Avete mai sentito parlare del nodo Windsor? Probabilmente sì. Si tratta di uno dei più famosi nodi per cravatta, in cui si incappa facilmente anche quando si cerca un tutorial online per prepararsi all’ultimo minuto, prima di un matrimonio o di un’occasione importante.

Pochi però ne conoscono le caratteristiche, sanno da dove deriva il suo nome e soprattutto che significato abbia nel campo dell’abbigliamento maschile. Come ogni nodo, infatti, anche il Windsor ha delle particolarità che lo rendono perfetto in certe occasioni e meno adatto in altre.

Nell’articolo che segue troverete le risposte a tutte queste curiosità. E, soprattutto, vi mostreremo e spiegheremo anche come si fa, questo benedetto nodo Windsor. Procediamo.

 

1. Come si fa il nodo Windsor

Partiamo proprio dalla pratica, cioè da come si fa un nodo Windsor. Visto che le parole riescono a spiegare solo fino a un certo punto i movimenti da fare, abbiamo pensato di inserirvi alcuni video molto chiari, che potete usare come guida, come se foste davanti ad uno specchio. Il primo, anche se in inglese, è forse il più chiaro ed esplicativo.

Come vedete, bisogna prima di tutto far passare la cravatta attorno al colletto della camicia. Tenendo poi fermo il capo più snello, bisogna incrociare i due estremi a X. Questa X, come capirete, è fondamentale, perché poi la cravatta viene fatta passare dentro o davanti ad essa, in un senso o nell’altro, per formare il nodo.

Nel video qui sopra vedete quindi una spiegazione in italiano, più veloce ma comunque efficace, con anche qualche consiglio relativo alle camicie e alle cravatte più adatte per portare questo tipo di nodo. Infine, nel video qui di seguito potete ammirare ancora una spiegazione in inglese, ma più veloce e forse facile da replicare.

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2. Perché si chiama così

Dopo aver visto come si fa un nodo Windsor, cerchiamo di capire anche qual è la sua storia. In primo luogo, sappiate che Windsor non è affatto il suo unico nome (anche se è certamente quello con cui è più celebre). Come vedremo nel prossimo punto, infatti, c’è chi da tempo lotta per farlo chiamare nodo Scappino.

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L'eleganza di Edoardo VIII
Ma rimaniamo, per ora, sul nome Windsor. Questo deriva da Edoardo di Windsor, erede al trono inglese nei primi anni ’30. L’uomo, zio dell’attuale regina Elisabetta II, divenne re col nome di Edoardo VIII, ma come probabilmente saprete abdicò dopo neppure un anno di regno per sposare Wallis Simpson, un’americana pluridivorziata.

Ebbene, sia da principe che da re che, poi, da semplice membro della famiglia reale Edoardo manifestò una grande eleganza. È ricordato ad esempio come l’inventore dello smoking blue notte (il cosiddetto blue midnight) e dello smoking con collo rovesciabile. Questo nodo alla cravatta è intitolato quindi a lui perché spesso sembrava esibirlo.

Il duca di Windsor Edoardo e sua moglie Wallis Simpson

C’è però anche chi dice che il vero creatore del nodo, almeno all’interno della famiglia reale britannica, sia stato il padre di Edoardo, Giorgio V.

 

3. Chi lo ha realmente inventato

Come dicevamo, però, non furono il Duca di Windsor o suo padre ad inventare davvero questo nodo. I nobili britannici amavano circondarsi di sarti arditi e sperimentare nuove soluzioni, ma non erano certo dei designer. Anche in questo caso, il nodo fu creato altrove, e ben lontano dall’Inghilterra.

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Il vero creatore infatti è probabilmente italiano. Anche se è difficile stabilirlo con certezza assoluta, il nodo fu ideato infatti da Domenico Scappino, cravattaio piemontese che proprio negli anni ’30 iniziò la propria attività. La sua ditta ebbe infatti subito un grande successo, prima a Torino1, poi nel resto d’Italia, poi addirittura all’estero.

Una pubblicità Scappino degli anni '30

Scomparso nel 1980, Scappino non è diventato famoso a livello popolare come certi altri suoi colleghi campioni dell’alta moda italiana. Ciononostante, il suo nome è ancora molto stimato nell’ambiente, tanto che alcuni giornalisti stanno lavorando da anni affinché il suo nodo gli venga riconosciuto anche tramite il nome.

Una pubblicità della ditta Scappino

 

4. Per quali occasioni è adatto

Come in parte abbiamo già accennato, il nodo Windsor non va bene in ogni occasione o circostanza; è, in un certo senso, un nodo elegante ma anche esigente. Ad esempio, per farlo perfettamente bisogna avere una cravatta piuttosto lunga, perché, come avete visto dai video, gli incroci da fare sono parecchi.

Se ben condotto, però, vi porta a un risultato di sicuro impatto: il nodo è grande, triangolare ed esteso e perfettamente simmetrico. Per questo è considerato un nodo formale, adatto alle occasioni di lavoro ma anche a quelle più importanti e cerimoniali. Non è il caso di usarlo, invece, in contesti casual.

Anche per questi motivi, il nodo Windsor è spesso lo standard di diversi eserciti. Ad esempio è il nodo usato nelle divise ufficiali della RAF, la Royal Air Force britannica, e dell’esercito canadese. Anche nell’esercito italiano è considerato lo standard.

 

5. Cos’è il nodo Doppio Windsor

Molto spesso vi capiterà di imbattervi in un nodo chiamato Doppio Windsor (o Double Windsor, o Full Windsor, se consultate siti in inglese). Ebbene, sappiate che non è nulla di diverso dal nodo di cui abbiamo parlato fino ad adesso.

Visto infatti che il Windsor è un nodo piuttosto impegnativo e voluminoso, nel corso del tempo se ne è creata una versione più snella, chiamata Mezzo Windsor (o Half Windsor). Così, per distinguerli, si è cominciato in alcuni casi a chiamare il Windsor classico Doppio Windsor, o Windsor completo.

In pratica il Mezzo Windsor si ottiene, come potete vedere nel video che vi alleghiamo, se ci si limita ad un giro solo su un lato invece che su entrambi. Per questo si adatta meglio a cravatte meno lunghe e larghe, anche se, di conseguenza, colpisce anche meno l’occhio.

 

Note e approfondimenti

  • 1 Anche i Savoia li scelsero come fornitore ufficiale, come si può leggere ancora oggi sul sito della società, qui.

 

Segnala altre particolarità del nodo Windsor nei commenti.