Tenersi in forma è una faticaccia. Per quanto tutti noi sappiamo che sia importante e utile, ci è spesso difficile fare attività fisica, sia perché i ritmi del lavoro e della famiglia spesso remano contro, sia perché a volte siamo pigri ed indolenti. Esistono però, per fortuna, molte strategie per motivarsi a mantenere una certa regolarità nell’impegno. E oggi ci vogliamo concentrare sulla musica per correre.

Quando andiamo a fare jogging andiamo incontro alla nebbia delle nostre città, al freddo, alla fatica. E avere qualcuno o qualcosa che ci sostenga nello sforzo non può che farci bene. La musica riesce a fare tutto questo: se è quella giusta, spinge avanti le gambe, dà energia e tono ai nostri muscoli, fa passare più in fretta il tempo.

Certo, la musica per correre bisogna però saperla scegliere. Online trovate centinaia di playlist, una per ogni stagione o per ogni fase dell’allenamento. Ma quali sono le migliori, quelle che calcano meglio la mano sull’aspetto motivazionale?

Innanzitutto bisogna che le canzoni che scegliamo siano ritmate, energetiche. Lasciamo da parte la musica latina, che si adatta molto di più al ballo, e spostiamoci quindi su due generi tra loro piuttosto diversi, ma comunque adeguati allo scopo: il rock e il rap.

In questo ambito, infatti, abbiamo selezionato cinque canzoni che trovate qui di seguito e che ci sembrano adattissime per il running. Sono belle, forti, rabbiose, e vi sospingono anche quando vi sembra di non averne più le forze.

Le trovate, da scaricare, sui vari store online ma anche, ovviamente, su Spotify. Caricatevele o selezionatele sul cellulare, infilate le cuffiette e andate subito a provarle con una bella sessione di corsa.

 

1. Survivor – Eye of the Tiger

Cominciamo con un classico intramontabile, che va bene per la corsa ma funziona ottimamente per qualsiasi sport. Si tratta di Eye of the Tiger, il più grande – e irripetibile – successo dei Survivor, gruppo rock americano degli anni ’80.

Eye of the Tiger, il celebre brano dei Survivor tratto dalla colonna sonora di Rocky IIISe il titolo non vi dovesse dire niente, ascoltarla [1] vi riporterà immediatamente alla mente dove l’avete già sentita. L’attacco del brano è infatti uno dei più famosi della storia del rock e viene da anni usato in decine di film.

La prima pellicola che inserì la canzone nella propria colonna sonora fu però Rocky IV. A quanto narrano le cronache, Stallone aveva provato a farsi concedere dai Queen il brano Another One Bites the Dust, senza però riuscire a convincere il gruppo inglese. Per questo chiese ai giovani Survivor di provare loro a scrivere un pezzo nuovo.

L’occhio della tigre

Due dei cinque membri del gruppo – Jim Peterik e Frankie Sullivan – si misero pertanto all’opera e scrissero un pezzo che fece la loro fortuna. Arrivò infatti al numero 1 assoluto in America e divenne il secondo singolo più venduto dell’anno.

D’altronde, il brano fu molto apprezzato dalla critica, tanto da vincere il Grammy di quell’anno (era il 1983) per la miglior performance rock. Si stima d’altronde che il singolo, in questi 35 anni di storia, abbia venduto più di 9 milioni di copie.

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E fa decisamente al caso nostro, perché è un pezzo carico di energia, di vitalità, di forza. D’altronde, anche il testo è motivazionale. Eye of the Tiger, l’occhio della tigre, è un verso ispirato infatti da un film del 1969, La stirpe degli dei, in cui ad un certo punto si dice: «Ogni giorno affronta la vita con gli occhi della tigre».

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2. Eminem – Lose Yourself

Dopo un brano tipicamente rock, spostiamoci un po’ sui versanti del rap. Un rap comunque ritmato e influenzato dalle sonorità dei classici americani. Stiamo parlando di Lose Yourself, pezzo bello e famoso di Eminem pubblicato per la prima volta nel 2002.

