Se siete amanti dei giochi di carte, sapete di certo che esistono, nella nostra tradizione due tipi principali di mazzi. In genere vengono chiamate carte francesi e carte italiane, ma il modo più semplice per distinguerle consiste nel contare il numero di carte: il mazzo francese ha infatti 52 carte, quello italiano (chiamato anche spagnolo) 40. Ma le carte italiane, poi, presentano varie differenze regionali, tanto è vero che si parla di carte napoletane, piacentine, trevigiane e così via. Oggi ci soffermiamo sulle prime, presentando alcuni esempi di solitario con le carte napoletane.

Ovvio che in realtà, all’interno di queste varianti regionali, le differenze sono minime: riguardano perlopiù la grafica con cui vengono rappresentate le varie figure. Si gioca però in tutti i casi sempre con quattro semi (spade, coppe, denari e bastoni), mentre le carte sono sempre 40.

Pertanto, i solitari che si possono fare con le carte napoletane possono essere giocati, tranquillamente, anche con quelle bolognesi, bresciane, trevigiane, bergamasche, piacentine e così via. Parliamo però per comodità appunto di quelle napoletane, che sono più diffuse soprattutto nel centro e sud Italia1.

 

1. Piramide

Quello chiamato Piramide è uno dei solitari più noti e intriganti che si possono fare con le carte “da briscola”. Una veloce spiegazione delle sue regole la trovate nel video qui di seguito, ma cerchiamo di darla anche a parole. Per prima cosa, bisogna creare una piramide di carte di lato 7, e quindi disporre 7 righe di carte di quantità crescente.

Le prime sei righe presenteranno carte coperte, mentre l’ultima, quella composta da 7 carte, scoperte. Lo scopo è trovare due carte che, sommate tra loro, diano risultato 10: se le troviamo le possiamo togliere dal tavolo e andare via via a scoprire le carte “libere” successive. Per aiutarsi si usa un mazzo composto dalle carte non disposte a piramide.

 

2. Napoleone

Il secondo gioco è solitamente chiamato Napoleone, anche se può assumere nomi diversi a seconda delle regioni. Funziona così: bisogna prima di tutto disporre le carte del mazzo su quattro file, come nel video che vedete qui sotto, lasciando un buco nel mezzo in cui andrà inserito, se possibile, l’asso.

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Scopo del gioco è spostare le carte più esterne su carte dello stesso seme immediatamente superiori o inferiori, in modo da liberare le carte più piccole da impilare al centro, nei quattro mazzetti che si vanno via via costituendo a partire appunto dall’asso. Per completare il solitario, bisogna aver la capacità di progettare più mosse in una sola volta.

 

3. Orologio

L’orologio è un solitario molto semplice e in cui la strategia conta abbastanza poco, mentre è fondamentale la fortuna. Prima di tutto bisogna disporre 12 carte a cerchio, come se fossero le ore di un orologio. Si inizia poi a scartare le carte del mazzo rimanente, ponendone una scoperta e una coperta, alternativamente.

Quando una delle scoperte è uguale a una carta presente nell’orologio, quest’ultima viene rigirata. Lo scopo è arrivare a rigirare tutte le carte dell’orologio sfruttando, al massimo, l’ultima carta del mazzo di quelle coperte.

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4. Scarta i re

Anche il gioco Scarta i re è basato sostanzialmente sulla fortuna ed è quindi un puro passatempo, in cui non c’è bisogno di pensare più di tanto. Si dispongono le 40 carte in questo modo: 36 coperte, su 4 file da 9 carte ciascuna. Le ultime 4, all’esterno di queste file, invece scoperte.

Ogni fila rappresenta un seme e ogni posizione verticale un valore della carta, dall’asso alla donna (manca il re). Se la prima carta scoperta – come nell’esempio qui sopra, che però usa le carte francesi – fosse un 4 ad esempio di bastoni, dovremo andare a mettere questa carta nella posizione giusta e sostituirla con quella, coperta, che occupa quel posto.

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A quel punto quella nuova carta dovremo girarla e metterla al posto in cui dovrebbe essere, e andare avanti così fino a quando non troviamo un re (che non permette più di sostituire una carta coperta e quindi va scartato). Così si fa con le altre tre carte. Il solitario si completa se si riesce a girare tutte le carte prima di aver trovato i 4 re.

 

5. Bidone

L’ultimo solitario che vi presentiamo è il cosiddetto Bidone o Bidoncino. Si dispongono le 40 carte su 16 mazzetti, a formare una griglia 4×4. Lungo le due diagonali di questa griglia ci saranno mazzetti composti da due carte coperte e una scoperta; nelle altre posizioni da una coperta e una scoperta.

Quando si troverà un asso lo si sistemerà a parte; sopra ad esso si dovranno impilare via via, in ordine, tutte le carte dello stesso seme che si troveranno. Nella griglia, le carte scoperte potranno inoltre essere spostate ma solo per porle sopra ad una carta dello stesso seme e del valore immediatamente superiore.

 

Note e approfondimenti

  • 1 Se poi volete approfondire, qui trovate una veloce storia di questo tipo di carte.

 

Segnala altri solitari con le carte napoletane nei commenti.