Le regole del tennis in parole semplici (e in cinque punti)

Le regole del tennis spiegate in modo semplice

Per un neofita, le regole del tennis e non sono semplicissime da capire. Il ponteggio cresce infatti in maniera piuttosto strana, i punti stessi vengono assegnati in modo a volte incomprensibile, le strisce disegnate sul campo sono parecchie, con anche variazioni tra il singolo e il doppio. Insomma, se avete visto qualche partita ma non ci avete capito molto siete nel posto giusto: oggi infatti proveremo a spiegarvi le regole del tennis in modo semplice.

Come vedrete dal sommario qui di seguito, abbiamo strutturato l’articolo in molti punti, nei quali comunque cercheremo di essere chiari e sintetici allo stesso tempo.

Se conoscete già alcune delle regole ma avete un dubbio solo su alcuni particolari, saltate dunque direttamente al punto che vi interessa di più. Altrimenti, buona lettura.

 

1. Lo scopo e l’equipaggiamento

Partiamo dalle basi: lo scopo del gioco è quello di mandare la pallina nella metà del campo opposta, quella occupata dall’avversario o dagli avversari, facendo in modo che la palla tocchi una volta a terra all’interno del campo e che l’avversario non riesca a rispondere, non riesca cioè a rimandare la palla nella vostra età campo.

Quando questo avviene si guadagna un punto e la somma di tanti punti, in precise modalità che adesso illustreremo, permette di vincere la partita.

L'equipaggiamento per il tennis
La palla, ovviamente, deve essere sempre colpita con una racchetta e mai con la mano. Un colpo è valido quando racchetta colpisce la palla al volo oppure dopo un solo rimbalzo.

Se invece la pallina effettua due rimbalzi sulla propria metà campo il punto viene assegnato all’avversario. Idem, ovviamente, se la nostra risposta finisce fuori dal campo o si ferma sulla rete.

Le dimensioni del campo

Visto che abbiamo citato il campo, vale la pena fin da subito di presentarne le dimensioni. Un campo misura 23,78 metri di lunghezza e 10,97 metri di larghezza. In questa larghezza sono compresi anche i cosiddetti corridoi laterali, larghi 1,37 metri.

Questi ultimi non costituiscono parte del campo nelle partite di singolo, quando cioè si contrappongono due giocatori, uno contro l’altro. Sono invece parte integrante del campo durante la partita di doppio, quando cioè ci sono due giocatori su una metà campo e due sull’altra.

Il campo da tennis visto dall'alto
Se queste dimensioni sono standard, diverso però può essere il fondo di gioco. Il tennis può essere giocato infatti su superfici di terra battuta (in genere di colore rossastro), d’erba, di cemento o anche al chiuso, all’interno di una palestra.

È evidente che ogni tipo di terreno, però, incide sulla modalità di gioco, in quanto la pallina rimbalza in maniera diversa su queste superfici.

Anche per questo motivo, nei principali tornei mondiali ci sono differenze sul fondo che garantiscono a volte anche risultati veramente sorprendenti, perché ci sono giocatori che rendono meglio sull’erba ed altri invece che giocano meglio sulla terra battuta.

L’altezza della rete e il peso della pallina

A metà del campo si piazza poi la rete, che ha un’altezza di 0,914 metri al centro e di 1,07 metri ai lati, dove ci sono i pali di sostegno. Questi pali devono trovarsi ad una distanza di 0,91 metri dal campo di gioco.

La rete del campo da tennis
La pallina regolamentare ha un diametro che deve essere compreso tra i 6,54 e i 6,86 centimetri. Il peso a sua volta deve essere compreso tra il 56 e i 59,4 grammi. Come vedrete assistendo a una partita, i giocatori ne ricevono ad ogni battuta, infilandosene una o due anche nei calzoncini.

Secondo il regolamento, nei tornei professionistici comunque le palline vengono sostituite con altre nuove ogni nove giochi, anche se la prima volta si attendono solo sette giochi per poterle cambiare, perché di solito le palline con cui si inizia la partita sono quelle che sono state usate durante il riscaldamento.

 

2. Il sistema dei punti e come si vince

Visto che abbiamo parlato di giochi, conviene vedere come funziona il punteggio. Come detto i punti si assegnano quando l’avversario non riesce a rispondere al proprio colpo, o mandando la palla fuori, o mancandola, o spedendola in rete. Ogni volta che questo avviene si ottiene un punto.

