Oggi il grande tema, a livello di studi sul lavoro e sulla produttività, non è più quello di come far sì che un lavoratore svolga il suo compito al meglio. Il tema è diventato quello del teamworking, del lavoro di squadra; perché sempre più spesso si è chiamati ad agire non da soli, ma all’interno di un gruppo, e le dinamiche di questo gruppo sono fondamentali per la buona riuscita dell’impresa. È anche per questo motivo che oggi abbiamo deciso di dedicare il nostro articolo alle migliori frasi sul lavoro di squadra.

Nell’articolo che segue, infatti, troverete citazioni e aforismi che ben fotografano – in maniera sintetica ma efficace – quello che realmente serve per far funzionare un team. Si tratta di frasi scritte o dette, tra l’altro, da alcuni dei più grandi imprenditori, educatori o sportivi del nostro tempo, che si sono confrontati a lungo con queste tematiche.

 

1. Michael Jordan e il valore della squadra

Se non siete più giovanissimi e vi intendete almeno un minimo di sport, di sicuro conoscete già Michael Jordan. È stato uno dei più grandi atleti di tutti i tempi, cestista dei Chicago Bulls e vincitore di sei titoli NBA tra il 1991 e il 1998.

La sua carriera non fu però semplice. Fin dai tempi del college aveva fatto capire di essere un giocatore speciale, e poco dopo l’esordio in NBA – avvenuto nel 1984 – tutti si erano convinti di essere al cospetto di uno dei migliori cestisti di sempre1. Nonostante questo, Jordan mancò più volte l’appuntamento con il successo.

Il talento ti fa vincere le partite, ma il lavoro di squadra e l’intelligenza ti fanno vincere i campionati.
(Michael Jordan)

Per sei anni consecutivi, infatti, la squadra entrò nei play-off ma venne eliminata prima di giungere alle finali. C’era in molti osservatori la sensazione che Jordan fosse troppo individualista, e che questo, a un certo livello, diventasse inevitabilmente un problema.

Michael Jordan, uno che sapeva interpretare vari ruoli su un campo da basket (foto di Jason H. Smith via Flickr)
Michael Jordan, uno che sapeva interpretare vari ruoli su un campo da basket (foto di Jason H. Smith via Flickr)

Tutto cambiò a partire dal 1991, quando l’allenatore Phil Jackson, assieme ai suoi collaboratori, riuscì a completare la maturazione di Jordan e a renderlo un giocatore capace sì di impressionare col proprio talento, ma anche di lavorare assieme alla squadra. E così i Chicago Bulls iniziarono a battere tutti i record, diventando una macchina da trofei.

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2. I risultati non comuni di Andrew Carnegie

Andrew CarnegieAnche Andrew Carnegie era un uomo abituato a primeggiare, anche se non nello sport. Il suo campo era quello dell’imprenditoria e il suo successo fu misurabile soprattutto nella ricchezza che riuscì ad accumulare in vita. Secondo diverse riviste (e anche secondo i dati del nostro sito), è stato uno degli uomini più ricchi di tutti i tempi.

Nacque in Scozia nel 1835 ma emigrò negli Stati Uniti assieme alla famiglia da ragazzo. Qui iniziò ben presto a investire i pochi risparmi – ricavati da molti anni di duro lavoro – nell’industria siderurgica, e fece in pochi anni affari d’oro grazie all’espansione delle ferrovie.

Il lavoro di squadra è l’abilità di lavorare insieme verso una visione comune. L’abilità di dirigere le aspirazioni individuali verso obiettivi dell’organizzazione. È il carburante che permette a gente comune di ottenere risultati non comuni.
(Andrew Carnegie)

Diversificò poi nel tempo i suoi affari, investendo anche in banche, in industrie di diverso tipo e finanziando centri di ricerca. Secondo la leggenda, il personaggio di Paperon de’ Paperoni – gran lavoratore, di origini scozzesi e ovviamente molto ricco – è largamente ispirato alla sua biografia.

