Scoperto il fossile di un pinguino grande quanto un uomo

Siamo abituati ad immaginare i pinguini sempre simili a come li vediamo oggi, negli zoo: piccoli e simpatici animali che si muovono in maniera un po’ buffa e che manifestano a volte un particolare senso di protezione per i loro simili più indifesi. Un recente ritrovamento in Nuova Zelanda, però, potrebbe presto farci cambiare idea: è stato recuperato infatti il fossile di un pinguino gigante, alto 1,60 metri.

Il ritrovamento è stato effettuato da un paleontologo amatoriale, che ha trovato le ossa delle gambe del pinguino, da cui poi si è stimata l’altezza di questo esemplare. E non solo l’altezza: si pensa che questo grande animale preistorico pesasse ben 80 chilogrammi.

La nuova specie è stata ribattezzata Crossvallia waiparensis e risulta così essere quattro volte più pesante (e 40 centimetri più alta) del pinguino imperatore, il più grande pinguino esistente ai nostri giorni. Questo enorme pinguino si sarebbe poi evoluto durante il Paleocene, dopo la scomparsa dei dinosauri.

La Nuova Zelanda, per la verità, non è nuova a ritrovamenti del genere. Ad esempio solo poche settimane fa è stato scoperto anche il fossile di un pappagallo gigante, che aveva un’apertura alare di tre metri, il più grande mai documentato sulla Terra.

Dagli studi su questo fossile i ricercatori ipotizzano che il pinguino gigante avesse dei piedi più grandi di quello attuale, molto più utili per nuotare. E che inoltre sia imparentato con un’altra specie di pinguini del Paleocene che è stata identificata tempo fa tramite dei fossili ritrovati nell’Antartide: il Crossvallia unienwillia.

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