Uno studio mostra che il rimedio per l’ansia è il sonno profondo

Sempre più persone nel mondo soffrono di problemi di ansia; solo negli Stati Uniti, questi disturbi sono stati diagnosticati ormai a 40 milioni di persone. La soluzione migliore per ridurre questo problema, però, potrebbe non essere la terapia psicologica, né tantomeno la medicina: uno studio ha dimostrato che la miglior cura è il sonno profondo.

La ricerca è stata condotta dall’Università di Berkeley e in particolare dal ricercatore Eti Ben Simon del Center for Human Sleep Science, ed è stata pubblicata in questi giorni su Nature Human Behavior, la rivista di Nature dedicata alle scoperte sul comportamento umano.

La stanchezza e la voglia di rimanere a letto
Lo studio ha dimostrato che la qualità del sonno influisce pesantemente sui livelli d’ansia della persona. E in particolare, è il sonno profondo, cioè la fase non-REM in cui il battito cardiaco si abbassa, quella responsabile del modo in cui assorbiamo e gestiamo l’ansia.

A un gruppo iniziale di 18 persone sono stati mostrati, infatti, dei video particolarmente ansiogeni in un caso dopo una notte di sonno profondo e nell’altro dopo una notte in bianco. I dati registrati dagli scanner cerebrali sono stati opposti, in quanto la corteccia mediale prefrontale – che gestisce l’ansia – non funzionava a dovere dopo una notte senza sonno.

Nuovi test più approfonditi sono poi stati condotti su 30 nuovi soggetti, ottenendo gli stessi risultati. Inoltre si è rilevato che anche minime variazioni nella qualità del sonno influivano sul livello d’ansia del giorno successivo. Gli studiosi ipotizzano ora che l’aumento degli stati d’ansia documentato nei paesi occidentali sia legato, in un rapporto causale, proprio al peggioramento del sonno.