L’epoca d’oro della disco, lo sappiamo, sono stati gli anni ’70. Non solo si diffusero per la prima volta le discoteche, ma queste entrarono anche nell’immaginario. Uscirono decine di libri, film e articoli che cercavano di analizzare il nuovo fenomeno. E i ragazzi le affollavano e vi spendevano ogni fine settimana i pochi soldi. Prima che vi illudiate, però, sappiate che oggi non ci concentreremo su questo. Il nostro riflettore va invece sul decennio successivo, meno “reclamizzato” ma non meno interessante. Perché la musica da discoteca anni ’80 non è inferiore a quella che l’aveva preceduta.

Certo, in quegli anni c’erano tante canzoni dance commerciali e ripetitive, di dubbia qualità. Alcuni titoli, però, si differenziavano dalla massa. E furono anche baciati da un grande successo commerciale, scalando le classifiche.

Erano canzoni spesso firmate da grandi autori, magari agli inizi ma destinati a un luminoso futuro. Oggi quindi ripercorriamo la storia di 36 canzoni dance anni ’80 che ci sembrano emblematiche di tutto quel periodo. Eccole.

 

1. Soft Cell – Tainted Love

Cominciamo dall’inizio del decennio, e cioè dal 1981. Anzi, per la verità ancora da prima, dal 1965. Fu infatti in quest’anno che sugli scaffali dei negozi di dischi arrivò Tainted Love, brano soul scritto e prodotto da Ed Cobb. A cantarlo era Gloria Jones, giovanissima interprete americana oggi più nota per essere stata la fidanzata di Marc Bolan.

La sua versione non ebbe particolare successo. Qualche anno più tardi, nei ’70, fu però ripresa da alcuni DJ britannici e usata soprattutto nel nord dell’Inghilterra. Questo fece sì che Tainted Love entrasse nella mente di qualche giovane ragazzo inglese.

Così, quando nel 1980 un nuovo duo si preparava a buttarsi sull’agone del mercato discografico, si presentò in sala d’incisione proprio con questo brano. Il duo si chiamava Soft Cell ed era formato dallo strumentista David Ball e dal cantante Marc Almond.

Da Non-Stop Erotic Cabaret

I due riarrangiarono completamente il vecchio pezzo e lo incisero lavorando sulla particolare voce di Almond. Quando uscì il disco d’esordio, Non-Stop Erotic Cabaret, Tainted Love fu scelto come secondo singolo. Il primo, Memorabilia, non era nemmeno riuscito ad entrare in classifica.

Tainted Love dei Soft CellE la casa discografica, anzi, riteneva questa cover l’ultimo colpo da sparare prima di lasciare i Soft Cell al loro destino. Ma Tainted Love fece il botto.

Il brano, arrangiato secondo la moda synthpop del momento, arrivò fino al numero 1 della classifica britannica. E divenne in generale il singolo più venduto dell’anno in Inghilterra. Andò comunque molto bene anche in America (entrò in top ten), in Germania, in Canada e in altri paesi.

 
Da quell’album il duo ricavò poi un altro paio di successi, come Say Hello, Wave Goodbye e Bedsitter. Almond e Ball, però, sciolsero la band già nel 1984 per dedicarsi ad altri progetti.

 

2. Michael Jackson – Billie Jean

Se pensiamo alla musica degli anni ’80, non solo dal punto di vista dance ma in generale, ci vengono in mente vari nomi. Madonna, gli U2, i Police, Phil Collins, i Genesis, Whitney Houston, Prince. Di alcuni di questi parleremo nelle prossime righe. C’è però un nome che non abbiamo menzionato, e che proprio non può mancare parlando di quel decennio. Quello di Michael Jackson.

Che si affronti il discorso dal punto di vista della musica pop o dell’R&B, della dance o del funk, l’ex membro dei Jackson 5 non può essere lasciato da parte. Lui ha segnato gli anni ’80 più di ogni altro, imponendo il suo talento come musicista, ballerino, performer. E anche nelle discoteche del tempo le sue canzoni dominavano la scena.

I molti successi

Avremmo potuto inserire in questa lista, infatti, vari suoi brani. Beat It, Thriller, Smooth Criminal e The Way You Make Me Feel avrebbero tutti figurato molto bene.

La copertina di Billie Jean di Michael Jackson

Abbiamo scelto però Billie Jean, forse perché fu anche la prima canzone a imporsi in maniera così netta. Uscì come singolo nel gennaio del 1983, secondo estratto di Thriller, l’album dei record.

