Normalmente si pensa che la grande rivoluzione all’interno del fumetto popolare italiano sia partita nel 1982 con Martin Mystère. Il personaggio di Alfredo Castelli e Giancarlo Alessandrini, infatti, ha portato nelle corde della Sergio Bonelli Editore un nuovo genere di avventura, slegata dal western e affezionata invece almeno in parte alle grandi metropoli e alla modernità.

Questa rivoluzione, di cui Mystère è stato protagonista e che di lì a qualche anno avrebbe portato alla nascita di Dylan Dog, Nathan Never e poi di molte altre testate, era però in realtà già cominciata qualche tempo prima. Cioè quando nelle edicole italiane aveva fatto la sua comparsa, nel giugno del 1975, il personaggio di Mister No.


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Jerry Drake, questo il suo vero nome, è anzi in realtà il personaggio di passaggio dal bonelliano tradizionale a quello moderno. Creato da quel Guido Nolitta (alias Sergio Bonelli in persona) che già aveva dato vita a Zagor ed era figlio del creatore di Tex, il personaggio per una volta non si aggirava nel Far West ma comunque rimaneva in America, spostandosi in Brasile.

Un viaggio negli anni ’50

Anche dal punto di vista temporale si rinunciava all’Ottocento ma ancora non ci si spostava alla contemporaneità, visto che le avventure di Mister No erano ambientate negli anni ’50. Purtroppo, però, nonostante tutti questi e altri pregi che vedremo, la serie di Mister No ha chiuso i battenti nel dicembre del 2006, dopo più di trent’anni di onorata carriera e 379 albi della serie regolare. Ha anche proseguito per qualche altro tempo grazie a speciali semestrali, ma anche questi si sono poi conclusi nella primavera del 2009.

Mentre le Edizioni IF continuano a ristampare cronologicamente il vecchio materiale, a ormai vari anni dalla scomparsa dalle edicole della serie classica vogliamo ricostruirne la storia. E lo facciamo tramite cinque memorabili personaggi che hanno attraversato le pagine di Mister No, partendo, ovviamente, dallo stesso Jerry Drake.

 

Mister No

Jerry Drake, il pilota protagonista della serie

Mister No alias Jerry DrakeSoldato statunitense reduce della Seconda guerra mondiale, Jerry Drake è il protagonista del fumetto. Ovvero un personaggio che nel 1951 decide – disgustato dalla cosiddetta “civiltà” e dalle sue guerre – di lasciare gli States e di rifugiarsi in Amazzonia. Lì inizia a lavorare con base a Manaus, come guida turistica e pilota di Piper.

Pigro di carattere, non ha certo le caratteristiche dell’eroe tutto d’un pezzo dei precedenti fumetti bonelliani. Non ama darsi all’azione e anzi, fosse per lui, passerebbe le sue giornate a gozzovigliare nei bar di Manaus, attirando così le ire dei poliziotti locali, che non lo vedono affatto di buon occhio. La sua disponibilità come guida turistica lo fa finire però spesso nei guai, costringendolo a riparare torti e ad intervenire nelle varie faccende illegali che si sviluppano all’interno della Foresta amazzonica.

L’origine del soprannome

Nel corso degli anni vari dettagli sono stati aggiunti a quest’impianto generale. Ad esempio il suo soprannome (Mister No) prima viene fatto genericamente derivare dai suoi commilitoni durante la guerra. Più avanti però si scopre che il primo a chiamarlo così fu il colonnello giapponese Saiko, deluso dall’esito di un interrogatorio tenuto sul prigioniero americano.

Per quanto riguarda il suo abbigliamento, poi, Mister No indossa stivali, jeans e, all’inizio, una camicia rossa con fazzoletto al collo. Sopra di essa porta un giubbotto tra il blu e il nero con un quadrifoglio rosso cucito poco sotto alla spalla, poi negli anni sostituito direttamente da una maglia con lo stesso simbolo. Il giubbotto deriva da un soldato che, dopo la guerra, si era dato al crimine, finché non venne freddato dai poliziotti. Il quadrifoglio, invece, arriva da Bat Barlington, l’ex istruttore di volo di Drake.

Il background familiare

Biograficamente, infine, sappiamo che Mister No è nato attorno al 1922 a New York. Suo padre era Jerome senior, un idealista che nel ’37 sarebbe partito volontario per la Spagna, arruolato nelle Brigate Internazionali, salvo poi essere rinchiuso in carcere per omicidio una volta rientrato in patria.

Dopo varie disavventure e l’arruolamento nelle “Tigri Volanti”, arriva la partenza per Manaus, dove Mister No passa vari anni della sua vita, contento di aver trovato un barlume di pace. Nelle ultime avventure, però, deluso dalla trasformazione avvenuta negli ultimi anni in città, decide di trasferirsi nuovamente, stavolta a Rurrenabaque, in Bolivia, ancora più lontano dalla folla.

