Spider-Man è il personaggio più celebre della Marvel Comics. Creato da Stan Lee e Steve Ditko nel 1962, è entrato in breve tempo nel cuore dei lettori, oltre che per le sue storie, anche per il fatto che sotto la maschera dell’eroe vi è una persona comune, Peter Parker, un personaggio in cui molti possono identificarsi. E portare avanti anche nella vita reale la lezione che lui ha imparato sulla propria pelle: da un grande potere derivano grandi responsabilità1.

Sin da quando è comparso per la prima volta su Amazing Fantasy 15, Spider-Man è stato protagonista di numerose, mirabili storie. Ne abbiamo scelta una per ogni decade, partendo dal decennio in cui è stato creato, in attesa che anche questo decennio che sta per concludersi ci regali altre piccole gemme.

 

1. Il capitolo finale

Se è scritto nel destino è una saga dipanatasi nei numeri 31/33 di Amazing Spider-Man, pubblicata tra il 1965 e il 1966 e ideata da Stan Lee e Steve Ditko.

Il capitolo finale di Stan Lee e Steve DitkoPeter Parker inizia a frequentare l’università, ma la tragedia è in agguato quando zia May cade preda di una malattia terminale. L’unica cura risiede in un composto chiamato ISO-36, il quale però è nelle mani del Dr. Octopus, che sta compiendo alcuni furti lungo la città di New York con l’identità di Coordinatore.

Determinato più che mai, Spider-Man rintraccia il covo del criminale, tuttavia Octopus fa precipitare contro di lui un pesante macchinario, che lo intrappola, col composto a pochi metri da lui, ma irraggiungibile.

 
Ed è qui che inizia Il capitolo finale. In cinque tra le più drammatiche pagine mai disegnate, Spider-Man sembra prossimo ad arrendersi e incapace di liberarsi, ma con un immenso sforzo di volontà riesce infine a sollevare il macchinario e a recuperare il composto, il quale salva la vita di zia May.

Questa storia è stata tra l’altro omaggiata in maniera dichiarata nel film Spider-Man: Homecoming.

 

2. La trilogia della droga

La cosiddetta Trilogia della droga (o Green Goblin Reborn) è una saga dipanatasi nei numeri 96/98 di Amazing Spider-Man, pubblicata nel 1971 e ideata da Stan Lee, con i disegni di Gil Kane e John Romita Sr.

La Trilogia della droga, storia classica di Spider-Man

Norman Osborn alias Goblin, uno dei nemici più insidiosi di Spider-Man, recupera la memoria, ricordandosi così della vera identità dell’eroe, che aveva appreso in uno dei loro primi scontri.

 
Nel frattempo, Peter Parker scopre che Harry Osborn, figlio di Goblin e suo compagno di appartamento, sta facendo uso di droghe leggere in quanto reduce da una delusione amorosa e a causa di un padre troppo impegnato con gli affari per badare a lui. Una successiva dose più ampia lo porta a essere vittima di una overdose e a essere ricoverato in ospedale.

Qui Spider-Man attira Goblin che, alla vista del figlio sofferente, sviene, riperdendo nuovamente la memoria.

La denuncia sociale

Questa saga ha un curioso retroscena: il Dipartimento della Sanità dell’amministrazione Nixon chiese a Stan Lee una storia che condannasse l’uso delle droghe leggere, una piaga sociale tra i giovani statunitensi, tramite il personaggio più celebre della Marvel.

Lee la scrisse cercando di non essere troppo retorico ma, quando si trattò di sottoporre la storia all’organismo censorio statunitense sui fumetti, il Comics Code, questa venne bocciata con la motivazione che il regolamento del Comics Code impediva qualsiasi rappresentazione delle droghe, anche negativa.

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Lee non demorse e, col benestare del suo editore, fece pubblicare la storia senza l’approvazione dell’organismo censorio. Questa si rivelò un incredibile successo, facendo sì che da quel momento in poi il Comics Code allentasse i suoi cordoni e, col passare del tempo, svanisse del tutto.

 

3. L’ultima caccia di Kraven

L’ultima caccia di Kraven (Kraven’s Last Hunt) è una saga in sei capitoli pubblicata nel 1987, dipanatasi su Amazing Spider-Man, Spectacular Spider-Man e Web of Spider-Man e ideata da J.M. DeMatteis e Mike Zeck.

L'ultima caccia di Kraven, una delle storie più belle di Spider-Man

Kraven il Cacciatore, uno degli storici nemici di Spider-Man, dopo anni in cui è sempre stato sconfitto, tenta un’ultima sortita contro il suo avversario: riesce a rintracciarlo e, tramite un dardo tranquillante, lo seppellisce vivo.