I punti però non vengono conteggiati nella maniera tradizionale. La partita infatti è divisa prima in set e poi in game o giochi. A loro volta i giochi sono suddivisi in punti che però seguono una successione numerica particolare. Invece di 1, 2, 3, 4 e così via dovete infatti abituarvi al particolare sistema del tennis che prevede 15, 30, 40 e Vittoria.

Una partita di tennis al momento sullo 0-15
Concretamente quindi ad inizio partita si gioca il primo game del primo set. Quando un giocatore mette a segno il primo punto, si porta sul 15-0. Qualora l’avversario conquistasse il secondo punto, il game si porterebbe sul 15-15. Il primo giocatore a fare un altro punto andrebbe quindi sul 30-15, poi ancora sul 40-15 e infine vincerebbe il game.

Attenzione, però: per vincere il game bisogna avere almeno due punti di vantaggio sull’avversario. Quando infatti i due giocatori si trovano sul 40-40 si va ai cosiddetti vantaggi. Il primo giocatore cioè a far punto in quel caso si porterebbe solo in vantaggio sull’avversario. Avrebbe cioè bisogno di un ulteriore punto per conquistare il game.

Se invece a segnare un punto fosse in quel momento l’avversario, si ritornerebbe in parità. Anche per questo motivo la durata delle partite di tennis è imprevedibile: sia perché gli scambi possono essere molto lunghi e quindi i punti durare parecchio tempo, ma anche perché il sistema dei vantaggi fa sì che uno stesso game possa durare molto più del previsto.

Come si tiene conto del punteggio: Game, set, match

Quando si vince un game, comunque, ci si porta, almeno ad inizio partita, sull’1-0. In pratica nel primo set, in quel momento, conduce uno dei due giocatori, avendo vinto un game. Per vincere il set, però, bisogna aggiudicarsi almeno sei game.

Perché diciamo “almeno” sei? Perché in realtà anche in questo caso bisogna tenere presente che per aggiudicarsi il set servono almeno due game di vantaggio sull’avversario. Il set, quindi, si può vincere con i seguenti punteggi: 6-0, 6-1, 6-2, 6-3, 6-4.

Il punteggio nel tennis (foto di Luiz Eduardo via Flickr)
Il punteggio nel tennis (foto di Luiz Eduardo via Flickr)

Se invece due giocatori dovessero arrivare a una parità di 5-5, uno dei due, per aggiudicarsi il set, dovrebbe riuscire a portarsi sul 7-5. A volte, ovviamente questo avviene, ma altre volte è frequente anche trovarsi fermi sul 6-6. In quel caso si procede con il tie-break di cui parliamo velocemente nel prossimo capoverso.

Prima di addentrarci in questa particolare possibilità, però vediamo di concludere il discorso sulle partite. Con un certo numero di game si vince il set e, ovviamente, con un certo numero di set si vince la partita. Ma quanti?

In base al tipo di torneo, la vittoria viene assegnata al meglio dei 3 o dei 5 set. Ovvero in certi tornei, e soprattutto nel tennis femminile, per aggiudicarsi la partita basta vincere 2 set (quindi 2-0 oppure 2-1); in altri tornei, soprattutto nei principali tornei maschili, per vincere la partita bisognerà invece conquistare almeno tre set (e quindi si vincerà 3-0, 3-1 oppure 3-2).

Il tie-break

Diamo però ora, come promesso, un po’ di risposte su questo benedetto tie-break, che si gioca quando i giocatori sono fermi sul 6-6. In questo caso e solo in questo caso i punti non vengono assegnati secondo il normale criterio illustrato precedentemente, quello cioè della successione 15, 30, 40 e Vittoria, ma secondo la normale successione numerica.

In pratica in questo caso, ogni volta che un giocatore mette a segno un punto riceve esattamente un punto e quindi si porterà ad esempio sull’1-0, sul 2-0, sul 2-1 e così via. Il tie-break si conclude quando uno dei due giocatori arriva a sette punti con però almeno due punti di vantaggio.

