Una petizione per far insegnare la lingua dei segni a scuola

Da tempo la scuola, anche italiana, sta cercando di diventare più inclusiva, soprattutto nei riguardi dei disturbi dell’apprendimento, siano essi lievi o gravi. Molta strada però c’è ancora da fare, non solo in Italia ma anche in altri paesi avanzati, come dimostra la petizione lanciata da una diciottenne inglese per introdurre a scuola l’insegnamento della lingua dei segni.

La ragazza in questione si chiama Jade Kilduff, ha 18 anni ed è riuscita a raccogliere già più di 100mila firme, destando l’attenzione del Ministero e degli organi di stampa. D’altronde, Jade ha alle spalle un’esperienza concreta al riguardo.

Una petizione per far apprendere il linguaggio dei segni anche a scuola
Il fratello più piccolo della ragazza, Christian, ha quattro anni ma soffre di un problema cerebrale che gli rende impossibile comunicare a parole. Così la ragazza è riuscita ad insegnargli il linguaggio dei segni, ma si è resa conto che questo non ha più di tanto risolto il problema.

Pochissimi, infatti, sanno esprimersi con questo linguaggio, quindi Christian è sempre costretto a passare attraverso Jade per relazionarsi con gli altri. Se nelle scuole si fornissero invece almeno le basi di questa lingua, la sua vita cambierebbe.

D’altra parte, ci sono casi virtuosi di scuole in cui, in presenza di bambini sordomuti, tutta la classe si è lanciata nell’impresa, ottenendone grandi soddisfazioni. Imparare ad esprimersi tramite la lingua dei segni, infatti, non solo permette una maggiore inclusività, ma aumenta le possibilità espressive e aiuta a pensare in modo diverso.