 
Kraven indossa poi una replica del suo costume e, nell’intento di dimostrarsi superiore a Spider-Man, inizia a pestare in maniera brutale dei criminali e a catturare Vermin, che l’eroe da solo non era riuscito in precedenza a sconfiggere.

Dopo due angoscianti settimane, Spider-Man – guidato dall’amore per Mary Jane Watson – riesce a riemergere dalla tomba e ha un ultimo confronto con il suo avversario, il quale dichiara di aver vinto, lasciando poi libero Vermin. Mentre l’eroe insegue Vermin, Kraven ripensa a sua madre, prima di suicidarsi con un fucile.

Da anni DeMatteis cercava di proporre una storia simile alla DC Comics, incentrata prima su Wonder Woman e poi su Batman, ma ricevendo sempre dei rifiuti prima che la Marvel gli desse il via libera. Nel corso della storia, viene citata più volte – riadattata per l’occasione – la poesia The Tyger di William Blake, che funge da metafora del confronto tra Kraven e Spider-Man.

 

4. La saga del clone

La Saga del clone è una delle storyline più celebri e complicate con protagonista Spider-Man, dipanatasi su svariate testate tra il 1994 e il 1996 e a cui hanno contribuito decine di sceneggiatori, tra cui Tom DeFalco, J.M. DeMatteis e Dan Jurgens.

La saga del clone di Spider-ManPeter Parker incontra Ben Reilly, una esatta copia di se stesso. Ben dichiara di essere un clone che Peter ha affrontato anni prima, creato dallo Sciacallo, un ex professore universitario. Quest’ultimo ritorna sulla scena e inizia a insinuare il dubbio che in realtà il clone sia Peter, fino a convincerlo ad abbandonare New York e lasciare l’identità di Spider-Man a Ben Reilly.

In realtà il tutto alla fine si rivela un perfido inganno perpetrato da Norman Osborn per portare alla follia Peter Parker e, nello scontro finale, Ben Reilly viene trafitto dall’aliante del criminale diventando polvere, confermando così che era davvero lui il clone.

 
Nata come esperimento editoriale per ricalcare le orme della Morte di Superman, la Saga del clone è diventata ben presto un guazzabuglio narrativo che nessuno, editor e sceneggiatori, aveva la minima idea di come concludere. Ne è prova l’eccessiva durata triennale.

Nonostante ciò, tale saga continua ad avere degli estimatori e il personaggio di Ben Reilly, tra flashback e resurrezioni, rimane ancora oggi una pedina importante dell’universo ragnesco.

 

5. Tornando a casa

Tornando a casa (Coming Home) è una saga dipanatasi sui numeri 30/38 di Amazing Spider-Man (Vol. 2), pubblicata tra il 2001 e il 2002 e ideata da J. Michael Straczynski e John Romita Jr.

Tornando a casa, l'esordio di J. Michael Straczynski

Peter Parker si è appena separato da Mary Jane Watson e si ritrova costretto ad affrontare due nuove minacce: il vampiro psichico Morlun, ma soprattutto il misterioso uomo di nome Ezekiel, in possesso dei suoi stessi poteri.

 
Costui rivela a Peter che il morso del ragno che anni prima gli diede i poteri non fu casuale e che Spider-Man incarna una forza totemica di cui Morlun rappresenta l’opposto.

Grazie all’aiuto di Ezekiel, il quale sembra perire nel conseguente scontro, Spider-Man riesce a debellare la minaccia di Morlun, ma tornato a casa esausto non si avvede dell’arrivo di zia May, che scopre così la sua doppia identità.

Questo porta a un confronto tra i due, durante il quale infine Peter dopo tanti anni confessa il suo segreto e ciò che lo ha spinto a diventare Spider-Man.

La rinascita nel nuovo millennio

La saga di esordio dello sceneggiatore televisivo J. Michael Straczynski va dritta al punto: si concentra sui comprimari essenziali dell’universo ragnesco, introducendo al contempo nuovi scenari.

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Un episodio “riempitivo” di questa saga, il numero 36, fu in realtà concepito come un tributo alle vittime dell’attentato dell’11 Settembre 2001 e rimane a tutt’oggi, nonostante una forse inevitabile retorica, uno degli episodi più struggenti con protagonista l’eroe portabandiera della Marvel.

 

Note e approfondimenti

  • 1 Questa frase in particolare è diventata addirittura proverbiale, tanto che ci si è chiesti se davvero fu un’invenzione di Stan Lee. Qui trovate qualche informazione storica al riguardo.

 

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