Avete mai sentito parlare de Il Lonfo? Probabilmente no, anche perché è un animale che non esiste: nessuno l’ha mai visto e nessuno, per la verità, sa nemmeno che forma abbia. È stato inventato dal poeta Fosco Maraini per una sua celebre poesia metasemantica e da allora è diventato un elemento importante (e, inevitabilmente, comico) della nostra letteratura contemporanea.

Qual è, però, questa poesia? Chi era Fosco Maraini? E perché scrisse una lirica così strana, di cui non si comprende il significato? A tutte queste domande cercheremo di rispondere nell’articolo che segue, in cui vi proporremo anche due versioni recitate – entrambe molto divertenti, anche se diversissime – del testo.

Il Lonfo: la poesia spiegata

 

1. Il testo della poesia

Partiamo dai versi de Il Lonfo, poesia che è contenuta nella raccolta Gnòsi delle fànfole, pubblicata nel 1978.

Il Lonfo
 
Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce
sdilenca un poco e gnagio s’archipatta.
 
È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
 
Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa lègica busìa, fa gisbuto;
 
e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui zuto
t’alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi.

   

 

2. Cos’è il Lonfo e qual è il suo significato

Che cosa sia il Lonfo, l’abbiamo già detto, in realtà non lo sa nessuno. Probabilmente non lo sapeva neppure Fosco Maraini, il poeta che ne descrisse le gesta. Proprio qui sta il gioco poetico alla base della lirica, visto infatti che tutte le parole che la compongono sono sostanzialmente prive di significato.
Gnòsi delle fànfole, il libro di Fosco Maraini che contiene Il Lonfo

Basta prendere in mano semplicemente il primo verso per rendersene conto: «Il Lonfo non vaterca né gluisce». “Vatercare” e “Gluire” sono verbi inesistenti nella lingua italiana (o in qualsiasi altra lingua), anche se assomigliano vagamente a parole reali.

 
“Vatercare” sembra un verbo di movimento, simile a “varcare” ed “andare” (nella forma “va”). “Gluire”, allo stesso modo, suona in parte come “fluire” o “deglutire”, facendoci sospettare che sia legato al bere o al mangiare.

In ogni caso, quelle parole – e quelle successive – non significano di fatto nulla. Maraini, non a caso, si riteneva l’iniziatore della poesia metasematica, come la chiamava lui. Una poesia in cui si andava cioè al di là del significato delle singole parole (la semantica, appunto), inventandone di nuove che però assomigliavano a quelle reali.

Così, in un gioco linguistico, l’ascoltatore riusciva comunque a comprendere il senso della poesia pur non capendone, in sostanza, alcuna parola. Qual è il significato de Il Lonfo, dunque? È una poesia su un ben strano animale, scritta come se fosse anch’essa uno strano gioco, una sfida al lettore.

 

3. Chi era Fosco Maraini

Direte: Fosco Maraini, l’autore de Il Lonfo, doveva essere un gran burlone, un comico, al limite un attore amante degli spettacoli paradossali. Certo, lo scrittore aveva un certo senso dell’umorismo, ma fu anche un autore a tutto tondo, capace di grandi e diversi interessi.

Nato a Firenze nel 1912, era figlio di uno scultore, Antonio Maraini, e di una scrittrice anglo-ungherese, Yoi Crosse. Bilingue italiano-inglese, già negli anni ’30 si imbarcò verso l’Oriente, curioso di conoscere la cultura di quei popoli.

La spedizione italiana al Gasherbrum IV nel 1958
La spedizione italiana al Gasherbrum IV nel 1958: si riconoscono Walter Bonatti (terzo da destra, in seconda fila) e Fosco Maraini (secondo da destra)

Dopo essersi sposato con la pittrice Topazia Alliata e aver esplorato anche il Tibet, durante la Seconda guerra mondiale si stabilì in Giappone, dove restò per qualche anno. Tornato poi in Italia, continuò a fare spedizioni in Asia, dedicandosi – sia là che in Italia – con grande fervore anche all’alpinismo.

I suoi primi libri sono stati quindi reportage di viaggio. Solo sulla fine degli anni ’60 ha sperimentato questo particolare modo di scrivere poesie, che poi ha coltivato assieme allo studio delle lingue orientali e della storia dei vari popoli.

Scomparso nel 2004 a quasi 92 anni, era, tra l’altro, il padre della celebre scrittrice Dacia Maraini.

      

 

4. Recitata da Gigi Proietti

Una poesia metasemantica come Il Lonfo non è solo da leggere, scritta su carta: la si comprende molto meglio quando viene recitata. È solo così, infatti, che ci si rende conto di come i suoni delle parole inventate da Fosco Maraini rassomiglino a quelle italiane.

Certo, recitare però una poesia così priva di significato non è affatto semplice. Bisogna essere attori di un certo talento, anche capaci di immettere una buona dose d’ironia nel proprio mestiere. Non è un caso che la declamazione più memorabile de Il Lonfo si debba a Gigi Proietti.

Gigi Proietti – Lonfo

L’attore romano ha infatti recitato in più occasioni la lirica di Maraini. Qui sopra vedete una sua performance ospitata dalla trasmissione televisiva Parla con me condotta da Serena Dandini, nell’ormai lontano febbraio 2007.

   

 

5. Il video della bambina Maddy

Come dicevamo, per recitare Il Lonfo servono attori molto capaci. Almeno se la si vuole declamare senza intoppi. Se invece si trasforma la poesia di Maraini in una filastrocca e la si mette in bocca a un bambino, l’esito comico può essere addirittura rafforzato dalla difficoltà del piccolo nel dire quelle parole insensate.

Così è accaduto ad esempio con la piccola Maddy, una bambina di tre anni. Qualche tempo fa, nel 2016, il padre della bambina, l’attore e prestigiatore Andrea Paris, l’ha ripresa mentre cercava di declamare la poesia, con esiti piuttosto divertenti.

Ha poi pubblicato il video casalingo prima su Facebook e poi su YouTube, andando incontro a un inaspettato successo.

La piccola Maddalena è diventata anzi un vero e proprio fenomeno del web1, se si considera che al momento in cui scriviamo il video – che vedete qui sopra – ha fatto registrare più di 10 milioni di visualizzazioni.

 

Domande e risposte finali

Cos'è il Lonfo?

Il Lonfo è il protagonista di una celebre poesia di Fosco Maraini. Nessuno sa cosa sia, in realtà: sia il suo nome, sia tutto quello che fa è costituito da parole completamente inventate dal poeta, in una sorta di gioco linguistico. Probabile, comunque, che si tratti di uno strano animale.

Cosa significa questa poesia?

Il Lonfo è un esempio poesia metasemantica, secondo la definizione data dal suo stesso autore. Una poesia le cui parole, quindi, vanno oltre il significato dei termini, costituita perciò da parole prive di significato. Ad ogni modo, queste parole assomigliano ad altre realmente esistenti, e proprio qui sta il gioco: nonostante non vi sia alcun senso, il significato generale della poesia si intuisce comunque.

Chi ha scritto Il Lonfo?

L'autore de Il Lonfo è Fosco Maraini, alpinista ed orientalista italiano, padre della scrittrice Dacia Maraini.

 

L’infografica col riassunto finale

L'infografica riassuntiva su Il lonfo di Fosco Maraini

 

E voi, quale aspetto de Il Lonfo preferite?

Note e approfondimenti

 

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