Le palline da tennis sul campo
Quindi, per essere molto concreti, il tie-break si può concludere sul 7-5, sul 7-2, sul 7-0, ma mai sul 7-6. Nel caso in cui, infatti, due giocatori arrivino entrambi a 6 punti bisognerà andare avanti ad oltranza finché uno dei due non avrà almeno due punti di vantaggio sull’avversario. Quindi il tie-break potrà finire 8-6, 9-7, 10-8 e così via.

Ci sono però un altro paio di discorsi da fare riguardo a questo particolare momento della partita. In primo luogo nel doppio il tie-break non esiste più, visto che questa regola è stata sostituita dal cosiddetto killer point: in pratica chi riesce a mettere a segno il primo punto ottiene il set.

La seconda particolarità invece riguarda la battuta durante questo particolare game, ma per vedere meglio questo discorso passiamo al prossimo punto, in cui presenteremo il servizio in dettaglio e vedremo anche le eccezioni da tenere in mente nel caso del tie-break.

 

3. Il servizio

Nel tennis il servizio è molto importante, perché è l’atto che dà il via ad un’azione. Per essere valido il giocatore che serve deve colpire la palla ovviamente con la racchetta e farla rimbalzare nel rettangolo di campo che si trova nella metà campo avversaria, immediatamente sotto la rete e opposto al lato da cui batte il battitore.

In genere il turno di servizio comincia sempre da destra, quindi il battitore si posiziona sul lato destro del proprio campo e serve la palla facendola rimbalzare sul quadrante sinistro del campo avversario. Ovviamente poi nel turno successivo batterà da sinistra.

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Inoltre, bisogna ricordare che ogni battitore ha due possibilità per effettuare un servizio: se la prima volta infatti spedisce la palla al di fuori del rettangolo o in rete, può riprovare.

Spesso, comunque, il servizio può essere un colpo decisivo, tanto è vero che sono stati coniati dei nomi specifici per quei servizi che portano direttamente al punto.

Quando infatti un giocatore serve e l’avversario non riesce neppure a colpire la palla si ha un ace, mentre quando l’avversario riesce a colpire la palla ma non riesce ad indirizzarla nella metà campo avversaria si ha un servizio vincente.

Le regole riguardo ai falli

Abbiamo detto che ci sono due possibilità per mettere in campo un servizio valido. Nel caso in cui entrambe le possibilità vengano però sprecate, e cioè nel caso in cui anche la seconda battuta finisca in rete o fuori, si verifica un doppio fallo e il punto viene assegnato all’avversario.

A questo punto c’è però anche un’eccezione da sottolineare: può anche darsi che la palla rimbalzi nel rettangolo giusto, ma prima di farlo tocchi la rete, o meglio il nostro bianco al di sopra di essa. In questo caso si verifica un “let” (e non un “net”, come spesso si crede): il battitore potrà ripetere la battuta senza che la prima venga conteggiata.

L’alternarsi al servizio

Un giocatore serve per tutta la durata di un game. Dopodiché, nel game successivo, il servizio passa all’avversario, in modo che ci sia sempre alternanza tra i due giocatori. A questa regola fa però eccezione il tie-break, come dicevamo prima.

In questo caso, infatti, comincia a battere il giocatore a cui effettivamente spetterebbe il turno di battuta, ma nei punti successivi i giocatori si alternano al servizio ogni due punti giocati, in modo da servire ciascuno un punto battendo da sinistra e un punto battendo da destra.

 

4. La palla dentro o fuori

Se avete avuto modo di vedere delle partite di tennis, avrete sicuramente notato che il più delle volte le polemiche tra i giocatori e nei confronti dell’arbitro riguardano colpi che finiscono vicino alla linea e che quindi possono essere giudicati a volte dentro e a volte fuori.

La regola generale è che la palla che tocca la linea è da considerarsi interna, visto che la linea fa campo.

Una pallina da tennis sulla linea del campo
Visto però che le azioni vengono giocate a grande velocità e che i giocatori vedono la palla rimbalzare da prospettive spesso oblique, possono comunque nascere grandi questioni riguardo a dove sia caduta la palla. Per questo nel corso degli anni, almeno per i tornei più importanti, sono state introdotte tecnologie molto avanzate.