 
Arrivò immediatamente in testa alle classifiche sia negli Stati Uniti che in Gran Bretagna. Ottenne anche due Grammy e contribuì a modo suo a far fare un passo avanti alla società americana. Grazie alla neonata MTV, il video fu infatti la prima clip di un artista di colore ad essere protagonista di un fenomeno di heavy-rotation su un canale televisivo statunitense.

E, visto che parliamo di ballo, fu proprio eseguendo questo pezzo che Jackson presentò per la prima volta il suo moonwalk.

 

3. Eurythmics – Sweet Dreams (Are Made of This)

Come abbiamo visto coi Soft Cell, all’inizio degli anni ’80 a dominare la scena della musica pop e dance erano i sintetizzatori. Strumenti nuovi, che sembravano dover rivoluzionare il mondo della musica. In realtà, dopo un’abbuffata iniziale, videro ridursi progressivamente il loro spazio con l’andare del tempo.

Tra i più interessanti esponenti del synthpop, però, bisogna annoverare pure gli Eurythmics. Anche in questo caso si trattava di un duo, in cui uno cantava e uno suonava. Solo che la voce era femminile e proveniva dalla Scozia.

Lei era infatti Annie Lennox, destinata a una importante carriera anche come solista. Lui, invece, era David A. Stewart. I due avevano fatto parte insieme di un gruppo più ampio, i The Tourists. Ma quando questo si sciolse, decisero di continuare insieme.

L’emblema della musica da discoteca anni ’80

Esordirono nel 1981 con l’album In the Garden, che passò praticamente inosservato. Due anni più tardi rilasciarono Sweet Dreams (Are Made of This), che sembrava destinato alla stessa sorte.

Sweet Dreams (Are Made of This) degli Eurythmics, uno dei più celebri esempi della musica da discoteca anni '80

Quando ormai le speranze sembravano perdute, come quarto singolo la casa discografica lanciò la canzone che dava il titolo all’album. E anche in questo caso, inaspettatamente, il duo sfondò.

 
Sweet Dreams è ancora oggi il brano più famoso del duo e forse il più rilevante esempio della musica da discoteca anni ’80. Lì si trovano condensati, infatti, tutti gli stilemi del genere. C’era un largo uso di sintetizzatori. C’era un’atmosfera vagamente new wave.

Si respirava un clima di tensione e angoscia, incrementato dal criptico titolo (nonostante si parlasse di “dolci sogni”). Infine, c’era una cantante dalle fattezze androgine, che anche nel video giocava sul confine tra femminilità e mascolinità.

 

4. Madonna – Into the Groove

Le canzoni più adatte per la discoteca, di solito, devono avere testi semplici. Parole che sappiano trascinare nella danza, in qualche modo intonate al ritmo del ballo e della canzone. Finora, in realtà, di canzoni del genere ne abbiamo incontrate poche. Nelle nostre prime tre scelte, infatti, dominano i testi legati all’amore.

Rimediamo però con gli ultimi due brani della lista. Il primo, Into the Groove, fu scritto e inciso da Madonna, sicuramente un altro pezzo da novanta della scena dance dell’epoca (e non solo).

Il testo non fa altro che invitare l’ascoltatore ad entrare nella musica e ballare, anche se non è difficile leggervi dei riferimenti sessuali.

Sfondare anche al cinema

La storia del brano è piuttosto particolare. A metà anni ’80 Madonna era ormai una diva della scena pop. Il disco d’esordio, Madonna, era andato molto bene, ma il secondo lavoro, Like a Virgin, l’aveva resa una superstar.

Into the Groove, il pezzo di Madonna tratto dalla colonna sonora di Cercasi Susan disperatamente

L’album era arrivato in testa alle classifiche di mezzo mondo (Italia compresa) e aveva venduto 10 milioni di copie solo negli USA. Era giunto quindi il momento di sfruttare tale popolarità, a tutto tondo. Per questo, nel 1985 Madonna divenne protagonista anche di un film, Cercasi Susan disperatamente.

 
La cantante era già comparsa in una pellicola, da giovanissima. Ma questo era il primo titolo da protagonista, in cui recitava accanto a Rosanna Arquette. Per reclamizzarlo al meglio serviva però una canzone nuova. E Madonna scrisse appunto Into the Groove, che divenne il tema principale della colonna sonora.

Il singolo andò inaspettatamente bene e costrinse poi i discografici a includerlo in una riedizione allargata di Like a Virgin.

 

5. Whitney Houston – I Wanna Dance with Somebody (Who Loves Me)

Abbiamo detto che avremmo concluso con due canzoni che invitano a ballare. I Wanna Dance with Somebody (Who Loves Me) questo invito ce l’ha perfino nel titolo. A cantare il pezzo era la giovane Whitney Houston, che aveva stupito il mondo due anni prima, nel 1985, col suo disco d’esordio. E che adesso, nel 1987, cercava di confermarsi ad alti livelli.