Leggi anche: Cinque frasi sul lavoro particolarmente significative

Carnegie fu però in realtà anche un filantropo, visto che fondò università e musei in giro per tutti gli Stati Uniti. Divenne in questo modo anche molto famoso, tanto da essere considerato il prototipo del self-made-man. Come si vede anche dalla citazione, il suo successo però si deve anche alla sua capacità di scegliersi i collaboratori giusti e al suo saperli motivare.

 

3. La regola di Booker T. Washington: innalzare gli altri

Booker T. WashingtonQuando si pensa ai grandi leader della comunità afroamericana statunitense, si citano sempre personaggi come Martin Luther King o Malcolm X. Pochi sanno, però, che questi grandi uomini della seconda metà del Novecento hanno avuto dei predecessori, che hanno operato in situazioni molto simili – se non peggiori – alle loro.

Uno di questi è sicuramente Booker T. Washington, vissuto tra il 1856 e il 1915. Nato come schiavo in Virginia, fu affrancato da bambino e iniziò a formarsi grazie all’aiuto di alcuni filantropi, dimostrando da subito una certa predisposizione per lo studio.

Se vuoi innalzare te stesso, innalza qualcun altro.
(Booker T. Washington)

Fondò così varie scuole e già in età relativamente giovane divenne un vero e proprio leader della comunità, intento a dare un’istruzione a migliaia di bambini neri poveri. Nel giro di qualche anno anche la sua abilità oratoria divenne famosa, tanto da essere ricevuto – primo afroamericano della storia – perfino alla Casa Bianca.

Nel suo campo fu un moderato, interessato a stringere anche rapporti d’amicizia con ricchi uomini bianchi che potessero però sostenere e finanziare la causa dell’emancipazione dei neri. Ad esempio divenne amico della famiglia Rockefeller o di Mark Twain. E scrisse parole memorabili come quelle che abbiamo citato sopra.

 

4. Le cose grandi per Madre Teresa di Calcutta

Madre Teresa di Calcutta è in genere considerata una delle donne più sorprendenti del Novecento. Piccola, minuta e anziana, è riuscita con l’esempio e la fede a diventare non solo una santa, ma anche una delle donne più famose del suo tempo, modello e punto di riferimento per milioni di cristiani.

Madre Teresa di Calcutta in visita alla Casa Bianca nel 1985

Vincitrice del premio Nobel per la pace, ha vissuto per gran parte della sua vita in India, nonostante fosse nativa dell’Albania. A Calcutta, in particolare, ha lavorato a lungo coi lebbrosi e i poveri e ha fondato un suo ordine di suore, le Missionarie della carità.

Nessuno di noi, me inclusa, fa mai cose grandi. Ma possiamo tutti fare piccole cose, con grande amore, e insieme possiamo fare qualcosa di magnifico.
(Madre Teresa di Calcutta)

La frase che abbiamo scelto ben rappresenta la sua filosofia di vita. Una vita dedita al servizio, ma anche al lavoro comunitario. Il suo ordine di suore non a caso ha aggiunto, ai tre voti tradizionali (povertà, castità e obbedienza), quello del servizio ai più poveri tra i poveri.

Scomparsa nel 1997 proprio a Calcutta, che era diventata la sua patria adottiva, è stata proclamata beata da papa Giovanni Paolo II nel 2003. Il processo di canonizzazione si è poi concluso nel 2016 con papa Francesco, che l’ha proclamata santa il 4 settembre, il giorno prima del ventesimo anniversario della scomparsa.

 

5. Trapiantare le idee per Oliver Holmes

Oliver Wendell HolmesIl nome di Oliver Wendell Holmes forse non l’avrete mai sentito nominare. Eppure al suo tempo – e cioè attorno alla metà dell’Ottocento – è stato uno degli intellettuali più famosi d’America, capace di conseguire decine di lauree honoris causa per le sue capacità mediche e letterarie.

