Chi è un “au pair”? Cosa vuol dire essere una “ragazza alla pari“? Il nome dà già qualche indizio, sottolineando in due parole il principio su cui si basa l’operato dei ragazzi alla pari: la reciprocità.

Utilizzato in Francia per la prima volta agli inizi del XIX secolo, questo termine denominava le giovani inglesi che si recavano nel paese per impartire lezioni di inglese ai figli delle famiglie benestanti. Esse infatti, in cambio del loro lavoro quotidiano, miravano a ottenere un miglioramento della lingua e ad apprendere le buone maniere francesi, all’epoca una vera moda.

Gli anni passano, la società fa grandi passi avanti ma in tutto il mondo continuano ad essere molto richieste le figure di giovani ragazze che aiutano famiglie con bambini.

Un’esperienza anche per ragazzi

Così spuntano numerosi programmi e agenzie che si occupano unicamente di giovani – anche maschi, visto che oggigiorno non sono pochi quelli che sognano un’esperienza da “ragazzo alla pari” – che vogliono fare questo lavoro in svariati paesi del mondo, specialmente in Europa – Inghilterra e Londra in primis – e Stati Uniti [1].

Perlopiù si chiede ai ragazzi di lavorare come babysitter per una famiglia, vivendo sotto lo stesso tetto dei bambini di cui ci si prende cura e ricevendo un piccolo stipendio settimanale.

In genere si può scegliere di vivere all’estero dai 3 ai 12 mesi e i requisiti non sono molti: trovarsi nella fascia d’età tra i 18 e i 27 anni, avere la patente e chiaramente dimostrare una certa esperienza con i più piccoli.

Nel XXI secolo, proprio come un tempo, i ragazzi alla pari hanno la possibilità di migliorare l’apprendimento di una lingua straniera. Ormai questo, però, è solo uno dei tanti pretesti per convincersi a emigrare e provare quest’esperienza unica. Qui sotto ne elenco cinque, giusto per rendere l’idea.

 

1. Non ti sentirai mai solo

L’idea di partire per mesi, ritrovandosi in un paese sconosciuto, può far preoccupare. Uno dei tanti pensieri che tormentano la mente è la paura di sentirsi soli, lontano dalla madrepatria.

Di certo però non è questo il caso per tutti quelli che scelgono di diventare ragazzi alla pari. Essere un au pair permette infatti di stare sempre a contatto con la gente, garantendo numerose occasioni per conoscere tante nuove persone e anche veri amici.

Come ragazza alla pari ti avventuri in un mondo nuovo, ma non ti sentirai solaBisogna considerare infatti che non si vive mai da soli e, sebbene questo fattore possa creare a volte malcontento, in realtà offre numerosi vantaggi. All’arrivo in terra straniera ci sarà una famiglia ad attendere la nuova o il nuovo arrivato, cercando di rendere più facile l’impatto con le tante novità.

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Seppure vivere e lavorare contemporaneamente con le stesse persone può sembrare strano, il progetto raggiunge il suo obiettivo quando lo straniero si sente a proprio agio tra mura diverse da quelle di casa.

Famiglie di tutti i tipi

Le famiglie che possono accogliere sono naturalmente diversissime, ma tutte accomunate dal bisogno di due braccia in più in casa. L’idea dei progetti per gli au pair è infatti che questi ultimi siano qualcosa di più di un semplice impiegato, indipendentemente dal tipo di nucleo familiare in cui si trovano a lavorare.

È bello anzi vedere come dal nulla possa nascere un legame profondo e importante, come si creino relazioni che aiutano ad entrare in contatto con la cultura del nuovo paese, e importanti contatti che possono durare con il passare del tempo e il cambiare delle situazioni.

In più, ogni au pair ha un volto di fiducia, un’assistente locale il cui compito è quello di assicurarsi che vengano rispettare le norme del programma. E in molti casi questa assistente diventa anche una persona vicina alle nuove arrivate, con cui parlare in caso di necessità.

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2. Amici in tutto il mondo

Vivere all’estero come ragazza alla pari permette anche di aggiungere alla propria rubrica telefonica un’infinità di nuovi contatti. Si fanno facilmente tanti nuovi amici da poter chiamare per stare in compagnia nel tempo libero e con cui divertirsi.

Vivere all'estero come ragazza o ragazzo alla pari è anche un'occasione per stringere delle amicizieD’altronde gli amici della famiglia ospitante, i vicini di casa e il club delle babysitter sono tutti ottimi alleati per arrivare in fondo alle giornate lavorative. E comunque le occasioni non mancano di certo per trovare compagni di avventure con cui esplorare la città o nuovi amici del luogo che possono introdurti alla vita del paese.

Il bello di essere un ragazzo o ragazza alla pari è che dopo una settimana ci si lava di dosso la sensazione di essere un turista spaesato e, a poco a poco, si diventa parte integrante della comunità.

Dal lavoro all’amicizia

Un lato positivo saranno quindi le molte persone che si possono incontrare, difficili da trovare se non ci si mette in gioco nella vita. Inoltre la comunità dei ragazzi alla pari è molto ampia e, in qualsiasi luogo si scelga di vivere l’esperienza, ci saranno altri giovani che hanno già preso la stessa decisione e che spesso partono da altri paesi.

Il lavoro diventa quindi un’occasione rara per conoscere e fare amicizia con ragazzi da ogni parte del mondo. Diventa pertanto presto normale esplorare la città parlando in inglese con l’amica sudafricana, scrivendo un messaggio a quella tedesca e incontrandosi poco dopo con quella brasiliana.

