Un giornalista si è commosso difendendo la sua città da Trump

Donald Trump lo conosciamo tutti, non è certo un tipo con dei peli sulla lingua. Anzi, ha destato scandalo varie volte, negli ultimi mesi, per alcune sue dichiarazioni decisamente sopra le righe, spesso affidate a Twitter. L’ultimo attacco in ordine di tempo è stato diretto contro la città di Baltimora, cosa che ha però provocato prima la reazione e poi la commozione, in diretta TV, del giornalista della CNN Victor Blackwell.

I fatti, in breve: sabato mattina Trump ha lanciato una serie di tweet infuocati contro il deputato democratico Elijah Cummings, che l’aveva criticato per la sua gestione degli immigrati al confine con il Messico.

Donald Trump con la bandiera statunitense alle spalle
Tra le altre cose, Donald Trump ha scritto: «Cummings è un brutale prepotente che urla e sbraita contro i grandi uomini e donne della Border Patrol, quando a dire il vero il suo distretto di Baltimora è MOLTO PEGGIO e più pericoloso. Il suo distretto è considerato il peggiore negli USA».

E poi: «Il distretto di Cummings è un disastro disgustoso, infestato da topi e roditori. Se avesse trascorso più tempo a Baltimora, forse avrebbe potuto aiutare a ripulire questo posto molto pericoloso e sporco» in cui «nessun essere umano vorrebbe mai vivere».

La situazione a Baltimora è infatti problematica, col tasso di omicidi più alto tra le principali città degli Stati Uniti. Cummings, però, è deputato di un distretto che prende solo in parte la città, e il cui reddito medio è tra i più alti degli States.

La cosa non è passata inosservata. Il giornalista della CNN Victor Blackwell, nativo proprio di Baltimora, si è trovato a dover commentare i tweet del presidente in diretta, e a un certo punto non ce l’ha più fatta. La parola che l’ha fatto più soffrire è stata “infested”, “infestato”.

«Il presidente dice che nessun essere umano vorrebbe vivere lì – ha commentato Blackwell, a braccio –. Sa chi ci ha vissuto, signor Presidente? Ci ho vissuto io. Ci sono sfide da affrontare, senza dubbio. Ma le persone sono orgogliose della loro comunità».

«Non voglio sembrare autoindulgente – ha poi proseguito –, ma le persone si alzano e vanno a lavorare, lì; si prendono cura delle loro famiglie, lì; amano i loro figli che si impegnano a rispettare la bandiera proprio come le persone che vivono nei distretti dei deputati che sostengono lei, signore. Anche loro sono americani».