Sul coronavirus l’obiettivo è contenere, andando per tentativi

In questi giorni l’Italia è stata invasa dall’emergenza coronavirus, che probabilmente nelle prossime settimane investirà pesantemente anche il resto d’Europa. La soluzione che fin da subito il nostro paese ha messo in campo è stata quella di isolare le “zone rosse” ed evitare il più possibile il diffondersi del contagio, anche con misure draconiane.

Molti si sono chiesti se queste misure siano giustificate e/o sufficienti. C’è chi minimizza, sottolineando che i morti sono pochi e che questa epidemia è simile a quella della normale influenza; e chi invece si fa prendere da una buona dose di paura e vorrebbe misure più pesanti.

Grafico dell'OMS sulle pandemie: in viola il picco senza il contenimento, in figura tratteggiata l'effetto che si spera di ottenere, in generale, con le misure contenitive
Grafico dell’OMS sulle pandemie: in viola il picco senza il contenimento, in figura tratteggiata l’effetto che si spera di ottenere, in generale, con le misure contenitive

Il fatto è che, anche a giudicare dalle dichiarazioni degli esperti, nessuno sa fino in fondo se queste siano le misure migliori. Il coronavirus presenta ancora delle incognite che sono in corso d’analisi e ci vorrà del tempo prima di avere dati certi sul contenimento.

Perché l’obiettivo, in ogni caso, è quello di contenere la diffusione dell’epidemia. Evitare un contagio ampio della popolazione sarà forse impossibile, ma è possibile rallentare questo contagio e limitarne in parte gli effetti. E questo diventa fondamentale se si vuole che il sistema sanitario ne regga l’urto.

È vero infatti che il coronavirus pare avere una bassa letalità, ma i posti letto negli ospedali e nelle terapie intensive non sono infiniti. Diluire nel tempo i casi (come si vede anche dal grafico sopra) e ridurne il numero può essere decisivo per arginare l’onda d’urto di quella che sarà forse un’influenza, ma può sicuramente metterci lo stesso in ginocchio.

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