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Esse-Esse

L’amico che proveniva dalla Wehrmacht

Mister No assieme ad Esse-Esse, uno dei personaggi fondamentali della serieIl principale compagno d’avventure di Mister No è un personaggio che gli assomiglia sotto diversi punti di vista, anche se presenta un carattere più duro ed estremo e, soprattutto, un passato meno encomiabile di quello di Jerry Drake. Otto Kruger, questo il suo vero nome, è infatti un ex soldato tedesco (ma nato in Austria) che ha combattuto sul fronte opposto a quello di Mister No durante la Seconda guerra mondiale.

A differenza di quanto il suo soprannome – Esse-Esse – lascerebbe pensare, però, Kruger non è un ex membro della forza paramilitare nazista, ma della Wehrmacht, l’esercito regolare. Infatti ha combattuto soprattutto in Libia insieme all’Afrika Korps di Erwin Rommel, uno dei pochi reparti dell’esercito che nel dopoguerra non ricevette nessuna accusa di crimini contro l’umanità.

Dall’Indocina a Manaus

Dopo l’armistizio e dopo aver rifiutato di unirsi ad un’organizzazione neonazista, Kruger si rifugiò in Indocina, conducendo traffici per la verità poco chiari. Poi si stabilì definitivamente a Manaus, dove gli amici brasiliani gli avrebbero dato il soprannome di Esse-Esse, giocando più sul suo accento tedesco e i suoi modi bruschi che non su macchie del suo passato.

Con Mister No il rapporto è stato fin da subito conflittuale. Come lui scansafatiche e solitario, appassionato di donne e di alcool, si trovava perfettamente a suo agio a condividere un tavolo con Drake nei vari bar di Manaus. Quando però si trattava di passare all’azione sapeva essere più cinico dell’amico americano, ricorrendo spesso anche al pugnale che porta sempre con sé o alla sua Luger P08.

La spalla perfetta

Forse anche per questo, ha salvato più volte la vita al titolare della serie, troppo corretto per usare un eccesso di violenza (nonostante di pugni ne sferri parecchi) ma allo stesso tempo preda facile di tradimenti e attacchi alle spalle. Fisico robusto, lunghi capelli biondi e barba altrettanto bionda, cicatrice sullo zigomo e spesso un cappello “alla Indiana Jones” sulla testa, Esse-Esse è la perfetta spalla di Mister No, col quale condivide pure le scazzottate, visto che non è raro che i due litighino per qualche motivo (spesso futile) e finiscano per darsele di santa ragione.

Alla fine della saga, quando Drake si trasferisce in Bolivia in realtà non fa altro che raggiungerlo, perché Kruger si è già trasferito prima di lui a Rurrenabaque e lì ha cominciato a lavorare come tassista.

 

Kenzo Ishikawa

Il giapponese con un conto in sospeso con Mister No

Kenzo Ishikawa, uno dei più memorabili personaggi di Mister NoEsse-Esse è il principale degli amici (sempre che si possa definire amico uno che ti prende a botte un episodio sì e l’altro no). Kenzo Ishikawa, invece, è probabilmente il più celebre e letale dei vari antagonisti che Mister No si è trovato ad affrontare nel corso degli anni.

La struttura delle storie del personaggio nolittiano – che fu poi scritto per lungo tempo anche da Alfredo Castelli, Tiziano Sclavi, Luigi Mignacco, Alberto Ongaro, Stefano Marzorati e Michele Masiero – prevedeva in genere nemici sempre diversi, che avevano spazio solamente per un’avventura o poco più. Ishikawa, però, forse per la sua statura morale, ha avuto un ruolo di tutto rispetto all’interno della saga durante gli anni ’90, tanto da meritarsi l’apparizione in una lunga serie di avventure.


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Creato da Luigi Mignacco nel 1995, Kenzo Ishikawa è il capo della sezione americana della Kobe, azienda-paravento dietro cui si nasconde la Legione dei Non-Vivi. Questa è una società segreta giapponese che raggruppa una serie di ex soldati dell’esercito nipponico delusi dall’esito della guerra (si fanno chiamare non-vivi perché ritengono di essere morti nel momento in cui il Giappone si è arreso agli americani). Risiede nell’Empire State Building di New York e la sua strada si incrocia con quella di Mister No quando questi rovina i suoi affari nella giungla brasiliana.

L’incontro ai tempi della guerra

Ma il legame con Jerry Drake non si ferma a queste scaramucce. Come Ishikawa avrà modo ben presto di scoprire, i due si sono infatti già incontrati durante la guerra, quando proprio il soldato americano aveva impedito a quello giapponese di fare harakiri davanti alla sconfitta, condannandolo involontariamente al disonore. Per tale motivo, quella di Ishikawa non diventa più una caccia a un sabotatore, ma al nemico di una vita, caccia che si mescola anche a una vera e propria guerra tra bande con la mafia italoamericana newyorkese.

