuperato ed esposto, anche se nei decenni successivi ne furono ritrovati altri esemplari.

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4. Il modello movente di Tyrannosaurus Rex

Quando Hollywood entra nel museo

Il bello di visitare un museo di storia naturale – che sia quello di Londra, quello di New York, quello di Washington o di qualsiasi altra località del mondo – è che lascia a bocca aperta tutti, ma soprattutto i bambini. Se si ha con sé dei piccoli appassionati di scienze, infatti, esplorare quelle sale diventa un passatempo straordinario.

A Londra, la cosa che generalmente colpisce di più i visitatori più giovani è il modello movente di T-Rex. Si tratta di una sorta di effetto speciale cinematografico: i tecnici del museo hanno infatti realizzato negli ultimi anni un modello che replica gli atteggiamenti e le movenze di un vero Tyrannosaurus Rex, almeno per quel che ne sappiamo.

Il modello di Tyrannosaurus Rex a Londra (foto di Ballista via Wikimedia Commons)

L’aspetto, sulle prime, è piuttosto inquietante. Il robot muove la sua testa da lato a lato, sembra guardare il pubblico e poi emette un profondo rumore che può anche atterrire i più piccoli. L’effetto è quindi tutto da godere, e non è un caso che ci sia sempre un certo assembramento davanti a questa attrazione.

Certo, il modellino può in qualche modo stonare all’interno di un museo per altri versi piuttosto austero e serioso. Come ha notato qualcuno [1], sembra quasi che Hollywood abbia preso un libro che si è amato da bambini e l’abbia adattato in un film spettacolare ma un po’ senza cuore.

Leggi anche: Cinque luoghi da visitare a Londra in cui non siete ancora stati

Ad ogni modo, quest’attrazione non è l’unica riguardante i dinosauri. Il museo, anzi, ospita anche reperti meno spettacolari ma molto interessanti e importanti, come fossili proprio di T-Rex e di iguanodonte, oltre al teschio di un triceratopo e ad altro ancora.

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5. La sezione di sequoia gigante

Un albero con 1.300 anni d’età

Concludiamo il nostro percorso mettendo da parte, almeno alla fine, gli animali, per concentrarci sul mondo vegetale. Nel museo, infatti, trovano spazio tutte le specie viventi, e quindi anche gli alberi. Ma non alberi a cui siamo solitamente abituati.

Il reperto più celebre di questo tipo è indubbiamente la grandiosa sequoia gigante, con una sezione in cui tutti possono contemplare l’ampiezza dei cerchi che ne indicano l’età. Il grande albero risale infatti al 1891: fu in quell’anno che fu abbattuto in California, arrivando in Gran Bretagna poco tempo dopo.

La sezione di sequoia gigante del Museo di Storia Naturale di Londra (foto di Drow Male via Wikimedia Commons)
La sezione di sequoia gigante del Museo di Storia Naturale di Londra (foto di Drow Male via Wikimedia Commons)

Quando venne “tirato giù” misurava ben 101 metri d’altezza, e soprattutto si poté datarne l’età. L’albero aveva circa 1.300 anni, una cifra impensabile prima che ci si mettesse a contare i suoi anelli.

Da allora la sezione di sequoia è esposta al Museo di Storia Naturale, dove viene visitata ogni anno da milioni di persone. Anche perché quando fu abbattuta, il mondo era coperto per il 70% da boschi e foreste, mentre oggi siamo al di sotto del 40%.

Preservare la storia di questo e degli altri alberi è quindi una cosa importantissima, tanto è vero che anche di recente la sezione è stata sottoposta a un trattamento conservativo che l’ha riportata agli antichi splendori.

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Note e approfondimenti

[1] Qui potete leggere un articolo del Guardian piuttosto critico nei confronti di questa attrazione.

 

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