I Wanna Dance with Somebody, il più grande successo della prima parte della carriera di Whitney HoustonPer questo si era affidata ad autori che già le avevano portato fortuna. How Will I Know, uno dei suoi primi successi, era stato scritto da George Merrill, Shannon Rubicam e Narada Michael Walden.

I primi due erano in realtà i componenti di un duo pop, i Boy Meets Girl, che non sfondò mai direttamente. Ma come autori furono coinvolti di nuovo dalla Houston nella scrittura di un ulteriore brano.

 
Ne nacque I Wanna Dance with Somebody, che all’inizio aveva un arrangiamento quasi country. Fu l’intervento di Narada Michael Walden, batterista e produttore che già aveva lavorato a How Will I Know, a renderla una canzone dance. E a regalarle, assieme alla fantastica voce di Whitney Houston, un incredibile successo.

La canzone infatti si aggiudicò un Grammy per la miglior performance vocale femminile pop e salì in vetta alle classifiche di ben 13 paesi. Tra questi c’erano la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, l’Italia e molti altri. In America sarebbe rimasto il più grande successo della Houston fino all’arrivo di I Will Always Love You.

 

Altre 31 canzoni da discoteca anni ’80, oltre alle 5 già segnalate

Cinque canzoni non sono poi molte per ricordare un intero decennio. Per questo motivo abbiamo deciso di non limitarci a quella che è la consuetudine del nostro sito, ma di espanderci fino ad inglobare i 36 maggiori successi della musica da discoteca anni ’80. Ecco quindi le rimanenti 31 canzoni.

 

Human League – Don’t You Want Me

anno: 1981
album d’origine: Dare
autori: Jo Callis, Philip Oakey, Philip Adrian Wright
genere: new wave, synthpop
massima posizione in classifica: 1° (Stati Uniti, Gran Bretagna)

Irene Cara – Flashdance… What a Feeling

anno: 1983
album d’origine: Flashdance: Original Soundtrack from the Motion Picture
autori: Keith Forsey, Irene Cara, Giorgio Moroder
genere: synthpop
massima posizione in classifica: 1° (Stati Uniti, Italia)

 

Rick James – Super Freak

anno: 1981
album d’origine: Street Songs
autori: Rick James, Alonzo Miller
genere: funk
massima posizione in classifica: 16° (Stati Uniti)

Kool & the Gang – Celebration

anno: 1980
album d’origine: Celebrate!
autori: Ronald Nathan Bell, Claydes Charles Smith, George Melvin Brown, James “J.T.” Taylor, Robert Spike Mickens, Earl Eugene Toon Jr., Dennis Ronald Thomas, Robert Earl Bell, Eumir Deodato
genere: post-disco
massima posizione in classifica: 1° (Stati Uniti)

 

The Weather Girls – It’s Raining Men

anno: 1982
album d’origine: Success
autori: Paul Jabara, Paul Shaffer
genere: Hi-NRG, disco
massima posizione in classifica: 2° (Gran Bretagna)

Rick Astley – Never Gonna Give You Up

anno: 1987
album d’origine: Whenever You Need Somebody
autori: Stock Aitken Waterman
genere: dance-pop, blue-eyed soul
massima posizione in classifica: 1° (Stati Uniti, Gran Bretagna)

 

Madonna – Like a Virgin

anno: 1984
album d’origine: Like a Virgin
autori: Tom Kelly, Billy Steinberg
genere: dance-pop
massima posizione in classifica: 1° (Stati Uniti)

Michael Jackson – Beat It

anno: 1983
album d’origine: Thriller
autori: Michael Jackson
genere: dance-rock
massima posizione in classifica: 1° (Stati Uniti)

 

Prince – 1999

anno: 1982
album d’origine: 1999
autori: Prince
genere: funk, synth-pop
massima posizione in classifica: 12° (Stati Uniti)

Queen – Another One Bites the Dust

anno: 1980
album d’origine: The Game
autori: John Deacon
genere: funk rock, disco
massima posizione in classifica: 1° (Stati Uniti)

 

Kool & the Gang – Get Down on It

anno: 1981
album d’origine: Something Special
autori: Ronald Nathan Bell, Claydes Charles Smith, George Melvin Brown, James “J.T.” Taylor, Robert Spike Mickens, Robert Earl Bell, Eumir Deodato
genere: soul jazz, post-disco
massima posizione in classifica: 3° (Gran Bretagna)