Holmes infatti fu un intellettuale a tutto tondo, in grado di dedicarsi con ottimi risultati a discipline anche molto differenti tra loro. Fu prima di tutto medico, appunto, e medico di prim’ordine, tanto è vero che insegnò a lungo alla Scuola di medicina di Harvard.

Molte idee crescono meglio quando vengono trapiantate dentro ad un’altra mente rispetto a quella da cui si sono originate.
(Oliver Wendell Holmes)

Si occupò però anche di letteratura, sia nella forma della poesia che del romanzo. Inoltre fu un abile opinionista, capace di coniugare l’acutezza della parola a una certa dose d’ironia, con cui forniva interessanti ritratti di grandi uomini del suo tempo.

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Nacque e morì a Cambridge, non quella inglese ma quella che si trova negli Stati Uniti e per la precisione nel Massachusetts, non troppo lontano da Boston. E per quella zona del New England espresse sempre amore e affetto, descrivendola anche in molte opere.

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Altre 16 frasi sul lavoro di squadra, oltre alle 5 già segnalate

Cinque frasi, in realtà, non sono poi molte per descrivere le particolarità del lavoro di squadra, così fondamentale al giorno d’oggi. Per questo abbiamo pensato di offrirvi qualche citazione in più, arrivando almeno fino a quota 21. Ecco quindi tutte le altre frasi sull’argomento che secondo noi vale la pena di leggere.

Se ho potuto vedere più in là, è stato perché stavo sulle spalle dei giganti. (Isaac Newton)

È letteralmente vero che puoi raggiungere il successo meglio e più facilmente aiutando gli altri a farlo. (Napolean Hill)

Nessuno è in grado di fischiettare una sinfonia. Serve un’intera orchestra per suonarla. (H.E. Luccock)

Nella lunga storia dell’umanità (e anche degli animali) emerge che quelli che hanno imparato a collaborare e improvvisare con maggior efficenza hanno prevalso. (Charles Darwin)

Mettersi insieme è l’inizio, stare insieme è il progresso e lavorare insieme è il successo. (Henry Ford)

La forza della squadra è data da ogni membro individuale. La forza di ogni membro è data dalla squadra. (Phil Jackson)

Il miglior lavoro di squadra arriva da uomini che lavorano indipendentemente verso un unico obiettivo, all’unisono. (James Cash Penney)

Trova un gruppo di persone che ti sfidi e ti ispiri, passa un sacco di tempo con loro e questo ti cambierà la vita. (Amy Poehler)

In effetti, il cambiamento è quasi impossibile senza una collaborazione a livello industriale, cooperazione e consenso. (Simon Mainwaring)

Devi essere consapevole di quello che stanno facendo gli altri, applaudire i loro sforzi, venire a conoscenza dei loro successi ed incoraggiarli nelle loro ricerche. Quando ci aiutiamo l’uno con l’altro, vinciamo tutti. (Jim Stovall)

Il modo in cui una squadra gioca insieme determina il suo successo. Puoi avere il miglior gruppo di campioni al mondo, ma se non giocano assieme il club non vale un nichelino. (Babe Ruth)

L’uomo-che-si-è-fatto-da-solo non esiste. Raggiungerai i tuoi obiettivi solo con l’aiuto degli altri. (George Shinn)

Il tutto è diverso dalla somma delle parti. (Kurt Koffka)

Un gruppo diventa una squadra quando ogni membro è abbastanza sicuro di sé e del proprio contributo da essere in grado di lodare le capacità degli altri. (Norman Shidle)

Il contributo individuale allo sforzo di un gruppo: questo è ciò che fa lavorare una squadra, una compagnia, una società, una civiltà. (Vince Lombardi)

Da soli possiamo fare così poco; insieme possiamo fare così tanto. (Helen Keller)

 

Note e approfondimenti

  • 1 Se volete ricordarvi un po’ come giocava, guardate questo video.

 

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