Alla fine di varie avventure e colpi di scena che hanno visto Jerry lasciare Manaus e approdare dopo molti anni a New York, i due arrivano finalmente a sfidarsi in un magazzino del porto, in un duello ad armi pari che vede Mister No prevalere sull’avversario, che muore questa volta con onore, come aveva in fondo sempre desiderato.

 

Paulo Adolfo

Il barista di Manaus

Paulo Adolfo serve i suoi clienti preferitiProseguiamo ora più velocemente con gli ultimi comprimari della serie, non per negar loro importanza ma semplicemente perché, di fatto, c’è molto meno da dire. Come già spiegato, infatti, le avventure di Mister No sono spesso caratterizzate dal viaggio – o all’interno della Foresta amazzonica, o all’estero (nel tempo ha visitato praticamente tutti gli stati del Sud e Centro America, gli Stati Uniti, l’Africa e decine di altri paesi) – e di conseguenza dal costante cambiamento dei comprimari, raccattati qua e là in giro per il mondo.

Per trovare una presenza più o meno costante, anche se secondaria, bisogna quindi rivolgersi a Manaus. Nella capitale dello stato di Amazonas, ultima città prima della foresta, Mister No ha la sua base logistica. E, anzi, per trovarla bisogna spostarsi nel luogo di Manaus più frequentato da Jerry Drake e dal suo amico Esse-Esse, cioè il bar (o, sarebbe meglio dire, la bettola) di Paulo Adolfo.

Uniti dalla cachaça

Come detto, Mister No apprezza molto l’alcool e soprattutto la cachaça, un famoso liquore brasiliano molto economico ricavato dalla distillazione del succo di canna da zucchero. Paulo Adolfo gliela serve in grande quantità e spesso anche a credito, a causa della scarsa disponibilità di denaro del pilota e delle numerose scommesse in cui Paulo Adolfo si imbarca e che puntualmente finisce per perdere.

Certo, il barman non è l’unico abitante di Manaus a dare risalto alla fauna locale, né il suo locale l’unico sito degno di nota in città. Ci sono anche i meccanici dell’aeroporto che devono custodire il piper e, a volte, rimetterlo in sesto (e tra questi anche quell’Augustino Pereira che verrà ucciso dai sicari di Ishikawa). C’è l’Hotel Amazonas, c’è il Teatro omonimo, c’è il porto fluviale. Ci sono, infine, gli altri bar della città, da quello dell’aeroporto gestito da Hipolito a quello di Diego, da quello di Paulo Pilar a quello di Arlindo, tutti locali in cui Mister No è, manco a dirlo, di casa.

 

Patricia Rowland

Ma anche Clara, Isabela e le altre donne di Jerry Drake

Mister No e Patricia RowlandUna menzione, infine, per concludere la meritano anche le molte donne di Mister No. Prima di tutto bisogna dire che, a differenza dei precedenti eroi bonelliani che sembravano asessuati o legati a storie d’amore ormai morte e sepolte, l’eroe dell’Amazzonia non ha una partner fissa e sostanzialmente neppure vuole averla. Il che non vuol dire che Mister No sia insensibile al fascino femminile, ma, al contrario, che sembri preferire tenersi le mani libere.

Come un vero uomo senza legami degli anni ’50, infatti, il nostro pilota sembra avere una donna in ogni (aero)porto. Anche se – altro elemento di grande modernità – non si tratta più delle donne fragili e indifese dei fumetti classici, ma di personaggi tutti d’un pezzo, volitivi, autonomi e forti, che sanno anche prendere a schiaffi l’eroe quando pensano che se lo meriti.

L’archeologa newyorkese

Forse la più famosa di queste donne è Patricia Rowland, una bella archeologa newyorkese che si appoggia spesso a Mister No per le sue spedizioni alla ricerca di antiche rovine dei Maya. Oltre a lei si segnalano altre donne come ad esempio Clara e Isabela, due assidue frequentatrici del bar di Paulo Adolfo che non mancano di stringere amicizia con Mister No ed Esse-Esse. Un’amicizia che – pur senza dirlo esplicitamente – sembra andare ben al di là della pura conoscenza intellettuale.

Spesso coinvolte nelle avventure del duo di ex soldati, le ragazze rischiano il più delle volte di subire violenze da parte dei sicari che vengono inviati a far fuori i protagonisti. Vengono però sempre salvate al momento decisivo. Verso la fine della saga, comunque, decidono di lasciare Manaus e trasferirsi a Rio de Janeiro in cerca di maggior fortuna.

Altre donne che meritano una menzione, infine, sono Miranda Cordeiro, che compare spesso nelle storie ambientate nel Sertão, l’aviatrice Debora, la spia Delia e le tre bariste di Belém, Madalena, Irene e Maria.

 

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