Lose Yourself di EminemIl brano fu preparato per far parte della colonna sonora del film 8 Mile, interpretato dallo stesso Eminem e liberamente ispirato alla sua vita. E per questo cercava di riprodurne la durezza e la crudezza, com’è evidente anche dal videoclip che ne fu realizzato [2].

La canzone convinse subito, alla sua uscita, sia il grande pubblico che la critica. Da un lato, molti la considerarono il capolavoro del rapper del Detroit – e forse uno dei migliori pezzi di sempre in questo genere musicale. Dall’altro, il pezzo vinse l’Oscar per la miglior canzone originale e ben due Grammy.

Lose Yourself arrivò così al primo posto delle classifiche di tutto il mondo, Italia compresa. Nel nostro paese, anzi, il singolo si aggiudicò il disco di platino, grazie a più di 200mila copie vendute. Ma in altri paesi fece ancora meglio: negli Stati Uniti sfiorò i 7 milioni di copie, in Gran Bretagna superò quota 1 milione e in Giappone arrivò a 950mila.

Perdersi nella musica

Il testo del brano racconta sostanzialmente la trama del film, tra le difficoltà di un rapper bianco in un mondo (l’unico) dominato dai neri, la povertà, la delusione, la paura. Tutti sentimenti negativi a cui però Marshall Mathers risponde invitando se stesso a perdersi nella musica.

E quando si corre con le cuffiette infilate nelle orecchie, perdersi nella musica può essere davvero una buona cosa per trovare la giusta carica e la giusta energia.

 

3. Maroon 5 – Moves Like Jagger

Torniamo sul versante del rock, ma meglio ancora del rock che si trasforma in pop, con Moves Like Jagger dei Maroon 5 [3]. Il pezzo, datato 2011, fu uno dei principali responsabili dell’ascesa della band californiana, che da quel successo in poi è diventata una delle più seguite del mondo.

Moves Like Jagger dei Maroon 5 e Christina AguileraLa canzone, scritta da Adam Levine, Benjamin Levin, Ammar Malik e Shellback, venne eseguita in duetto con Christina Aguilera. Il tema era infatti d’amore, ma filtrato attraverso la danza: il testo infatti racconta di un approccio condotto da un uomo che si “muove come Mick Jagger”, il cantante dei Rolling Stones.

Il brano è evidentemente energetico, capace di mescolare riferimenti al rock classico (e al suo fascino “selvaggio”) e ritmi però ben più moderni, che sfociano nell’elettropop. Per questo può accontentare anche gusti diversi e può ispirare un buon ritmo di corsa.

Quando Mick Jagger ti porta in alto

Quando il brano uscì, i Maroon 5 avevano già vinto tre Grammy, tutti tra il 2005 e il 2007, quando avevano improvvisamente fatto la loro comparsa sulla scena che conta. Poi si erano presi qualche anno di pausa, e per questo il loro ritorno sulle scene era atteso da molti fan.

Bisognava soprattutto capire se il gruppo di Adam Levine sarebbe stato in grado di diventare una band dal successo planetario. L’album della conferma, Hands All Over, in realtà sembrò partire in modo relativamente fiacco. E deludere le aspettative di chi credeva che i Maroon 5 fossero pronti a compiere il grande passo verso lo stardom.

Tutto cambiò però quando – in seguito alla scarsa accoglienza dei primi singoli – i produttori decisero di lanciare Moves Like Jagger. Il brano uscì come quarto singolo e fece davvero il botto: arrivò al numero 1 della classifica USA e si stima che oggi sia l’ottavo più venduto di tutti i tempi, con 15 milioni di copie.

 

4. Beastie Boys – Sabotage

Abbiamo parlato di rap, abbiamo parlato di rock, abbiamo parlato di ritmo. Ora mescoliamo insieme tutte queste cose: quello che possiamo ottenere è il rapcore dei Beastie Boys, un hip hop che si mescola al punk, che si fonda sulla ritmica e il mitragliamento di parole.

