L’Italia, secondo alcuni, è il paese delle piazze: ed in effetti questo particolare punto di incontro e discussione cittadino ha sempre avuto un ruolo rilevante nella storia delle nostre città, a partire dai fasti dell’Impero Romano – che ripresero quest’idea dall’agorà greca – fino e soprattutto all’epoca medievale, quando il centro cittadino divenne anche il cuore politico dei comuni.

Così, ogni città che abbia avuto una vita abbastanza lunga gode oggigiorno di una o più piazze cariche di storia, di edifici, di significati; e alcune di esse sono celebri nel mondo anche per la mole di monumenti, chiese, palazzi e statue che fanno la gioia degli appassionati d’arte. Quali sono, però, le più grandi, le più imponenti, le più maestose?


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Dare una risposta a questa domanda non è certo un compito tra i più facili: da un lato, perché è difficile definire in maniera univoca che cosa sia una piazza e come distinguerla, invece, da un semplice spiazzo, da un giardino aperto, o anche solo dall’unione di più piazze consecutive; dall’altro, perché, per ragioni campanilistiche, ogni città pretende di vantare dimensioni maggiori di quelle della città rivale, e quando, come spesso accade, le forme sono irregolari è anche difficile calcolare un’area precisa ed esente da contestazioni. Ad ogni modo, noi abbiamo provato a stilare una nostra classifica, lievemente diversa da quelle poche – tra di loro tra l’altro contrastanti – che si trovano in altre fonti ma per motivi che cercheremo di spiegare.

 

Piazza Carlo III di Borbone

Davanti alla Reggia di Caserta

Piazza Carlo III di Borbone, la piazza più grande d'ItaliaCominciamo con quella che è nettamente la più grande piazza italiana e una delle più grandi d’Europa, anche se pure in questo caso il fatto che la si possa considerare una vera e propria piazza è abbastanza dibattuto: stiamo parlando di Piazza Carlo III di Borbone a Caserta, che vanta un’estensione di circa 130mila metri quadrati, circa quattro volte la milanese Piazza del Duomo, giusto per dare un riferimento celebre. L’argomento è dibattuto perché questo immenso slargo è sostanzialmente una grande area verde che si erge davanti alla celebre Reggia borbonica, e da alcuni è quindi considerata più un giardino che non una zona di incontro e di dibattito pubblico, com’era invece originariamente concepita la piazza in Italia; ciononostante, per molto tempo questa piazza è stata attraversata dalle automobili – cosa che non permette di considerarla, a ben guardare, neppure un giardino – e negli ultimi anni è stata rivitalizzata in modo da renderla un nuovo punto focale del vivere cittadino.

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Realizzata dall’architetto Luigi Vanvitelli a partire dalla metà del Settecento su ordine del re di Napoli Carlo III – che qui voleva da un lato crearsi una residenza estiva che fosse lontana dal mare e quindi da possibili attacchi stranieri e dall’altro rivaleggiare, per lusso e grandezza, con le principali regge europee (Versailles su tutte) –, la Reggia è un maestoso esempio di barocco, genere che stava in quegli anni fornendo gli ultimi capolavori prima di lasciare il campo al neoclassicismo. La piazza che le si erge davanti è contenuta, ai lati, dai due emicicli che il re volle costruire per la servitù; dopo i lavoro di risistemazione e restauro, che hanno portato alla piantumazione di una quantità di nuovi arbusti, il traffico automobilistico è stato deviato altrove e al di sotto della piazza stessa è stato costruito un grandissimo parcheggio, che può contenere fino a 900 veicoli e che permette di decongestionare la zona dall’afflusso di turisti e di casertani.

 

Prato della Valle

A Padova, forse la più grande piazza propriamente detta

Prato della Valle a Padova, una delle piazze più grandi d'EuropaSe invece vogliamo rivolgerci a una piazza vera e propria, cioè ad un luogo aperto, circondato da edifici di diversa natura e proprietà, che funga da centro di raduno della cittadinanza, al vertice della classifica non possiamo che trovare Prato della Valle a Padova, che esibisce una superficie di quasi 89mila metri quadrati, con una configurazione che – stabilizzatasi nel Settecento – è anche abbastanza suggestiva e l’ha resa celebre nel mondo. Oggi infatti la piazza si presenta con al centro una grande isola ellittica di circa 20mila metri quadrati e circondata da un piccolo canale, oltre che delimitata da un doppio giro di statue (originariamente 88, ma oggi solo 78) che raffigurano personalità celebri che avevano avuto un ruolo nella storia cittadina.

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Lo spiazzo deriva addirittura dal periodo romano, quando era noto come Campo di Marte e serviva per i raduni militari; successivamente divenne il centro di numerosi mercati, e proprio a questa fase si deve il nome attuale, visto che il fondo era all’epoca sterrato e, per la natura concava della piazza, tendeva di frequente ad allagarsi (la parola valle indicava infatti un luogo paludoso). Tra l’altro, dopo l’Unità si tentò di reintitolare la piazza a Vittorio Emanuele II, con però scarso successo, visto che i padovani continuarono a chiamarla col nome tradizionale. Tra gli edifici che ne delimitano i confini si segnala la Basilica di Santa Giustina, costruita a partire dalla sepoltura, avvenuta proprio in quel luogo, della martire padovana Giustina all’inizio del IV secolo.