Quella maggiormente in uso negli ultimi anni è la tecnologia Hawk-Eye, tramite cui una decina di telecamere seguono la pallina e fotografano ogni suo movimento. Il tennista che ritiene che un giudice abbia visto male può chiedere dunque il Challenge, ovvero l’intervento appunto di questa tecnologia per dirimere la questione.

Il Challenge può essere invocato fino a un massimo di tre volte durante un incontro, ad eccezione del tie-break, per il quale i tennisti hanno un Challenge aggiuntivo. Nel caso in cui, però, la chiamata nel tie-break si riveli esatta, il conto dei Challenge non viene decurtato.

Il nome di alcuni colpi importanti

Visto che abbiamo parlato di Challenge e di Hawk-Eye, vale la pena di citare alcune altre parole chiave che vengono spesso usate nel tennis e che potrebbero non essere del tutto chiare al neofita. Abbiamo già parlato di ace, servizio vincente e let, ma ora vediamo anche alcuni colpi che possono essere usati dai giocatori.

Innanzitutto esiste il dritto, colpo piazzato col braccio in estensione verso l’esterno, quindi da destra se il tennista è destrorso o da sinistra se è mancino. Si tratta del colpo di più facile esecuzione e in cui si riesce ad imprimere maggior potenza, ma può risultare difficile nel caso in cui la palla abbia un particolare effetto.

Un giocatore di tennis pronto ad esibire il dritto
Un altro colpo fondamentale è poi il rovescio, che invece rappresenta il colpo opposto rispetto al dritto: il giocatore destrorso lo effettua difatti a sinistra, piegando il braccio all’interno, mentre il giocatore mancino lo effettua a destra. Il rovescio può essere effettuato ad una mano, più elegante, o a due mani, più potente.

Quando invece il colpo viene effettuato al volo, senza lasciar rimbalzare la pallina, si è davanti ad una volée. Ovviamente, perché questa sia valida bisogna che la pallina abbia superato la rete, per non incappare nel fallo di invasione. La volée può essere sia di dritto che di rovescio e la si usa per prendere in controtempo l’avversario.

Menzioniamo infine il lob, che altro non è che il pallonetto, difficile da eseguire ma anche tremendamente efficace.

Il colpo decisivo

Inoltre, visto che parliamo di terminologia, conviene concludere questo discorso citando il game point, il set point e il match point. Queste espressioni fotografano il momento in cui uno dei due giocatori arriva ad un solo punto dalla conquista rispettivamente di un game, di un set o di tutta la partita.

Il senso dell’espressione è quello di indicare che a quel giocatore, in pratica, basta un punto per chiudere.

 

5. Il funzionamento dei tornei

Concludiamo con una veloce panoramica sui principali tornei, o meglio sul loro funzionamento. Non staremo a addentrarci troppo sulle singole competizioni, su Wimbledon o su Roland-Garros, anche perché questi grandi tornei a volte – e soprattutto di recente – cambiano in parte le loro regole sperimentandone di nuove.

In generale basti dire che tutti i principali tornei sono organizzati secondo la regola dell’eliminazione diretta. C’è quindi sempre una finale, preceduta da due semifinali, da quattro quarti di finale e così via.

Per evitare che i giocatori più forti si incontrino nelle fasi iniziali del torneo, è previsto che vengano nominate delle teste di serie, disposte sul tabellone in modo da non scontrarsi tra loro prima delle fasi finali. Il resto delle posizioni, poi, viene assegnata per sorteggio.

I tipi di torneo più particolari

Oltre a questa tipologia, tipica anche dei tornei del cosiddetto Grande Slam, esistono poi anche tornei a gironi e tornei a squadre.

In quelli a girone i giocatori vengono divisi appunto in due o più gironi e si devono scontrare tra loro prima di qualificarsi alla fase a eliminazione diretta. A questo tipo di torneo appartiene l’ATP World Tour Finals che si gioca a fine anno.

Una gara di Coppa Davis
Nei tornei a squadre, invece, i tennisti vengono divisi appunto in squadre, di solito in base alla loro nazionalità, e si confrontano tra loro portando punti al loro team. Fanno parte di questa tipologia la prestigiosa Coppa Davis e la più recente ATP Cup.

 

E voi, quale regola del tennis preferite?

 

Ci sono altre regole del tennis da segnalare? Indicacele nei commenti.

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