Sabotage dei Beastie BoysTra tutte le canzone del trio newyorkese che avremmo potuto proporvi, abbiamo scelto Sabotage. Il brano venne pubblicato nel 1994, primo singolo del loro quarto album, Ill Communication. Un disco che si piazzò di nuovo al numero 1 della classifica americana, confermando il ruolo ormai di primo piano del gruppo.

E a trascinare il successo di quel disco fu proprio Sabotage, che entrò nel cuore dei ragazzi degli anni ’90. Il brano è ancora oggi considerato uno dei più influenti e belli di quel decennio [4], anche per l’utilizzo di distorsioni, scratch e però anche strumenti tradizionali.

Il video

Soprattutto, a determinarne il successo fu però anche il video di accompagnamento [5]. Diretto da Spike Jonze [6], si aggiudicò addirittura cinque nomination agli MTV Video Music Awards di quell’anno, non aggiudicandosi però alcun premio.

Si trattava, d’altra parte, di una sorta di cortometraggio in cui i tre Beastie Boys si inseguivano truccati a volte da poliziotti e a volte da delinquenti. L’intento era evidentemente quello di fare la parodia dei film e delle serie TV poliziesche degli anni ’70.

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Ma quella scelta non era solo artistica o provocatoria. Ben si accordava, anzi, al ritmo della canzone, che in effetti comunica un grande dinamismo e quasi spinge a correre e a farsi venire il fiatone.

 

5. Pink – Raise Your Glass

Concludiamo con un parziale ritorno alla melodia e con un po’ di sano pop-rock urlato. L’ultimo punto della nostra cinquina, infatti, è costituito da Raise Your Glass, successo del 2010 di Pink, pubblicato all’interno del primo greatest hits della cantante nordamericana.

La copertina del singolo di Raise Your Glass di PinkIl pezzo, scritto dalla stessa Pink assieme a Max Martin e Karl Schuster, è un inno ai primi dieci anni di carriera dell’artista ed è dedicato ai fan. Il ritornello, da questo punto di vista, è piuttosto emblematico.

Traducendolo in italiano suona infatti così: «E quindi alza il tuo bicchiere se sei sbagliato in tutti i modi giusti. Perdenti miei, non saremo mai, non saremo mai nient’altro che rumorosi, e in sostanza sporchi mostriciattoli. E allora perché non vieni e non alzi il tuo bicchiere, vieni e vieni e alza il tuo bicchiere».

L’energia e il successo

Anche questo pezzo, come gli altri che abbiamo presentato nella lista, ha ricevuto il plauso sia della critica che del pubblico. Non è un caso che subito abbia cominciato ad essere usato per spot televisivi, serie TV e anche film cinematografici, complice la sua capacità di trasformarsi in un vero e proprio inno.

L’arrangiamento e la particolare grinta di Pink, infatti, conferiscono alla canzone una carica emotiva che non può lasciare indifferenti. E che spinge – come fa la stessa cantante nel videoclip [7] – a rimboccarsi le maniche, saltare e urlare.

Negli Stati Uniti la canzone è arrivata fino alla posizione numero 1 della classifica di Billboard, mentre nei grandi paesi europei ha fatto un po’ più fatica. In Italia, comunque, ha conquistato il disco d’oro.

 

 

Note e approfondimenti

[1] Ad esempio qui.
[2] Lo si può vedere qui.
[3] La canzone può essere ascoltata qui.
[4] Lo trovate anche nella lista dei migliori pezzi degli anni ’90 secondo il severo sito Pitchfork.
[5] Qui trovate la clip. Su YouTube si trova anche una bella versione live registrata al David Letterman Show.
[6] Se il nome del regista non vi suona nuovo, non c’è da preoccuparsi: Jonze è anzi uno dei cineasti più interessanti degli ultimi anni. Dopo gli esordi nel campo della musica, è infatti passato a dirigere film di grande successo come Essere John Malkovich e Lei.
[7] A proposito del videoclip, potete trovarlo qui.
[-] La foto di copertina è di Jeff Drongowski e proviene dal suo account Flickr.

 

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