Tutte persone unite da grandi passioni e obbiettivi comuni. Quelle passioni e quegli obbiettivi che vi hanno portato a compiere la stressa scelta, e ora unite in una città che diventerà sempre più vostra.

 

3. Un’esperienza che fa curriculum

C’è chi considera l’intera esperienza come tempo perso: mesi o anni interi buttati via per il capriccio di vivere all’estero. In realtà si tratta di tutto tranne che di un’esperienza inutile, anche per quanto riguarda il campo lavorativo.

I ragazzi che scelgono di vivere “alla pari” devono essere giovanissimi, appartenere alla fascia compresa tra la fine delle scuole superiori e gli anni del primo post-università.

Proprio per loro è quindi molto indicata un’esperienza lavorativa all’estero che permetta in breve tempo il perfezionamento di una seconda lingua, al giorno d’oggi quasi essenziale per trovare lavoro.

Verso un lavoro vero

Inoltre per molti ragazzi questa diventa la possibilità per confrontarsi con un lavoro vero. Certo, fare la babysitter per bambini con cui si divide la casa può sembrare più un passatempo che un impiego vero e proprio, eppure le au pair possono fare i conti con i primi stipendi, ore lavorative, impegni e scadenze.

Un'esperienza au pair aiuta anche a trovare lavoro dopoNon si tratta solo di un’occasione per responsabilizzarsi ma di un vero e proprio trampolino di lancio per incominciare a pensare al proprio futuro, fare progetti e cercare di realizzarli.

Al termine dell’esperienza non si porta a casa solo una valigia stracolma, ma anche un pezzo di carta che testimonia l’adesione ad un programma internazionale. E soprattutto la crescita personale che ne consegue.

 

4. Maturare in poco tempo

Piccoli ma importanti gesti quotidiani

Molti ragazzi alla pari notano un grande cambiamento in loro stessi al rientro a casa. Guardandosi allo specchio non vedono più la persona sperduta di poco tempo prima. Sembra che al suo posto ci sia qualcuno di diverso.

Indubbiamente un’esperienza del genere smuove qualcosa in noi, fa emerge qualcosa che nemmeno pensavamo di avere. I cambiamenti sono innumerevoli e generalmente si può legittimamente dire di essere tornati più maturi.

Facendo la ragazza alla pari si imparano molte cose, anche a cucinareVivere lontano dal proprio paese, e, per i più piccoli, dai propri genitori e dalla propria famiglia fa crescere più rapidamente e inevitabilmente responsabilizza i giovani in poco tempo. Ci si ritrova a preoccuparsi per se stessi come mai prima.

Da qui poi deriva che un lato positivo dell’intera esperienza è proprio il capire che in alcuni casi ce la si può cavare da soli. In caso di emergenza ci scopriamo adulti e preparati, capiamo che i problemi non sono sempre insormontabili come si pensa, ma allo stesso tempo arriviamo a capire quando è il momento di chiedere aiuto, che non è mai un segno di debolezza.

Inoltre, buona parte dei ragazzi alla pari si ritrova a cucinare per sé e per i bambini e lavare casa per la prima volta. Questo e altri gesti quotidiani, a partire dall’imparare a gestire uno stipendio, fino a decidere per sé quando è giusto rientrare a casa, aiutano a crescere a prendersi più sul serio.

 

5. Viaggiare, conoscere, scoprire

Cittadino del mondo “alla pari”

Essere un ragazzo o una ragazza alla pari è un’opportunità unica per conoscere ed esplorare. Per l’intero periodo – che siano mesi, o per qualcuno anche anni – si avrà del tempo libero per viaggiare e scoprire. Si allungherà così la lista delle città visitate, dei luoghi visti, dei paesaggi osservati, delle esperienze uniche provate e delle tantissime emozioni sentite.

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Se si decide di vivere all’estero per un tempo lungo come dodici mesi, allora si avranno da contratto due settimane di ferie. Un’occasione in più per mettere da parte i soldi settimanali e concedersi una vacanza speciale, un’avventura unica.

Cosa mettere in valigia?In molti casi poi, se i ragazzi alla pari si trovano in un paese in cui hanno bisogno di un visto per la permanenza, il programma concede agli au pair un mese di visto prolungato per poter viaggiare senza dover lavorare e vivere in famiglia.

Da non sottovalutare sono poi tutte quelle occasioni quotidiane in cui si ci si arricchisce culturalmente, senza necessariamente prendere un aereo. Non è infatti un caso se l’intera esperienza viene denominata “scambio culturale”.

I ragazzi non solo trasmettono la propria cultura e tradizioni, ma vengono sommersi da quelle locali. Con il tempo si impara, si scoprono e apprezzano tutte le differenze che un paese e la sua gente hanno da offrire. E se conoscenza è potere, si diventa in poco tempo forti come mai prima.

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Note e approfondimenti

[1] Secondo i dati di Au Pair World, i paesi col maggior numero di ragazzi che partono sono Spagna, Francia, Germania ed Italia. E la maggior parte di loro punta verso Gran Bretagna, Francia e Germania. Il paese che però attira di più non in termini assoluti, ma in proporzione rispetto alla popolazione è l’Irlanda, dove c’è anche un gran numero di famiglie ospitanti.

 

Segnala altri buoni motivi per fare la ragazza alla pari negli USA o altrove nei commenti.

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Serena Leggieri
Mi chiamo Serena Leggieri, ho 20 anni e sono di un paesino vicino Milano. Attualmente però vivo a New York come ragazza alla pari, in attesa di riprendere gli studi. Adoro scrivere e comunicare emozioni solo con l'uso di una penna o una tastiera. Viaggio spesso, a piedi, in macchina, con l'aereo e ancora di più con la mente.