Gazebo – I Like Chopin

anno: 1983
album d’origine: Gazebo
autori: Gazebo, Pierluigi Giombini
genere: italo disco
massima posizione in classifica: 2° (Italia)

 

Lipps Inc. – Funkytown

anno: 1980
album d’origine: Mouth to Mouth
autori: Steven Greenberg
genere: disco, funk
massima posizione in classifica: 1° (Stati Uniti)

Salt-n-Pepa – Push It

anno: 1987
album d’origine: Hot, Cool & Vicious
autori: Hurby Azor, Ray Davies
genere: rap
massima posizione in classifica: 2° (Gran Bretagna)

 

Laura Branigan – Gloria

anno: 1982
album d’origine: Branigan
autori: Umberto Tozzi, Giancarlo Bigazzi, Trevor Veitch
genere: synthpop, italo disco
massima posizione in classifica: 2° (Stati Uniti)

Diana Ross – Upside Down

anno: 1980
album d’origine: Diana
autori: Nile Rodgers, Bernard Edwards
genere: disco
massima posizione in classifica: 1° (Stati Uniti, Italia)

 

Sandy Marton – People from Ibiza

anno: 1984
album d’origine: Modern Lover
autori: Claudio Cecchetto, Sandy Marton
genere: italo disco
massima posizione in classifica: 1° (Italia)

The Jacksons – Can You Feel It

anno: 1981
album d’origine: Triumph
autori: Michael Jackson, Jackie Jackson
genere: post-disco
massima posizione in classifica: 6° (Gran Bretagna)

 

Lionel Richie – All Night Long (All Night)

anno: 1983
album d’origine: Can’t Slow Down
autori: Lionel Richie
genere: dance-pop
massima posizione in classifica: 1° (Stati Uniti)

Sabrina – Boys (Summertime Love)

anno: 1987
album d’origine: Sabrina
autori: Matteo Bonsanto, Roberto Rossi, Claudio Cecchetto, M. Charlton, A. Gill
genere: italo disco, Hi-NRG
massima posizione in classifica: 3° (Gran Bretagna, Italia)

 

Ryan Paris – Dolce vita

anno: 1983
album d’origine: Ryan Paris
autori: Paul Mazzolini, Pierluigi Giombini
genere: italo disco
massima posizione in classifica: 5° (Gran Bretagna)

Chaka Khan – I Feel for You

anno: 1984
album d’origine: I Feel for You
autori: Prince
genere: dance-pop, R&B, hip hop
massima posizione in classifica: 1° (Gran Bretagna)

 

Spagna – Call Me

anno: 1987
album d’origine: Dedicated to the Moon
autori: Giorgio Spagna, Alfredo Larry Pignagnoli, Ivana Spagna
genere: italo disco
massima posizione in classifica: 2° (Gran Bretagna, Italia)

Rob Base and DJ E-Z Rock – It Takes Two

anno: 1988
album d’origine: It Takes Two
autori: Robert Ginyard
genere: golden age hip hop
massima posizione in classifica: 24° (Gran Bretagna)

 

Raf – Self Control

anno: 1984
album d’origine: Raf
autori: Giancarlo Bigazzi, Raffaele Riefoli, Steve Piccolo
genere: italo disco
massima posizione in classifica: 1° (Italia)

Righeira – Vamos a la playa

anno: 1983
album d’origine: Righeira
autori: Carmelo La Bionda, Stefano Righi
genere: italo disco
massima posizione in classifica: 1° (Italia)

 

The S.O.S. Band – Take Your Time (Do It Right)

anno: 1980
album d’origine: S.O.S.
autori: Harold Clayton, Sigidi
genere: post-disco
massima posizione in classifica: 3° (Stati Uniti)

Ricchi e Poveri – Mamma Maria

anno: 1982
album d’origine: Mamma Maria
autori: Cristiano Minellono, Dario Farina
genere: dance-pop
massima posizione in classifica: 16° (Italia)

 

New Order – Blue Monday

anno: 1983
album d’origine: Power, Corruption & Lies
autori: Gillian Gilbert, Peter Hook, Stephen Morris, Bernard Sumner
genere: synth-pop, alternative dance, Hi-NRG
massima posizione in classifica: 9° (Gran Bretagna)

Shannon – Let the Music Play

anno: 1983
album d’origine: Let the Music Play
autori: Chris Barbosa, Ed Chisolm
genere: dance-pop, freestyle, funk
massima posizione in classifica: 8° (Stati Uniti)

 

Claudio Cecchetto – Gioca jouer

anno: 1981
autori: Claudio Cecchetto, Claudio Simonetti
genere: italo disco
massima posizione in classifica: 1° (Italia)

 

 

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