 

Piazza della Repubblica

Le tante piazze di Milano

Piazza della Repubblica a Milano in una cartolina degli anni '50Spostiamoci ora a Milano, forse la città che – con Roma (per la quale però non si può considerare piazza San Pietro, che appartiene allo stato Vaticano e che comunque con i suoi 22mila metri quadrati non avrebbe le dimensioni per stare in questa classifica) – condivide il maggior numero di piazze di grandi dimensioni. Se, ad esempio, avessimo voluto considerare una piazza anche la cosiddetta Piazza Castello, avremmo avuto la città meneghina già al secondo posto della graduatoria, davanti a Padova; inoltre, a quota 78mila metri quadrati abbiamo Largo Marinai d’Italia, anch’esso però soggetto alle consuete dispute sul modo di intendere le piazze; abbiamo quindi deciso di optare per Piazza della Repubblica, che con i suoi 73mila metri quadrati si guadagna comunque un meritatissimo terzo posto.


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Situata a nord del centro storico, lungo la circonvallazione delle mura spagnole, la piazza è relativamente recente, visto che fu creata dopo l’Unità d’Italia, nel 1865, nell’ambito dei lavori per la costruzione della nuova Stazione Centrale, che doveva essere collegata al centro cittadino tramite una nuova arteria (l’attuale via Turati) e che aveva bisogno di un ampio piazzale antistante, in cui far scorrere tutto il traffico. La piazza prese così il nome di Piazzale Stazione Centrale, prima di essere ribattezzata – con l’avvento del fascismo – Piazzale Fiume. Nel 1931 la Stazione fu poi spostata altrove e la piazza si trovò così improvvisamente ingrandita di una notevole superficie, arrivando a rivaleggiare con le più ampie d’Italia; dopo la guerra fu infine reintitolata alla Repubblica, mentre continuarono a sorgervi intorno edifici importanti per la storia milanese come l’Hotel Principe di Savoia e la Torre Breda, realizzata nel 1954 e all’epoca il grattacielo più alto d’Italia (attualmente, nella sola Milano, è stato però superato da altri quattro edifici).

 

Piazza Garibaldi

La più grande di Napoli

Piazza Garibaldi a Napoli (foto di Sailko via Wikimedia Commons)Concludiamo, dopo questo veloce excursus al nord, ritornano al meridione, dove si trovano la quarta e la quinta piazza più grandi d’Italia, almeno secondo i criteri che ci siamo dati (fuori di poco da questa classifica, al nord, ma meritevoli di una menzione ci sono anche Piazza Campo del Palio ad Asti, Piazza Dante a Livorno, Piazza della Vittoria a Genova e Piazza Castello a Torino). Al quarto posto troviamo infatti Piazza Garibaldi, a Napoli, anche questa una piazza abbastanza recente e legata agli affari e al traffico, visto che fu edificata dopo l’Unità per ospitare la Stazione ferroviaria centrale, che qui ha ancora la sua sede. Inaugurata nel 1866 col nome di Piazza della Stazione (e chiamata dai napoletani semplicemente ‘a Ferrovia), cambiò nome una prima volta nel 1891 divenendo Piazza Unità d’Italia, e infine assunse la denominazione attuale nel 1904, quando vi fu posta la statua dedicata a Giuseppe Garibaldi e realizzata da Cesare Zocchi.


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Oggi la piazza misura circa 70mila metri quadrati, ricavati in parte anche grazie ai grandi lavori effettuati nei primi anni Sessanta del Novecento, che spostarono la stazione su una posizione più arretrata, liberando grandi spazi per la piazza, che divenne ancora di più un centro nodale del traffico cittadino. Proprio in quest’ottica sono partiti recentemente dei nuovi lavori, coordinati dall’architetto francese Dominique Perrault, che mirano a regolarizzare il caotico traffico automobilistico e ad aggiungere aree verdi e camminamenti che dovrebbero restituire vitalità alla zona. Ad ogni modo, anche qui sono numerosi gli edifici degni di interesse che costeggiano l’area, perlopiù alberghi di vario livello ispirati ad architetture liberty o neoclassiche.

 

Spianata del Foro Italico

Il fronte mare di Palermo

Il Foro Italico di Palermo (foto di Dedda71 via Wikimedia Commons)Concludiamo il nostro percorso scendendo fino in Sicilia, e per la precisione a Palermo, dove sorge la quinta piazza della nostra graduatoria, la Spianata del Foro Italico, forte di circa 63mila metri quadrati di superficie. Anche qui si può discutere se si tratti di una piazza vera e propria: la spianata, infatti, è più propriamente un fronte-mare, un allargamento della passeggiata della Marina che costituisce uno dei lungomare del capoluogo siciliano, e forse il più prestigioso e bello.

La storia del luogo è legata a quella della città di Palermo, ai suoi dominatori e ai suoi tentativi – fruttuosi soprattutto negli ultimi decenni – di risollevarsi anche in un certo senso dal degrado, urbanistico o morale che fosse. La passeggiata nacque infatti in epoca borbonica, quando ormai gli assalti alle coste della Sicilia da parte di pirati e nemici erano divenuti rari e i palermitani cominciavano a potersi godere il loro mare: chiamata Foro Borbonico, la zona divenne un centro di svago e di relax cittadino. Rinominata poi Foro Italico con il passaggio all’Italia unita, questa zona fu utilizzata durante gli ultimi anni della Seconda guerra mondiale dall’amministrazione alleata per depositare qui i resti delle abitazioni distrutte dai bombardamenti, creando di fatto un grande spiazzo prospiciente il mare. Questa zona fu però abbandonata dopo la fine della guerra, diventando sede di campi rom, luna park e circhi, senza però che potesse essere sfruttata per la sua ampiezza e veduta; fu solo in occasione della conferenza ONU contro la criminalità organizzata che si tenne in città nel 2000 che l’amministrazione comunale decise di riqualificarla, consegnandola alla popolazione.

 

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